L'inflazione scende al 2,8%, ma l'energia del mercato tutelato corre al +14,9%: il porto sicuro non è più dov'era

L'inflazione annua cala al 2,8%, ma dentro il dato ISTAT di luglio c'è un ribaltamento: gli energetici regolamentati accelerano a +14,9%, quelli del mercato libero rallentano al +10,6%. Due mesi fa era l'opposto.

ISTAT ha diffuso stamattina i dati provvisori dei prezzi al consumo di luglio: l’inflazione annua scende al 2,8%, dal 3,0% di giugno. Il titolo delle agenzie è quello, ed è una buona notizia. Ma se in questi mesi hai visto la bolletta dell’attività salire invece che scendere, dentro lo stesso comunicato c’è la spiegazione, ed è un dettaglio che vale la pena leggere prima dell’autunno.

Le due energie si sono scambiate di posto

ISTAT separa i prezzi dell’energia in due gruppi: gli energetici regolamentati, cioè le forniture a condizioni fissate dall’Autorità, e i non regolamentati, quelli del mercato libero. A luglio i primi accelerano dal +9,2% al +14,9% su base annua, i secondi rallentano dal +13,3% al +10,6%.

Due mesi fa il quadro era rovesciato. Nel dato di maggio i non regolamentati correvano al +12,5% e i regolamentati si fermavano al +5,6%: chi era rimasto sulle condizioni tutelate stava assorbendo meno di un terzo del rincaro. Oggi paga la componente più cara delle due.

Energetici regolamentati e mercato libero: maggio contro luglio

A maggio 2026 gli energetici non regolamentati crescevano del 12,5% annuo e i regolamentati del 5,6%. A luglio i regolamentati salgono al 14,9% e i non regolamentati scendono al 10,6%: le due componenti si sono invertite in due mesi.

Fonte: ISTAT, prezzi al consumo maggio e luglio 2026

Perché l’indice generale scende lo stesso

Il resto del paniere tiene a freno il totale. L’inflazione di fondo, al netto di energia e alimentari freschi, resta ferma all’1,6%: la domanda non è surriscaldata. Gli alimentari non lavorati rallentano dal +4,4% al +3,8% e il carrello della spesa resta stabile al +1,3%. È la media a scendere, non i costi che pesano su chi produce.

Fuori dall’Italia il segnale è meno rassicurante. Il flash estimate di Eurostat, pubblicato oggi, porta l’inflazione dell’area euro al 2,9% dal 2,8%, con l’energia in accelerazione al +10,0% dall’8,5%. L’Italia è allineata alla media europea. Con l’inflazione che risale sopra l’obiettivo e a trainarla è l’energia, l’ipotesi di un alleggerimento del costo del denaro a breve si allontana: chi ha finanziamenti a tasso variabile o sta trattando un affidamento farebbe bene a fare i conti sull’ipotesi che i tassi restino dove sono.

Il controllo da fare, e quello da non fare

L’errore da evitare è la reazione di pancia: cambiare fornitore perché un indice mensile è salito. Un mese non è una tendenza, e i costi di uscita da un contratto in corso possono superare il risparmio.

Il controllo che invece ha senso fare adesso è più semplice: guardare in fattura sotto quale regime stai comprando energia elettrica e gas per l’attività. Se sei ancora su condizioni regolamentate o su un servizio a tutele graduali, il dato di luglio dice che la protezione che ti aspettavi in questo momento non c’è. Non vuol dire che vada abbandonata: vuol dire che vale la pena chiedere due o tre preventivi sul mercato libero e confrontarli con quanto stai effettivamente pagando, prima che arrivino i consumi invernali.

Tre verifiche prima dell'autunno

Individuare in fattura se la fornitura è a condizioni regolamentate o sul mercato libero; farsi dare due o tre preventivi confrontabili a parità di consumo annuo; controllare la scadenza e le penali del contratto in essere prima di muoversi, perché uscire in anticipo può costare più del rincaro.

In breve

L’inflazione italiana scende al 2,8% a luglio e il fondo resta all’1,6%: la domanda è ferma, lo shock è sui costi. Ma la componente energetica regolamentata è passata al +14,9%, superando quella del mercato libero al +10,6% e ribaltando la situazione di maggio. Per chi è rimasto sulle condizioni tutelate è il momento di riaprire la fattura e confrontare, non di firmare di corsa.

Fonti consultate

  1. ISTAT — Prezzi al consumo, dati provvisori luglio 2026 (comunicato ufficiale) · primary
  2. Eurostat — Flash estimate inflazione area euro, luglio 2026 · primary
  3. TGCom24 — Istat, a luglio l'inflazione cala al 2,8% · press