Il Veneto avvia lo stop al blocco dei diesel Euro 5: se stavi per cambiare il furgone entro settembre, conviene aspettare

Il 5 agosto la giunta ha approvato la delibera che avvia la sospensione del divieto in partenza il 1° ottobre nei comuni sopra i 100.000 abitanti. Riguarda circa 150.000 mezzi. Ma non è ancora efficace: serve il voto del Consiglio regionale a settembre.

Se hai un furgone diesel Euro 5 e stavi per sostituirlo entro settembre per non restare fuori dalle città, la notizia del 5 agosto ti riguarda direttamente: la giunta regionale del Veneto ha approvato una delibera che avvia l’iter per sospendere il blocco alla circolazione dei veicoli diesel Euro 5, previsto dal 1° ottobre 2026 nei comuni sopra i 100.000 abitanti e nelle relative aree urbane.

Il condizionale è d’obbligo, e conta più del titolo.

Attenzione: oggi non è sospeso niente

La delibera avvia un procedimento, non lo chiude. Il percorso, secondo la ricostruzione ANSA, è questo: il 6 agosto il provvedimento passa all’esame della Seconda Commissione consiliare; se supera quel passaggio, il testo può arrivare in Consiglio regionale per la ratifica definitiva nei primi giorni di settembre.

Fino a quel voto, il blocco resta calendarizzato al 1° ottobre. Chi si mettesse in strada quel giorno convinto che “la Regione ha tolto il divieto” rischia la sanzione, perché il divieto sarebbe ancora lì.

Quanti mezzi sono in gioco

Il Gazzettino stima in circa 150.000 i veicoli coinvolti in Veneto — un numero che non compare nel lancio ANSA e che riportiamo come stima di quella testata, non come dato ufficiale. Sono mezzi immatricolati indicativamente a cavallo fra la fine degli anni Duemila e la metà del decennio scorso: per una piccola impresa significa il furgone dell’idraulico, il mezzo del corriere locale, l’auto dell’agente di commercio.

La cornice arriva da una norma nazionale: il blocco era originariamente atteso per l’ottobre 2025 ed è stato differito di un anno. Questo è il punto che rende la vicenda interessante anche fuori dai confini regionali — la scadenza del 1° ottobre non è un’invenzione veneta, e chi lavora in altre regioni della pianura padana ha davanti la stessa data ma non necessariamente la stessa delibera. Vale la pena verificare cosa sta facendo la propria Regione, senza dare per scontato che il precedente si estenda.

Due scenari, una firma da rimandare

Se il Consiglio regionale ratifica a inizio settembre, il mezzo Euro 5 continua a circolare e la sostituzione può essere programmata con calma. Se non ratifica, il divieto scatta il 1° ottobre e restano poche settimane per organizzarsi. In entrambi i casi, tra oggi e il voto non c'è ragione di firmare un acquisto d'urgenza.

Le misure alternative sul tavolo

Insieme alla sospensione la Regione sta lavorando su due strade diverse dal divieto secco: l’anticipazione di un bando per la conversione dei diesel Euro 5 a Dual Fuel, e lo smart working per i dipendenti pubblici nelle giornate di allerta PM10 arancione o rossa, salvo le funzioni che richiedono presenza obbligatoria.

Per un artigiano la prima è quella da tenere d’occhio: convertire un mezzo costa una frazione di quanto costa sostituirlo, e se il bando arriva con un contributo può cambiare completamente il conto. Ma è un bando ancora da pubblicare, non una misura attiva: vale come informazione per la pianificazione, non come base per una decisione già presa.

1° ottobre 2026
data in cui scatta il blocco, se il Consiglio regionale non ratifica la sospensione

Fra la delibera di giunta del 5 agosto e la ratifica attesa a inizio settembre restano circa quattro settimane di incertezza. È la finestra in cui conviene raccogliere informazioni, non firmare contratti.

Fonte: Delibera della giunta regionale del Veneto del 5 agosto 2026

Cosa fare in concreto

  • Se avevi un acquisto o un noleggio in scadenza a settembre, chiedi di posticipare la firma. Non di annullarla: di spostarla dopo il voto del Consiglio regionale. Qualche settimana di attesa non costa nulla, una sostituzione anticipata inutilmente costa parecchio.
  • Verifica il perimetro esatto sul tuo territorio. Quali veicoli, quali strade, quali fasce orarie: il dettaglio lo definiscono i provvedimenti attuativi regionali e comunali, e cambia da comune a comune. Il numero di targa e la classe ambientale sono sulla carta di circolazione.
  • Non costruire il piano su una sola ipotesi. Se il tuo lavoro dipende dall’ingresso quotidiano in città, prepara comunque un piano B per ottobre: la ratifica è probabile ma non è avvenuta.
  • Tieni d’occhio il bando Dual Fuel. Se esce con un contributo, la conversione diventa l’opzione più economica per chi ha mezzi ancora in buono stato.

La lezione operativa, al di là del Veneto, è che le scadenze ambientali sui veicoli commerciali si stanno muovendo da mesi, avanti e indietro, con rinvii decisi a poche settimane dall’entrata in vigore. Pianificare la sostituzione della flotta sulla base dell’ultima notizia letta è il modo più rapido per spendere male: conviene ragionare sul ciclo di vita del mezzo e sui costi di esercizio, e trattare i divieti come una variabile che accelera una decisione, non come la ragione per prenderla.

Fonti consultate

  1. ANSA — In Veneto via all'iter per sospendere il blocco dei diesel Euro 5 · press
  2. Il Gazzettino — Diesel Euro 5: in Veneto via all'iter per lasciar circolare 150.000 auto in inverno · press
  3. VeronaSera — Diesel Euro 5, la Regione Veneto punta a fermare il blocco: avviato l'iter · press
  4. Regione Veneto — Bottacin: slitta all'1 ottobre 2026 il blocco degli Euro 5 · primary
  5. Automoto.it — Veneto, stop al blocco dei diesel Euro 5 · secondary