Google Ads separa i clic sul prodotto da quelli sul negozio: ora vedi quali articoli vendono e quali fanno solo da vetrina

Due nuove metriche nella scheda Prodotti distinguono chi ha cliccato sull'articolo da chi è entrato dal titolo o dal nome dell'attività. Cambia il criterio con cui decidi quali prodotti mettere in pausa — e a luglio i numeri salgono per un motivo tecnico.

Se vendi online e fai campagne su Google, prima o poi arriva quel momento: apri il report, vedi un prodotto che ha ricevuto ottanta clic e ha venduto zero pezzi, e lo metti in pausa. Sembra la decisione ovvia. Da questa settimana c’è un motivo concreto per fermarsi un attimo prima di prenderla.

Google Ads ha aggiunto alla scheda Prodotti due metriche che spaccano in due un numero che finora era indistinto:

  • i product clicks sono i clic diretti su quel singolo articolo, quelli che portano l’utente alla sua scheda prodotto. Il clic viene attribuito a quel prodotto e basta;
  • i non-product clicks sono i clic su tutto il resto dell’annuncio: il titolo, il nome del negozio, il pulsante di invito all’azione. Quando succede, la metrica viene registrata per ogni prodotto presente in quell’annuncio.

La differenza pratica: il prodotto che vende e il prodotto-vetrina

Fino a ieri quei due comportamenti finivano nella stessa colonna «clic», e su quel totale si decideva cosa tenere e cosa tagliare. Ma sono due cose opposte.

Un prodotto con tanti product clicks e nessuna vendita ha un problema suo: prezzo, foto, scheda, disponibilità, spese di spedizione. Lì il taglio o la revisione hanno senso.

Un prodotto con pochi product clicks e molti non-product clicks sta facendo un mestiere diverso: attira l’occhio, e poi la persona entra nel negozio dal nome o dal titolo. Non è un articolo che vende: è una porta d’ingresso. Se lo metti in pausa perché «non converte», chiudi la porta e ti chiedi il mese dopo perché è calato tutto il resto.

Prodotto A: settanta clic diretti sull'articolo e zero vendite. Il problema e nella scheda prodotto, e li che si interviene. Prodotto B: dieci clic diretti e settanta sul titolo o sul nome del negozio. Non vende, ma porta persone dentro: metterlo in pausa toglie traffico al resto del catalogo. Esempi illustrativi.

Dove si trovano

Le due metriche vivono nella scheda Prodotti, che è la vista unificata su come rendono gli articoli attraverso i vari tipi di campagna collegati a Merchant Center. La copertura cambia a seconda di dove guardi:

  • a livello di account trovi Shopping standard e Performance Max;
  • a livello di campagna rientrano anche Video, App e Demand Gen.

Per una piccola attività con un catalogo e una PMax accesa, è il primo punto del pannello che permette di ragionare per prodotto invece che per campagna — cioè nell’unica unità che corrisponde a quello che hai davvero in magazzino.

L’avvertenza che evita un autoinganno

C’è una cosa che Google scrive nella propria documentazione e che conviene sapere prima di guardare i numeri di luglio. Da giugno 2026 il report sui prodotti è stato ampliato: le metriche ora comprendono tutte le reti, e non più solo Search e Shopping standard. Conseguenza dichiarata: un aumento una tantum di impressioni, clic e altre metriche, per le sole campagne Performance Max.

Tradotto: se questo mese la tua PMax mostra numeri più alti, prima di festeggiare — o di attribuire il merito a una modifica che hai fatto — verifica che non sia semplicemente il perimetro di misurazione a essersi allargato. Il confronto con maggio non è un confronto pulito.

una tantum
L'aumento tecnico dichiarato da Google sulle PMax

L'espansione del product reporting a tutte le reti, avviata da giugno 2026, gonfia impressioni e clic delle sole campagne Performance Max senza che sia cambiato nulla nel loro rendimento reale. Va scontato dal confronto mese su mese.

Perché conta più di quanto sembri

È l’ennesimo aggiustamento in un pannello che cambia di continuo, e la tentazione di ignorarlo è comprensibile — soprattutto in una fase in cui Google sta spingendo l’automazione anche dentro lo Shopping standard, cioè l’ultima campagna che si poteva governare a mano.

Ma la direzione qui è opposta a quella prevalente: non è una leva che ti viene tolta, è un dato che ti viene dato. E riguarda la decisione più frequente e più costosa che prende chi vende online con un catalogo ampio — quali prodotti continuare a spingere e quali spegnere. Farla su un numero che mescolava due comportamenti diversi significava, statisticamente, sbagliarne una parte.

Contenuto informativo. Le metriche e la loro disponibilità possono variare per account e per mercato: fa fede quanto riportato nel tuo pannello Google Ads.

Fonti consultate

  1. Google Ads Help — About product reporting (product clicks e non-product clicks) · documentation
  2. Google Ads Help — Navigate the Products tab · documentation
  3. Search Engine Roundtable — Daily Search Forum Recap, 28 luglio 2026 · secondary