Da un anno ogni imprenditore con un sito si fa la stessa domanda: “Quando Google risponde con il suo riquadro di intelligenza artificiale, io ci sono dentro o sono sparito?”. Finora era impossibile saperlo. Dal 3 giugno non lo è più: Google ha aggiunto in Search Console dei report che mostrano quante volte il tuo sito compare nelle risposte AI — le AI Overviews e la nuova AI Mode. E dal 17 giugno ha aggiunto anche un interruttore per uscirne.
Due novità, una decisione da prendere. Vediamole con ordine, perché la seconda è una tentazione che per una PMI è quasi sempre un errore.
Il nuovo report: cosa mostra (e cosa no)
Il report ti dice in quante risposte AI sei comparso, su quali pagine, in quali paesi e da quali dispositivi, giorno per giorno. È la prima misura ufficiale della tua visibilità nell’AI di Google.
Attenzione però al limite, che è importante: non mostra i click, né il tasso di click (CTR), né le query. Vedi se compari, non quanto traffico ti porta quella comparsa. È una bussola sulla presenza, non un contatore di visite.
Il report risponde a 'ci sono dentro?', non a 'quanti clic mi arrivano?'. È comunque la prima volta che puoi vedere, con un dato di Google, se i tuoi contenuti finiscono nelle risposte AI o se ne resti fuori.
L’azione concreta sul report
Se hai Search Console (è gratuito e probabilmente ce l’hai già), durante il rollout controlla se la nuova sezione è comparsa. Quando c’è:
- Guarda quali tue pagine compaiono nelle risposte AI: sono i tuoi contenuti più “citabili”. Sono asset da rafforzare e tenere aggiornati.
- Nota cosa non compare mai: se una pagina importante per il tuo business è del tutto assente, è un segnale che il contenuto va reso più chiaro, diretto e utile alla domanda dell’utente.
L’interruttore per uscire: perché (quasi) non devi toccarlo
Dal 17 giugno puoi chiedere a Google di non usare il tuo sito nelle funzioni AI, restando comunque nella Ricerca normale: l’esclusione, dice Google, non penalizza il posizionamento.
Sembra allettante a chi teme che l’AI “rubi” i clic riassumendo i contenuti. Ma per una PMI il conto è quasi sempre in perdita.
L’opt-out ha senso in casi rari e specifici — per esempio un editore che vive di abbonamenti e non vuole che i suoi contenuti a pagamento finiscano riassunti gratis. Una PMI che usa il sito per farsi trovare e acquisire clienti è nella situazione opposta: vuole comparire ovunque l’utente cerchi, AI compresa.
Misura la tua presenza nelle risposte AI con il nuovo report e lavora per esserci di più, non di meno. Lascia stare l'interruttore di esclusione: serve a chi vende contenuti, non a chi cerca clienti.
Fonte: Google Search Central, 9to5Google, Engadget — giugno 2026
Il punto
Per la prima volta puoi misurare se sei dentro l’AI di Google, e questo cambia il modo di lavorare sui contenuti: non più al buio, ma guardando un dato. La tentazione di tirarti fuori, invece, va lasciata cadere: in un mondo in cui sempre più persone cercano facendo domande all’AI, la mossa giusta è esserci meglio, non sparire.