Il 18 giugno il Ministero del Turismo ha lanciato GreenTour, un incentivo da 109 milioni di euro per le imprese del settore turistico, da spendere su digitalizzazione, sostenibilità e destagionalizzazione. Le domande si presentano dal 15 luglio al 15 settembre 2026 tramite Invitalia. È una notizia buona e concreta per un comparto fatto in larga parte di piccole e medie imprese. Con un però che conviene mettere subito in chiaro: per candidarsi serve un progetto di investimento da almeno un milione di euro.
Cosa finanzia, e con che soldi
I 109 milioni non sono tutti dello stesso tipo. La dotazione si divide in 59 milioni a fondo perduto — contributi che non vanno restituiti — e 50 milioni di finanziamento agevolato, cioè prestiti a condizioni di favore. È una distinzione che pesa sul piano finanziario di chi partecipa: una parte dell’aiuto è “regalata”, l’altra va comunque rimborsata.
Gli ambiti ammessi sono coerenti con le priorità del settore: destagionalizzazione dei flussi turistici, digitalizzazione dell’ecosistema, filiere del turismo, investimenti per criteri ESG e turismo sostenibile. In teoria, esattamente i temi su cui molte strutture vorrebbero investire.
59 milioni a fondo perduto e 50 milioni di finanziamento agevolato. Il 60% delle risorse è riservato alle PMI, con almeno il 25% destinato a piccole e micro imprese. Domande dal 15 luglio al 15 settembre 2026 su Invitalia.
Fonte: Ministero del Turismo, ANSA, Il Sole 24 Ore — giugno 2026
La soglia che decide chi può davvero candidarsi
Qui sta il punto che cambia la lettura della notizia. I programmi di investimento ammissibili devono avere una spesa minima di un milione di euro (e massima di 15). È un vincolo che la cifra-titolo e la riserva alle PMI tendono a nascondere.
Significa che, nonostante il 60% delle risorse riservato alle PMI e una quota di almeno il 25% destinata a piccole e micro imprese, l’incentivo è realisticamente alla portata di strutture ricettive strutturate — hotel di una certa dimensione, gruppi, consorzi o aggregazioni di imprese in grado di mettere insieme un progetto da sette cifre. La piccola pensione a conduzione familiare che vuole investire qualche decina di migliaia di euro, con questo strumento, resta fuori.
Non è una critica al bando: serve a costruire investimenti di scala. È un’informazione per non perdere tempo se la propria dimensione non rientra nel perimetro.
Due imprese 'piccole' secondo la classificazione UE possono trovarsi su lati opposti di questa misura: chi può strutturare un investimento da almeno un milione (anche in consorzio) entra; chi ragiona su importi più contenuti deve guardare ad altri strumenti, regionali o settoriali. La taglia del progetto conta più dell'etichetta dimensionale.
Cosa fare, in concreto
- Verifica la taglia del tuo progetto. Se l’investimento che hai in mente supera il milione di euro, GreenTour è da valutare seriamente: hai fino al 15 settembre per presentare domanda su Invitalia.
- Valuta l’aggregazione. Se da solo non raggiungi la soglia, consorzi e reti d’impresa possono essere la via per arrivare a un programma ammissibile — purché abbia senso industriale, non solo per accedere al bando.
- Distingui fondo perduto e prestito. Costruisci il piano finanziario sapendo che parte dell’aiuto va rimborsato: l’intensità reale dell’agevolazione dipende dal mix delle due componenti nel tuo caso.
- Se sei sotto soglia, guarda altrove. Per investimenti più piccoli su digitale ed efficienza esistono altri strumenti, spesso regionali: non forzare un progetto solo per rientrare in GreenTour.
In breve
GreenTour mette 109 milioni (59 a fondo perduto, 50 di finanziamento agevolato) a disposizione delle imprese turistiche per digitale, sostenibilità e destagionalizzazione, con domande dal 15 luglio al 15 settembre 2026 su Invitalia e il 60% riservato alle PMI. La variabile che decide se la cosa ti riguarda non è l’etichetta dimensionale ma la soglia minima di un milione di euro di investimento: chi può strutturare un progetto di quella scala ha uno strumento serio; chi ragiona su importi più piccoli farà prima a cercare altrove.