Dal 1 giugno, Google Ads ha cambiato il modo in cui distribuisce il budget delle campagne programmate — quelle che girano solo in certi giorni o in certe fasce orarie. Il tetto massimo di spesa non è cambiato, ma è cambiato come quel tetto viene speso. Risultato: chi ha impostato la programmazione oraria per tenere a bada i costi può ritrovarsi a spendere di più nei giorni in cui le campagne sono attive. È una modifica silenziosa, che non compare con un avviso in grassetto nell’account, ma che incide direttamente sulla spesa reale.
Cosa cambia, in concreto
Prima, quando una campagna era impostata per girare solo in alcuni giorni (ad esempio i feriali), Google distribuiva il budget tenendo conto dei giorni effettivamente attivi. Dal 1 giugno, invece, il sistema punta al tetto mensile, pari a circa 30,4 volte il budget giornaliero, anche quando la campagna non gira tutti i giorni.
I limiti massimi restano gli stessi: una campagna non supera 2 volte il budget giornaliero in un singolo giorno, né 30,4 volte nel mese, e gli annunci non vengono mostrati nei giorni disattivati. Quello che cambia è la concentrazione: lo stesso tetto mensile viene speso su un numero minore di giorni attivi, quindi la spesa media nei giorni in cui le campagne girano sale.
Da giugno 2026 il pacing punta a circa 30,4 volte il budget giornaliero anche per le campagne programmate. I limiti massimi non cambiano: cambia come il budget viene distribuito sui giorni attivi.
Fonte: Search Engine Land, analisi PPC indipendenti — giugno 2026
Un esempio numerico
Prendiamo una campagna con budget giornaliero di 100 euro. Il tetto mensile resta circa 3.040 euro (30,4 volte il budget giornaliero). Se la campagna è impostata per girare solo nei giorni feriali — circa 22 giorni in un mese — quei 3.040 euro vengono ora concentrati su quei 22 giorni. La spesa media nei giorni attivi sale così intorno a 138 euro al giorno, contro un’attesa precedente di circa 2.200 euro al mese.
In pratica, chi pensava di aver “ridotto” la spesa escludendo il weekend potrebbe scoprire che il budget mensile è più alto del previsto, perché il sistema cerca comunque di arrivare al tetto.
Il massimo mensile non e cambiato. Ma se lo distribuisci su 22 giorni feriali invece che su tutto il mese, ogni giorno attivo assorbe una quota maggiore. Per chi fa programmazione oraria o esclude giorni, e qui che la spesa reale puo salire.
Chi è davvero esposto
Il cambiamento non riguarda tutti allo stesso modo. Chi lascia le campagne attive 7 giorni su 7, senza programmazione, non vede grandi differenze. Sono più esposti:
- Chi fa dayparting, cioè mostra gli annunci solo in determinate fasce orarie (per esempio gli orari d’ufficio).
- Chi esclude interi giorni, come le campagne “solo feriali” o “weekend off”.
- Le attività locali e i servizi B2B che storicamente concentrano gli annunci negli orari in cui rispondono al telefono o gestiscono i contatti.
Per questi profili, la spesa giornaliera effettiva può crescere in modo sensibile, anche del 30-40% nei giorni attivi, pur restando entro il tetto mensile dichiarato.
Cosa controllare subito
- Apri le campagne con programmazione attiva. Verifica quali campagne hanno un calendario ridotto (giorni esclusi o fasce orarie) e tienile d’occhio: sono quelle interessate.
- Confronta la spesa degli ultimi giorni con quella di maggio. Se noti una spesa per giorno più alta a parità di budget giornaliero, è probabilmente l’effetto della nuova distribuzione.
- Decidi la leva giusta. Se vuoi mantenere lo stesso budget mensile complessivo, valuta di abbassare il budget giornaliero delle campagne programmate, così il tetto (30,4 volte) torna in linea con la spesa che ti aspetti.
- Rivaluta se la programmazione conviene ancora. In alcuni casi tenere la campagna attiva tutti i giorni, con un budget giornaliero più basso, distribuisce meglio la spesa rispetto a un calendario ristretto.
In breve
Dal 1 giugno Google Ads distribuisce il budget delle campagne programmate puntando al tetto mensile (circa 30,4 volte il budget giornaliero), anche quando gli annunci girano solo in alcuni giorni o orari. I limiti massimi non cambiano, ma la spesa si concentra sui giorni attivi: chi fa dayparting o esclude giorni può spendere di più del previsto. Il controllo da fare lunedì mattina è semplice: guardare le campagne con calendario ridotto, confrontare la spesa per giorno con il mese scorso e, se serve, abbassare il budget giornaliero per riportare il tetto mensile dove lo vuoi tu.