Decreto Omnibus approvato: chi rinnova il concordato può chiudere gli anni 2020-2023 con un'imposta sostitutiva

Il 4 agosto il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il correttivo Omnibus della delega fiscale. Per chi rinnova il concordato preventivo 2026-2027 arriva una sanatoria sul pregresso e meno sanzioni su POS e cassa.

Il 4 agosto, con il Consiglio dei Ministri n. 185, il Governo ha approvato in via definitiva il decreto correttivo cosiddetto Omnibus della delega fiscale: nell’ordine del giorno della seduta compare, in esame definitivo, il decreto legislativo su imposte sui redditi, successioni, IVA e accise. Nella stessa riunione sono passati anche il decreto sull’ordinamento della giurisdizione tributaria e quello su tributi regionali e federalismo fiscale. Con questi tre atti il Governo chiude la delega fiscale, il cui termine scade il 29 agosto 2026.

Dentro un provvedimento vasto c’è una sola cosa che cambia una decisione concreta, e riguarda chiunque abbia una partita IVA soggetta agli ISA: il rinnovo del concordato preventivo biennale non è più una scelta neutra.

Cosa cambia davvero: il rinnovo si porta dietro il passato

Finora la domanda “rinnovo il concordato per il 2026-2027?” era rimandabile senza conseguenze. Il decreto approvato la lega a una seconda partita: chi rinnova ottiene l’accesso a una sanatoria sulle annualità 2020-2023, da chiudere con un’imposta sostitutiva anziché con un accertamento ordinario.

Secondo le ricostruzioni della stampa specializzata sul testo approvato, l’aliquota dipende dal punteggio ISA: 10% per chi ha un voto pari o superiore a 8, 12% tra 6 e 8, 15% sotto 6, con una riduzione ulteriore del 30% sulle annualità 2020 e 2021 e un versamento minimo di 1.000 euro.

10% / 12% / 15%
imposta sostitutiva per chiudere gli anni 2020-2023, secondo il punteggio ISA

Aliquote riservate a chi rinnova il concordato preventivo per il 2026-2027, con una riduzione del 30% sulle annualità 2020 e 2021 e un versamento minimo di 1.000 euro. Cifre riportate dalla stampa specializzata sul testo approvato il 4 agosto, non ancora confermate in Gazzetta Ufficiale.

Fonte: Rassegna stampa sul decreto Omnibus approvato dal CdM n. 185

Al pacchetto si aggiungono i cosiddetti premi fedeltà per chi rinnova: termini di accertamento più corti, rateazione senza interessi e corsia preferenziale su rimborsi e compensazioni.

Il punto economico è questo. Il costo del concordato è sempre stato valutato guardando avanti — quanto pago in più rispetto al reddito che stimo davvero. Ora sull’altro piatto della bilancia c’è anche il passato: quanti anni resto esposto a un controllo, e a che prezzo posso chiuderli. Sono due conti diversi e vanno fatti insieme, non a settembre e non a memoria.

L’altra misura pratica: la tolleranza su POS e cassa

La seconda novità con effetti quotidiani riguarda chi incassa con carta. Da quando il registratore telematico e il terminale POS dialogano, qualsiasi disallineamento tra corrispettivi telematici e incassi rilevati dal POS è potenzialmente sanzionabile — anche quello fisiologico, prodotto da mance, storni, resi o transazioni che scivolano al giorno dopo.

Il decreto introduce una tolleranza del 5% sullo scostamento tra le due rilevazioni: sotto quella soglia non scattano sanzioni. Per un bar, un ristorante o un negozio è la differenza tra rincorrere ogni sera una quadratura al centesimo e concentrarsi sugli scostamenti che significano davvero qualcosa.

Due conti, una decisione

Il concordato si è sempre valutato guardando avanti: quanto pago in più rispetto al reddito reale. Da ora sul piatto c'è anche il passato: quanto mi costa chiudere gli anni 2020-2023 e quanti anni di accertamento mi risparmio. La convenienza si misura sommando i due conti.

Nel provvedimento rientrano anche la proroga al 31 dicembre 2026 del termine per la certificazione del Tax Control Framework per chi ha aderito al regime di adempimento collaborativo, e alcune strette in senso opposto sugli accertamenti, dove le contestazioni di antieconomicità dovranno poggiare su riscontri puntuali e non su semplici deduzioni.

Cosa fare lunedì mattina

Non versare nulla. Il decreto è approvato ma non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale: aliquote, soglie e decorrenze diventano definitive con il testo pubblicato, non con il comunicato del Consiglio dei Ministri.

Quello che ha senso fare adesso è una cosa sola, e costa solo una telefonata:

  • Chiedi al commercialista una simulazione con il tuo punteggio ISA. L’aliquota cambia di cinque punti tra chi sta sopra 8 e chi sta sotto 6: senza quel numero il ragionamento non si fa.
  • Metti insieme i due conti. Costo del rinnovo per il 2026-2027 da una parte, costo della chiusura 2020-2023 e anni di accertamento risparmiati dall’altra. La decisione sta nella somma.
  • Se incassi con POS, smetti di inseguire lo scarto minimo — ma tienilo monitorato: la tolleranza annunciata è del 5%, non è un liberi tutti.
  • Fissa il momento della decisione, non rimandarla a caso. La delega scade il 29 agosto e la pubblicazione in Gazzetta è attesa a ridosso: è lì che i numeri diventano reali.

In breve

Il correttivo Omnibus chiude la delega fiscale e trasforma il rinnovo del concordato preventivo in una decisione con due facce: da una parte l’impegno sui redditi 2026-2027, dall’altra la possibilità di chiudere gli anni 2020-2023 con un’imposta sostitutiva e di accorciare i termini di accertamento. Per chi incassa con carta arriva in più una tolleranza del 5% che toglie di mezzo un adempimento nervoso e quotidiano. Nessuno deve muovere un euro finché il testo non è in Gazzetta — ma la simulazione dal consulente, quella conviene chiederla adesso, mentre c’è ancora tempo per decidere con calma.

Fonti consultate

  1. Governo.it — Ordine del giorno del Consiglio dei Ministri n. 185 del 4 agosto 2026 · primary
  2. Governo.it — Consiglio dei Ministri n. 185, conferenza stampa · primary
  3. MEF — Decreti legislativi emanati sulla base della legge di delega fiscale · primary
  4. Italia Oggi — Delega fiscale, tre decreti in CdM · press
  5. Informazione Fiscale — Riforma fiscale in CdM: concordato, lettere di compliance, giustizia tributaria · secondary
  6. Rassegna stampa — Decreto Omnibus, ok definitivo: le novità per il concordato · secondary