Per chi muove merci su gomma il gasolio è la voce di costo che decide il margine. Il DL 22 maggio 2026, n. 89 — il decreto «Carburanti quater» — interviene proprio lì: l’art. 2 proroga e amplia il credito d’imposta sul gasolio per l’autotrasporto, portando il plafond per il 2026 da 100 a 300 milioni di euro. Non è un rimborso automatico che arriva da solo: è un credito da calcolare e da usare nel modo giusto. Vediamo come.
Come si calcola il credito
Il credito è commisurato alla maggiore spesa per il gasolio sostenuta nel periodo marzo-giugno 2026 rispetto ai prezzi di febbraio 2026. In altre parole, premia l’aumento di costo che hai effettivamente subito in quei mesi rispetto al riferimento di febbraio. Il primo passo, quindi, è recuperare i dati: quanto hai speso in gasolio da marzo a giugno e a quale prezzo, per confrontarli con la base di febbraio.
L'art. 2 del DL 89/2026 porta da 100 a 300 milioni le risorse per il credito d'imposta sul gasolio dell'autotrasporto. Piu fondi disponibili significano piu probabilita di capienza per chi presenta il conteggio in regola.
Fonte: FiscoOggi — Agenzia delle Entrate, giugno 2026
Si usa solo in compensazione (e non fa reddito)
Qui c’è il punto pratico che conviene sapere prima: il credito è utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite F24, ai sensi dell’art. 17 del D.Lgs. 241/1997. Non è un assegno che incassi, ma un importo che abbatte altri versamenti. In più, e non è poco, non concorre alla formazione del reddito d’impresa né della base IRAP: il beneficio resta pieno, senza essere eroso dalla tassazione.
L’azione concreta per l’impresa (o per il suo commercialista) è preparare il conteggio della maggiore spesa e individuare i codici tributo corretti per portare il credito in compensazione nel modello F24, appena disponibili le istruzioni operative dell’Agenzia.
Dal 1 ottobre cambiano anche i rimborsi accise
Il decreto tocca anche la procedura ordinaria di rimborso delle accise sul gasolio per autotrazione. Dal 1 ottobre 2026 le istanze andranno presentate solo in via telematica e il termine per il silenzio-assenso scende da 60 a 30 giorni. È un dettaglio che vale la pena segnare in calendario: meno tempo di attesa, ma anche l’obbligo di attrezzarsi per la presentazione digitale.
Perché conviene muoversi
Il plafond è triplicato, ma resta comunque un tetto: i fondi si assegnano fino a capienza e arrivare con il conteggio pronto è un vantaggio. Per un’attività dove il carburante pesa in modo diretto sul conto economico, recuperare anche solo una parte della maggiore spesa di questi mesi è un’azione a impatto immediato sulla cassa.
Contenuto informativo, non consulenza fiscale. Per l’applicazione al tuo caso fanno fede il testo del DL 89/2026, i provvedimenti attuativi e la valutazione del tuo commercialista.