Per un’azienda del tessile, della moda, dell’occhialeria o dell’arredo il design non e’ un vezzo: e’ il prodotto. Eppure le spese per ideare una nuova collezione, ridisegnare un packaging o studiare l’estetica di un articolo raramente vengono lette come un investimento agevolabile. Da questa settimana pero’ c’e’ una scadenza concreta da segnare: con il decreto direttoriale del 3 luglio 2026, il MIMIT ha fissato per le ore 12:00 di martedi’ 7 luglio l’apertura della piattaforma per prenotare il credito d’imposta su design e ideazione estetica del 2026.
Cosa cambia quest’anno
La misura non e’ nuova, ma il meccanismo si’: rispetto agli anni scorsi cambiano due cose che pesano direttamente sulla convenienza e su come ci si muove.
- L’aliquota raddoppia al 10% delle spese ammissibili (prima era il 5%), con fruizione in un’unica quota annuale invece che spalmata su piu’ anni.
- Serve una prenotazione telematica per ogni progetto. Non basta piu’ calcolare il credito in dichiarazione: per accedere occorre trasmettere una comunicazione attraverso la piattaforma dedicata del Ministero.
Il tetto e’ di 2 milioni di euro di credito per impresa, e le spese ammissibili sono quelle sostenute nel 2026 (il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2025). L’utilizzo in compensazione parte dal 2027.
Il credito d'imposta design e ideazione estetica 2026 e' pari al 10% delle spese ammissibili (raddoppiato dal precedente 5%), fruibile in un'unica quota annuale, con un tetto massimo di 2 milioni di euro per impresa e una dotazione complessiva di 60 milioni. Fonte: MIMIT, decreto direttoriale 3 luglio 2026.
Fonte: MIMIT — luglio 2026
Chi rientra e come funziona la prenotazione
La platea non e’ generica: il beneficio riguarda le imprese dei settori indicati dalla norma, cioe’ tessile e moda, calzaturiero, occhialeria, orafo, mobile e arredo, ceramica. Sono i comparti in cui l’estetica del prodotto e’ parte del valore, ed e’ li’ che il design diventa spesa agevolabile.
La procedura si articola in due passaggi. Prima una comunicazione preventiva di prenotazione per ogni singolo progetto di design, con la descrizione del progetto, le date previste di avvio e completamento e l’importo degli investimenti e del credito potenziale. Poi, a lavori conclusi, una comunicazione a consuntivo sulle spese effettivamente sostenute. Attenzione a un vincolo che va tenuto presente fin dalla prenotazione: gli investimenti ammissibili completati non possono essere inferiori al 70% di quanto dichiarato nella comunicazione preventiva. Prenotare cifre gonfiate, quindi, non conviene.
La logica a sportello: 60 milioni, chi arriva prima prenota
Il punto che trasforma questo credito in una notizia con una scadenza e’ la dotazione chiusa: 60 milioni di euro. Con una prenotazione per progetto e un fondo limitato, la dinamica e’ quella tipica degli incentivi a sportello: si eroga finche’ ci sono risorse, senza graduatorie di merito. Non e’ un bando che premia il progetto migliore, e’ una fila che premia chi si presenta prima e con la pratica pronta.
Per l’imprenditore questo significa che il lavoro utile va fatto adesso, non il 7 luglio alle 12:01. Serve avere gia’ chiari i progetti di design del 2026, le spese sostenute o pianificate e la documentazione a supporto, in modo da trasmettere la comunicazione appena la piattaforma apre.
Prima si prenota il credito per ogni progetto con una comunicazione preventiva (progetto, date, importi); poi, a lavori conclusi, si comunicano le spese effettive. Il completato non puo' scendere sotto il 70% del prenotato, e i fondi si assegnano fino a esaurimento dei 60 milioni.
Fonte: MIMIT — decreto direttoriale 3 luglio 2026
Cosa fare
In pratica: se la tua impresa opera in uno dei sette settori e nel 2026 ha sostenuto (o sostiene) spese per design, ideazione estetica, campionari o studio del prodotto, conviene preparare subito l’elenco dei progetti e degli importi e verificare il modello di comunicazione sul sito MIMIT. Dal 7 luglio alle 12:00 si potra’ trasmettere la prenotazione: farlo per tempo, con i dati gia’ pronti, e’ la differenza tra intercettare il 10% e restare fuori quando i 60 milioni saranno finiti. Se non hai mai gestito questo credito, e’ anche il momento di coinvolgere il commercialista sulla qualificazione delle spese ammissibili, che e’ il punto piu’ delicato.