WordPress, falla nel cuore del sistema: aggiorna il sito subito, stavolta non è colpa di un plugin

Il 17 luglio WordPress ha rilasciato una patch d'emergenza per una falla nel suo nucleo, non in un plugin: un estraneo senza password può prendere il controllo del sito. Colpisce anche le installazioni pulite. Come mettersi in sicurezza in cinque minuti.

Se il sito della tua azienda gira su WordPress, oggi c’è una cosa da fare prima di aprire la posta. Il 17 luglio WordPress ha rilasciato due versioni di sicurezza d’emergenza — la 7.0.2 e la 6.9.5 — per chiudere una falla che la nota ufficiale definisce senza giri di parole: un problema che porta all’esecuzione di codice da remoto. Tradotto: un estraneo, senza password e senza account, può eseguire comandi sul tuo sito e prenderne il controllo.

La differenza rispetto ai soliti allarmi è tutta in una parola: core.

Perché stavolta “non ho plugin strani” non ti salva

Di falle WordPress se ne leggono di continuo, ma quasi sempre riguardano un plugin: un modulo aggiuntivo che qualcuno ha installato e che va aggiornato o rimosso. Il ragionamento istintivo del titolare è «io ho un sito pulito, poche estensioni, quindi non mi tocca».

Stavolta il ragionamento non regge. La falla — battezzata dai ricercatori WP2Shell — è nel nucleo di WordPress, cioè nel programma di base che c’è su ogni installazione. La nota ufficiale la descrive come una confusione nelle rotte della REST API unita a una SQL injection che porta all’esecuzione di codice. Colpisce anche un’installazione appena creata, senza un solo plugin attivo.

Plugin contro core

Le falle di cui si legge di solito stanno nei plugin, i moduli aggiuntivi che si possono rimuovere. WP2Shell è nel core di WordPress: il programma di base presente su ogni sito, anche quello con zero estensioni. Per questo riguarda potenzialmente tutti.

Fonte: WordPress.org, The Hacker News — luglio 2026

Considerando che WordPress fa girare una fetta enorme dei siti aziendali italiani, il bacino di siti potenzialmente esposti è molto ampio.

La buona notizia: la finestra è ancora aperta

C’è un motivo per non farsi prendere dal panico. Al momento — 18 luglio — chi ha scoperto la falla riferisce che non risultano ancora attacchi in corso, e ha pubblicato solo uno strumento di verifica trattenendo i dettagli tecnici che servirebbero a un aggressore. Significa che c’è ancora tempo per mettersi in sicurezza prima dell’ondata, che di solito arriva quando i dettagli diventano pubblici.

Le versioni sicure sono queste:

  • se sei sul ramo 7, devi essere alla 7.0.2
  • se sei sul ramo 6.9, devi essere alla 6.9.5

Cosa fare in cinque minuti

  1. Entra nel pannello del sito (l’area con «wp-admin» nell’indirizzo) e guarda in Bacheca → Aggiornamenti: lì è scritta la versione installata. Se non è la 7.0.2 o la 6.9.5, aggiorna da quella stessa schermata.
  2. Non gestisci tu il sito? Scrivi ora, oggi, a chi te lo cura (agenzia, freelance, hosting) una riga sola: «Verifica che WordPress sia alla 7.0.2 o 6.9.5 dopo la patch del 17 luglio». È una richiesta che qualsiasi tecnico capisce al volo.
  3. Controlla che l’aggiornamento automatico sia davvero attivo. WordPress aggiorna da solo le versioni di sicurezza, ma su molti siti l’automatismo è stato disattivato negli anni per non rompere qualcosa. Non darlo per scontato: verificalo, o fallo verificare.

In breve

Il 17 luglio WordPress ha corretto una falla nel core — non in un plugin — che permette a un estraneo senza password di eseguire codice sul sito. Le versioni sicure sono la 7.0.2 e la 6.9.5. Colpisce anche i siti puliti, quindi «non ho estensioni strane» non basta. E come racconta l’aggiornamento qui sotto, dal 21 luglio gli attacchi sono in corso: chi non ha ancora aggiornato deve farlo subito, e verificare di non essere già stato compromesso.

Aggiornamento del 22 luglio: gli attacchi sono iniziati, e aggiornare non basta più

La finestra di calma è finita. Il 21 luglio BleepingComputer ha documentato lo sfruttamento di massa della falla: gli aggressori stanno usando WP2Shell per installare webshell (porte di servizio nascoste), caricare plugin malevoli, rubare le credenziali del database e creare account amministratore abusivi. Secondo i dati citati, una quota rilevante dei siti monitorati risultava ancora non aggiornata a giorni dalla patch.

Il punto nuovo è questo: se il tuo sito è rimasto su una versione vulnerabile in questi giorni, aggiornare adesso chiude la porta ma non caccia chi è già entrato. Oltre all’aggiornamento, fai (o fai fare) tre controlli:

  • Utenti amministratori: c’è qualche account che non riconosci? Va rimosso e vanno cambiate le password admin e del database.
  • Plugin: compare qualcosa che non hai mai installato? Via subito.
  • File sospetti: file PHP recenti in cartelle insolite (ad esempio nelle cartelle di cache) sono il segno classico della webshell.

Nel dubbio, la strada pulita è ripristinare da un backup precedente al 17 luglio e aggiornare immediatamente dopo. Se il sito lo gestisce un’agenzia o un hosting, la richiesta da fare oggi non è più solo «aggiorna», ma «verifica che non siamo già stati compromessi».

Fonti consultate

  1. WordPress.org — Version 7.0.2 (security release, 17 luglio 2026) · primary
  2. The Hacker News — New WP2Shell WordPress core flaw lets anonymous users run code · press
  3. Assetnote / Searchlight Cyber — checker WP2Shell · documentation
  4. BleepingComputer — Critical wp2shell WordPress flaws exploited to install webshells · press