Google ha aggiornato oggi la documentazione sui dati strutturati dei review snippet — le stelline che compaiono sotto il tuo risultato nella ricerca — aggiungendo una riga che prima non c’era: non includere recensioni false o recensioni incentivate non dichiarate nella pagina o nel markup dei dati strutturati.
Detta così sembra materia da tecnici. In realtà colpisce una delle pratiche più diffuse nella piccola impresa italiana: lo sconto, il buono o l’omaggio in cambio di una recensione. Il ristorante che offre il caffè, l’e-commerce che manda un coupon del 10% dopo l’acquisto “se ci lasci due righe”, il centro estetico che regala un trattamento. Da oggi c’è una riga scritta che dice come vanno trattate.
Cosa dice esattamente la regola
Il testo di Google vieta due cose distinte:
- Recensioni non basate su un’esperienza genuina del prodotto o del servizio. Cioè: recensioni inventate, comprate a pacchetto, scritte da chi non ha mai comprato.
- Recensioni scritte in cambio di un beneficio — testualmente denaro, sconti, buoni o prodotti gratuiti — che non dichiarano in modo chiaro ed evidente l’incentivo.
La differenza tra le due è il punto che quasi tutti si perdono. La prima è una frode e basta. La seconda non è vietata in sé: quello che è vietato è non dichiararla. Se il cliente ha ricevuto uno sconto per scrivere quella recensione e tu lo scrivi accanto alla recensione, in modo visibile, sei dentro le regole.
Cosa rischia davvero chi non si adegua
Qui conviene essere precisi, perché la differenza tra le due letture cambia l’urgenza.
La documentazione di Google dice che se il sito viola una o più di queste linee guida, Google può intraprendere un’azione manuale nei suoi confronti. Azione manuale significa: un revisore umano guarda il sito, decide, e il provvedimento arriva con una notifica in Search Console. Non è un filtro automatico che stanotte ti toglie le stelline a tutti. Ed è reversibile: risolto il problema, si presenta una richiesta di riconsiderazione.
Questo però non è un motivo per rimandare. Un’azione manuale sui rich result significa perdere le stelline nella ricerca — cioè l’elemento che più di ogni altro alza il tasso di clic su un risultato di e-commerce o di attività locale — e riaverle richiede tempi che non decidi tu.
Recensione spontanea di un cliente reale: nessun problema, marcala pure. Recensione ottenuta in cambio di sconto o omaggio e dichiarata in modo chiaro accanto alla recensione: conforme. Recensione ottenuta in cambio di un beneficio senza dichiararlo, oppure scritta da chi non ha mai comprato: fuori dalle linee guida, va sistemata o tolta dal markup.
I tre controlli da fare questa settimana
Non serve una consulenza. Serve mezz’ora con chi ti gestisce il sito.
- Ricostruisci come sono arrivate le recensioni che mostri. Se hai mai fatto una campagna del tipo “recensisci e ricevi un buono”, quelle recensioni sono incentivate anche se sono sincere e positive. Il fatto che il cliente fosse contento non elimina l’incentivo.
- Guarda dove finisce il markup. Molti gestionali e plugin per e-commerce marcano automaticamente tutte le recensioni presenti sulla scheda prodotto. Se una parte arriva da campagne incentivate, finisce nei dati strutturati senza che nessuno l’abbia deciso.
- Scegli tra dichiarare o escludere. Le vie conformi sono due: aggiungere accanto alla recensione una dicitura chiara e visibile del tipo “recensione di un cliente che ha ricevuto uno sconto per lasciarla”, oppure tenere quelle recensioni fuori dal markup dei dati strutturati. La terza via — lasciare tutto com’è e sperare — non è una via.
Un’ultima cosa sul metodo di raccolta, che è il vero problema a monte. Chiedere la recensione è legittimo e va fatto: è la richiesta condizionata al beneficio che crea il problema. Chiedere a tutti i clienti soddisfatti, senza offrire nulla in cambio, produce meno recensioni ma nessun rischio — e regge a qualunque futuro giro di vite.
In breve
Google ha aggiunto oggi alle linee guida sui dati strutturati il divieto di includere recensioni false o incentivate senza dichiarazione chiara ed evidente. La conseguenza dichiarata è una possibile azione manuale, con perdita delle stelline nei risultati fino alla risoluzione. La regola riguarda le recensioni sul tuo sito marcate per i rich result, non quelle su Google Maps. Se hai mai regalato sconti o omaggi in cambio di recensioni e quelle recensioni sono a listino sulla scheda prodotto, hai due mosse conformi: dichiarare l’incentivo accanto alla recensione, oppure escluderla dal markup.