Chrome ha chiuso 370 falle in un colpo solo: l'aggiornamento è già scaricato, ma finché non riavvii il browser non serve a niente

Google ha rilasciato Chrome 151 il 29 luglio: 370 vulnerabilità corrette, sette critiche. Il browser è il gestionale di fatto di ogni piccola impresa, e l'aggiornamento si applica solo alla chiusura — che è ciò che nessuno fa mai.

Google ha rilasciato Chrome 151 il 29 luglio, e il numero fa alzare il sopracciglio: 370 vulnerabilità corrette in un solo aggiornamento, di cui sette classificate come critiche.

La notizia però non è il numero. È che quell’aggiornamento, sul computer da cui stai leggendo, con ogni probabilità è già stato scaricato e non è ancora attivo — perché Chrome applica le patch solo quando lo chiudi e lo riapri, e chiudere il browser è la cosa che in ufficio non fa nessuno.

Perché riguarda un’impresa e non solo un tecnico

Vale la pena dirlo esplicitamente, perché il browser passa per uno strumento accessorio e non lo è più da anni. In una piccola impresa dentro Chrome ci passano:

  • l’home banking aziendale;
  • il gestionale in cloud e la fatturazione elettronica;
  • il cassetto fiscale e i portali della pubblica amministrazione;
  • il CRM, la posta via web, l’area riservata dei fornitori.

Il browser non è un accessorio del lavoro: nella pratica è il gestionale. Una falla che consente l’esecuzione di codice arrivando semplicemente su una pagina è, tradotta, una porta aperta sulla macchina da cui firmi i bonifici.

Le versioni giuste

L’aggiornamento porta il canale stabile a:

  • 151.0.7922.71 e .72 su Windows e macOS;
  • 151.0.7922.71 su Linux.

La ripartizione delle 370 correzioni è la fotografia di quanto lavoro ci sia sotto: sette critiche, settantuno di gravità alta, centosettanta media, centoventidue bassa. Le sette critiche riguardano componenti interni del motore di rendering e grafica, il tipo di falla che si attiva visitando una pagina costruita male, senza che l’utente scarichi o clicchi niente di particolare.

La verifica che serve dieci secondi

Su ogni postazione dell’ufficio, questa è tutta la procedura:

  1. apri Chrome e vai su chrome://settings/help;
  2. la pagina controlla e scarica l’aggiornamento da sola;
  3. se compare il pulsante «Riavvia», clicca. Questo è il passaggio che quasi sempre manca.

Finché non riavvii, la versione vecchia resta in esecuzione con tutte le sue falle, per quanto il file nuovo sia già sul disco.

Perché l'aggiornamento automatico non basta

Chrome scarica gli aggiornamenti in background senza chiedere nulla, ma il codice nuovo entra in funzione solo alla chiusura e riapertura del browser. Su una postazione dove Chrome resta aperto per settimane, con il computer che va in sospensione invece di spegnersi, la patch scaricata resta inerte e la macchina continua a girare con la versione vulnerabile. Il riavvio del browser è l'unico passaggio che trasforma un aggiornamento scaricato in un aggiornamento applicato.

Il caso tipico è il computer della reception o della produzione che non si spegne mai, con quaranta schede aperte che nessuno vuole perdere. Se è il tuo caso: Chrome riapre le schede dopo il riavvio, e comunque quelle quaranta schede valgono meno dell’accesso al conto aziendale.

Non fermarti a Chrome

Edge, Brave, Opera e Vivaldi sono costruiti sullo stesso motore e ereditano le stesse vulnerabilità. Le rispettive build correttive escono di norma con qualche giorno di scarto rispetto a Google.

Se in azienda ci sono postazioni con browser diversi — succede più spesso di quanto si pensi, perché qualcuno ha installato Brave per conto suo — vanno controllate tutte. Stessa procedura: menu, informazioni sul browser, riavvio se lo chiede.

In breve

Chrome 151, rilasciato il 29 luglio, corregge 370 vulnerabilità di cui sette critiche. Le versioni corrette sono la 151.0.7922.71/.72 su Windows e macOS e la 151.0.7922.71 su Linux.

Non risulta sfruttamento attivo, quindi non è un’emergenza, ma va chiuso entro la settimana. Su ogni PC dell’ufficio: chrome://settings/help, e se compare il pulsante di riavvio, cliccarlo. Poi controllare anche Edge, Brave o Opera dove ci sono. E, se vuoi smettere di doverci pensare, far chiudere il browser a fine giornata.

Fonti consultate

  1. Infosecurity Magazine — Google Releases Patches for 370 Vulnerabilities in Chrome 151 · press
  2. SecurityWeek — Chrome 151 Patches 370 Vulnerabilities · press
  3. Born's Tech and Windows World — Chrome 151.0.7922.71/.72 fixes 370 vulnerabilities · secondary