Assumi una madre con tre figli e i contributi li paga lo Stato: l'INPS apre lo sgravio da 8.000 euro l'anno

La circolare 82 del 29 luglio rende operativo l'esonero contributivo del 100% fino a 8.000 euro annui, per 12, 18 o 24 mesi. Vale anche per chi ha già assunto nel 2026. E il fondo di quest'anno basta per poche centinaia di rapporti.

Il 29 luglio l’INPS ha pubblicato la circolare 82, che rende operativo un incentivo entrato in vigore a gennaio ma rimasto fino a ieri sulla carta: chi assume una donna madre di almeno tre figli minori, e che non lavora regolarmente da almeno sei mesi, non paga i contributi previdenziali a proprio carico fino a 8.000 euro l’anno.

La base normativa è la legge di bilancio 2026 (legge 199/2025, articolo 1, commi da 210 a 213). L’esonero è del 100%, calcolato su base mensile, e restano esclusi i premi INAIL, che continui a pagare.

La parte che quasi nessuno racconta: vale all’indietro

Questo è il motivo per cui leggere fino in fondo può valere dei soldi subito.

L’agevolazione riguarda le assunzioni effettuate a partire dal 1° gennaio 2026. Non da agosto, non dalla data della circolare. Se nei primi sette mesi dell’anno hai preso in azienda una persona che ha quei requisiti — e sono requisiti che tu potresti benissimo non conoscere, perché nessuno in colloquio dichiara quanti figli minori ha — il diritto all’esonero c’è già, e va solo chiesto.

Quanto dura, e da cosa dipende

La durata non è unica: cambia in base al tipo di contratto.

  • 12 mesi — assunzione a tempo determinato
  • 18 mesitrasformazione di un rapporto a termine in tempo indeterminato
  • 24 mesi — assunzione diretta a tempo indeterminato
Quanto vale davvero, in cassa

Il tetto è di 8.000 euro l'anno di contributi a carico del datore. Su un'assunzione diretta a tempo indeterminato, che dà diritto a 24 mesi, il beneficio massimo teorico arriva quindi a 16.000 euro su due anni. Su un contratto a termine di dodici mesi si ferma a 8.000. Il valore reale dipende dalla retribuzione: sotto una certa soglia l'esonero non satura il tetto, e allora il beneficio coincide semplicemente con l'intera quota di contributi che avresti versato.

La struttura premia il tempo indeterminato in modo esplicito: la stessa persona vale il doppio se la prendi a tempo indeterminato invece che a termine. Se stavi valutando un contratto a scadenza per prudenza, qui la prudenza costa otto mila euro.

Chi rientra, in concreto

Perché il rapporto sia agevolabile servono tutte queste condizioni:

  1. La lavoratrice è madre di almeno tre figli, e tutti minori di diciotto anni al momento dell’assunzione.
  2. È priva di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi.
  3. Il datore di lavoro è privato — la pubblica amministrazione resta fuori.
  4. L’assunzione è successiva al 1° gennaio 2026.

Secondo le riprese specializzate della circolare restano esclusi il lavoro domestico e l’apprendistato. Su questo, come su ogni verifica dei requisiti, la parola definitiva è del consulente del lavoro con il testo della circolare in mano.

Il limite vero: il fondo è piccolo

Qui arriva la parte che va detta senza girarci intorno, perché cambia il modo di trattare la notizia.

La misura opera entro un tetto di spesa annuale, e l’INPS sospende l’accoglimento delle domande quando le risorse si esauriscono. Le fonti specializzate indicano per il 2026 uno stanziamento di circa 5,7 milioni di euro, con importi crescenti negli anni successivi.

Fai il conto: 5,7 milioni divisi per un beneficio massimo di 8.000 euro a rapporto significa un ordine di grandezza di poche centinaia di posizioni in tutta Italia — meno, se molti rapporti saturano il tetto. Non è un incentivo strutturale a cui attingere con comodo: è una finestra stretta, e chi presenta prima passa.

Cosa fare adesso

  • Se hai già assunto nel 2026: manda l’elenco al consulente del lavoro e fai verificare i requisiti. È un recupero, non una scommessa.
  • Se stai per assumere: fai emergere il tema nel modo corretto e nei limiti della privacy — sono informazioni che la persona può fornire spontaneamente in fase di inquadramento contrattuale, non domande da colloquio.
  • Se la scelta è tra determinato e indeterminato: qui la differenza è di dodici mesi di esonero in più, e va messa nel conto insieme al resto.
  • In ogni caso: la domanda è telematica e passa dal portale INPS. Le istruzioni operative di dettaglio stanno nella circolare, ed è il consulente del lavoro a doverla applicare.

In breve

La circolare INPS 82 del 29 luglio 2026 rende operativo l’esonero contributivo previsto dalla legge di bilancio 2026 per l’assunzione di madri con almeno tre figli minori, senza impiego regolare da almeno sei mesi: 100% dei contributi a carico del datore, fino a 8.000 euro l’anno, per 12, 18 o 24 mesi a seconda del contratto, INAIL escluso.

Vale per le assunzioni dal 1° gennaio 2026, quindi anche per quelle già fatte: è la voce più immediatamente monetizzabile della misura. Il limite è lo stanziamento, indicato dalle fonti in circa 5,7 milioni per quest’anno: una platea nell’ordine delle centinaia di rapporti, con le domande che si chiudono a fondo esaurito.

Fonti consultate

  1. INPS — Circolare numero 82 del 29 luglio 2026 · primary
  2. MySolution — Lavoratrici madri: al via l'esonero alle assunzioni · secondary
  3. Quotidianopiù — Esonero contributivo lavoratrici madri 2026: requisiti, durata, importo e limiti · secondary