La rottamazione-quinquies cambia fase: dalla domanda si passa al pagamento. Chi ha aderito entro il 30 aprile 2026 sta per ricevere — o ha già nell’area riservata — il documento che conta davvero: la Comunicazione delle somme dovute, che l’Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER) invia entro il 30 giugno 2026. Da lì parte il calendario, e la prima data da segnare è il 31 luglio 2026.
Il documento da trovare subito
La Comunicazione indica se la domanda è stata accolta, quali debiti sono stati ammessi alla definizione agevolata, l’importo totale e i moduli di pagamento già precompilati. Per chi ha presentato domanda online è disponibile esclusivamente nell’area riservata del sito AdER; ne viene inviata copia anche via PEC o posta all’indirizzo del contribuente, di norma tra fine giugno e inizio luglio.
La Comunicazione delle somme dovute (entro il 30 giugno) è il punto di partenza: contiene importi, numero di rate e moduli. Recuperarla nell'area riservata è la prima cosa da fare, senza aspettare la copia cartacea.
Le date: 31 luglio e poi ogni due mesi
Sul pagamento c’è una scelta. Si può versare in unica soluzione entro il 31 luglio 2026, oppure spalmare il dovuto in un massimo di 54 rate bimestrali distribuite su circa 9 anni, con un importo minimo di 100 euro a rata. Le prime tre scadenze cadono il 31 luglio, il 30 settembre e il 30 novembre 2026.
Cosa fare in pratica questa settimana
Per chi ha aderito, l’agenda operativa è chiara:
- Recupera la Comunicazione nell’area riservata di AdER (con SPID/CIE) senza aspettare la copia per posta, e verifica importo e numero di rate.
- Decidi la cadenza in chiave di cassa: il saldo unico chiude la partita ma pesa tutto a luglio; la rateazione alleggerisce il singolo esborso ma allunga l’impegno per anni. Confronta col commercialista quale opzione regge meglio i flussi.
- Metti in agenda il 31 luglio (e le scadenze successive) come adempimento da non rimandare: qui non c’è la rete della proroga estiva.
Unica soluzione: nessuna coda, ma tutto il peso a luglio. Fino a 54 rate: esborso diluito e prevedibile, impegno pluriennale e rischio decadenza se si salta. La scelta dipende dalla liquidità reale dei prossimi mesi, non dal totale in sé.
Più che un nuovo obbligo, è il momento in cui una scelta già fatta diventa un impegno di cassa concreto. Trattarla come una scadenza qualsiasi — recuperare il documento, leggere gli importi, decidere la cadenza — evita la trappola peggiore: perdere lo sconto per una rata dimenticata.
Contenuto informativo, non consulenza fiscale. Per gli importi e le condizioni del tuo caso fa fede la Comunicazione dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione e la valutazione del tuo consulente.