Se compri o vendi merci e servizi dentro l’Unione europea, gli elenchi riepilogativi Intrastat sono uno di quegli adempimenti che vivono in fondo alla lista: li fa il commercialista, o li genera il gestionale, e finché escono senza errori nessuno ci pensa.
Quest’anno però ci sono due cose da sapere, e sono di natura molto diversa. Una riguarda questa settimana. L’altra riguarda ottobre, e vale molto di più.
La prima: il termine slitta a lunedì
Il termine ordinario per la trasmissione degli elenchi è il 25 del mese successivo al periodo di riferimento. Vale la regola generale degli adempimenti tributari: quando il 25 cade di sabato o in giorno festivo, la scadenza si sposta al primo giorno lavorativo successivo.
Il 25 luglio 2026 è un sabato. Quindi gli elenchi relativi a giugno (per chi ha periodicità mensile) e al secondo trimestre (per chi ce l’ha trimestrale) si trasmettono entro lunedì 27 luglio.
Non è una proroga concessa da nessuno ed è bene non raccontarsela così: è semplicemente come funziona il calendario. Ma se avevi in testa “sabato” e hai passato il pomeriggio a cercare di chiudere la pratica, il fine settimana te lo puoi riprendere.
La seconda: da ottobre cambia lo strumento, non l’adempimento
Questa è la parte che vale la lettura, ed è quella che rischia di passare sotto silenzio perché non ha una scadenza minacciosa attaccata.
Con un avviso pubblicato il 22 luglio, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha messo nero su bianco il calendario di passaggio al nuovo Intr@web online. Tre date:
- 14 ottobre 2026 — il nuovo Intr@web online entra in ambiente operativo. Si accede esclusivamente tramite autenticazione al portale ADM, e permette di compilare e trasmettere gli elenchi direttamente online, oppure di importare file in formato CSV e scambi.cee.
- 4 novembre 2026 — si attivano i servizi sistema-a-sistema (S2S), cioè il canale con cui i software gestionali aziendali dialogano direttamente con il sistema delle Dogane senza passaggi manuali.
- 8 febbraio 2027 — gli strumenti attualmente in uso vengono dismessi definitivamente.
Nel mezzo c’è una fase transitoria in cui il vecchio pacchetto Intr@web (versione 27.0.0.0) e Intra online restano disponibili come alternativa in caso di problemi tecnici. È una rete di protezione, non un permesso di rinviare.
Da quella data il canale attuale non c'è più. Chi arriva impreparato non ha un piano B: ha un adempimento che non riesce a trasmettere.
Fonte: Avviso ADM, 22 luglio 2026
Chi deve muoversi, e quando
Qui la risposta si divide in due, e la differenza conta.
Se gli elenchi li compili a mano — tu o il tuo consulente, inserendo i dati direttamente — la migrazione è essenzialmente una questione di accessi. La cosa da verificare, con calma e prima di ottobre, è che i profili autorizzativi nell’area riservata ADM siano in ordine e intestati a chi deve effettivamente trasmettere. È il tipo di controllo che richiede dieci minuti a settembre e mezza giornata di telefonate se lo scopri il 14 ottobre.
Se gli elenchi li genera il tuo gestionale — ed è il caso della maggior parte delle aziende che fanno scambi intra-UE con una certa continuità — la questione non è tua e non è del commercialista: è del fornitore del software. Sarà lui a dover integrare i nuovi servizi S2S.
E qui c’è il rischio vero, quello silenzioso: il fornitore lo farà probabilmente in tempo, ma tu lo scopri solo se glielo chiedi. Se il tuo gestionale è un prodotto di nicchia, o una versione vecchia che non aggiorni da anni, o un applicativo su misura fatto anni fa da qualcuno che ora non c’è più, la risposta potrebbe non essere quella che ti aspetti.
Perché vale la pena occuparsene adesso
Le migrazioni tecniche imposte dall’alto hanno tutte lo stesso profilo di rischio. Il novanta per cento delle aziende non ha nessun problema, perché il fornitore fa il suo lavoro e il passaggio è invisibile. Il restante dieci per cento scopre il problema il giorno in cui il vecchio canale si spegne, cioè nel momento peggiore possibile: quando non c’è più margine per rimediare e c’è un adempimento in scadenza.
Il costo di essere nel gruppo giusto, in questo caso, è una mail. Il costo di essere nel gruppo sbagliato è un elenco che non parte a febbraio, quando è già tardi per organizzarsi.
Ogni volta che un ente pubblico annuncia con sei mesi di anticipo la dismissione di un canale telematico, la domanda giusta non è quando dovrò cambiare, ma chi deve muoversi al posto mio e come faccio a sapere se lo sta facendo.
Lunedì 27, intanto, ci sono gli elenchi da mandare.