Per molte partite IVA la scadenza del 30 giugno quest’anno si sposta. Con l’art. 6 del DL 89/2026 (il decreto «Accise quater»), il versamento di saldo 2025 e primo acconto 2026 delle imposte da dichiarazione slitta al 20 luglio 2026 per i soggetti che applicano gli ISA, per i forfettari e per i soci di società trasparenti. È una boccata d’ossigeno sulla cassa estiva, ma con una novità rispetto agli anni scorsi: oltre quella data, la proroga non è più gratuita.
Chi rientra e chi no
La proroga non è per tutti. Riguarda chi applica gli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA), i contribuenti in regime forfettario e i soci di soggetti «trasparenti» collegati. Restano invece alla scadenza ordinaria del 30 giugno i contribuenti fuori da questo perimetro: per loro nulla cambia. Il primo passo, quindi, è capire in quale categoria ricadi — ed è esattamente la domanda da girare al commercialista.
ISA, forfettari e soci di trasparenti pagano entro il 20 luglio senza costi aggiuntivi. Chi è fuori da questo perimetro resta alla scadenza ordinaria del 30 giugno. Sapere su quale binario sei è la prima cosa da chiarire.
Cosa si può versare entro il 20 luglio
La finestra prorogata copre i versamenti che risultano dalle dichiarazioni: IRPEF/IRES, IRAP, l’IVA quando versata insieme e i contributi dovuti sulla quota eccedente il minimale. Fino al 20 luglio si paga senza alcuna maggiorazione.
La decisione vera è di cassa
Tradotto in pratica: hai una scelta da fare in base alla liquidità.
- Se la cassa lo permette, paga entro il 20 luglio e chiudi senza costi.
- Se luglio è un mese pesante (ferie, stipendi, fornitori), puoi spalmare fino al 20 agosto, mettendo però a budget lo 0,80% in più come costo del rinvio.
- Decidi prima, non all’ultimo: confronta col commercialista quale data regge meglio i flussi, anche valutando la rateizzazione.
Attenzione infine alle scadenze di giugno che non slittano con questa proroga (come gli adempimenti IVA periodici e l’acconto IMU del 16 giugno): la proroga riguarda saldo e primo acconto, non l’intero calendario. Più che una data spostata, è un’occasione per pianificare la cassa estiva con un mese di anticipo.
Contenuto informativo, non consulenza fiscale. Per l’applicazione al tuo caso fa fede il testo del DL 89/2026 e la valutazione del tuo commercialista.