Il 16 giugno il Senato ha dato il via libera definitivo alla legge sulla beneficenza trasparente, conosciuta come legge Ferragni. Nasce da un caso mediatico, ma il punto per chi fa impresa è un altro: la norma riguarda chiunque venda un prodotto promettendo che parte del ricavato andrà in beneficenza — dal grande influencer alla piccola azienda che lancia un’edizione solidale. È, in sostanza, una regola sul cause marketing.
Cosa va dichiarato
Quando una vendita è collegata a una donazione, sulla confezione del prodotto o nella descrizione del servizio — e nelle relative sponsorizzazioni — vanno indicati tre elementi:
- L’importo destinato alla beneficenza. Se è una cifra predeterminata, va indicata la somma complessiva; se invece dipende dalle vendite, va indicata la percentuale esatta sul prezzo del singolo prodotto.
- La finalità dell’operazione.
- Il destinatario dei fondi.
L’obiettivo dichiarato è che il consumatore riceva informazioni chiare e non ingannevoli prima di comprare.
Multe da 5mila a 50mila euro per chi viola gli obblighi di trasparenza. In caso di violazioni reiterate è previsto il rischio di sospensione dell'attività fino a un anno.
Fonte: Il Giorno, Fastweb Plus — giugno 2026
La doppia comunicazione all’Antitrust
C’è un passaggio che è facile sottovalutare: la trasparenza non è solo verso il cliente, ma anche verso l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM). Il produttore o il professionista deve, prima dell’iniziativa, comunicare all’AGCM il destinatario, le finalità, l’importo e il termine entro cui sarà effettuato il versamento. E, dopo, comunicare l’avvenuto versamento entro tre mesi dalla scadenza di quel termine.
In pratica: non basta dirlo, bisogna anche dimostrare di averlo fatto, e a un’autorità che vigila.
Tre cose da dichiarare al cliente (importo o percentuale, finalità, destinatario) e due comunicazioni all'AGCM: una prima dell'iniziativa, una dopo il versamento.
Perché interessa anche una PMI
L’iniziativa solidale legata a una vendita è una leva di marketing diffusa: l’edizione limitata il cui ricavato sostiene una causa, la percentuale devoluta in un periodo dell’anno, la collaborazione con un’associazione. Da ora questa leva ha regole precise e un’autorità che può sanzionare. Per chi la usa, conviene impostare l’iniziativa con i numeri chiari fin dall’inizio — importo o percentuale, destinatario, scadenza del versamento — e tenere traccia della comunicazione all’AGCM.
In breve
La legge Ferragni rende obbligatorie trasparenza e prova nelle vendite legate alla beneficenza: cosa si dona, a chi, con quale finalità, più una doppia comunicazione all’AGCM. Le sanzioni arrivano a 50mila euro, con sospensione dell’attività per i casi reiterati. Non riguarda solo i grandi nomi: tocca qualsiasi impresa che faccia cause marketing.