Otto miliardi di euro l’anno di sconti per le imprese fanno un buon titolo, ma la cifra da sola non dice a un imprenditore se la cosa lo riguarda. La Commissione europea ha presentato il 24 giugno il pacchetto Tax Omnibus, l’ennesimo passo della sua agenda di semplificazione fiscale. Dentro c’e’ una misura che, per una fetta precisa di PMI, sposta davvero i conti: l’esenzione dalla ritenuta alla fonte sui pagamenti cross-border tra societa’ europee. Vediamo chi ne e’ toccato e cosa significa, tenendo presente un punto che cambia tutto: per ora e’ una proposta, non una norma in vigore.
La misura cardine: niente piu’ ritenuta su dividendi, interessi e royalty intra-UE
Oggi, quando un’impresa paga dividendi, interessi o royalty a una societa’ collegata di un altro Paese UE, su quel pagamento si applica spesso una ritenuta alla fonte, da recuperare poi con procedure lente e costose. Il Tax Omnibus propone di azzerare questa ritenuta su tutti i pagamenti cross-border di questo tipo tra imprese UE collegate. Da sola, secondo la Commissione, vale circa 5,3 miliardi di euro l’anno di risparmi e benefici, la quota piu’ grossa degli 8 miliardi complessivi (di cui circa 3,3 miliardi sono solo minori costi amministrativi).
A chi interessa per davvero? A piu’ PMI di quante si pensi, anche se non a tutte. Tre casi tipici: l’azienda che paga royalty di licenza su un marchio o un brevetto a una casa madre o a una societa’ titolare in un altro Paese UE; il gruppo familiare con piu’ societa’ in Paesi UE diversi che si girano finanziamenti e quindi interessi; la societa’ che distribuisce dividendi a soci-societa’ con sede in un altro Stato membro. Se nessuno di questi flussi tocca la vostra impresa, il beneficio diretto e’ limitato e siete piu’ che altro spettatori.
L'esenzione della ritenuta riguarda i pagamenti cross-border tra societa' UE collegate: royalty di licenza su marchi e brevetti, interessi su finanziamenti infragruppo, dividendi verso soci-societa' di altri Stati membri. La PMI puramente nazionale, senza struttura o flussi intra-UE, ne beneficia solo in modo indiretto.
La parte buona anche per chi non ha societa’ all’estero: gli interessi passivi
C’e’ un secondo capitolo, meno citato ma piu’ trasversale. Il pacchetto semplifica la regola ATAD sul limite alla deducibilita’ degli interessi passivi, eliminando alcune opzioni di applicazione e rendendo obbligatoria la soglia de minimis. In pratica: sotto una certa soglia di interessi netti, le complicazioni del limite alla deducibilita’ non si applicano. La Commissione stima oltre 500 milioni l’anno di minori oneri amministrativi e di compliance. Per una piccola impresa indebitata, e’ meno burocrazia attorno a quanto interesse passivo puo’ portare in deduzione: un alleggerimento, non un nuovo incentivo, ma reale.
Tutto questo si inserisce in un obiettivo dichiarato piu’ ampio: ridurre gli oneri amministrativi delle imprese di circa 37,5 miliardi l’anno entro il 2029, con un taglio del 25% in generale e del 35% specifico per le PMI. E’ la direzione di marcia, utile da tenere a mente quando si valuta dove investire tempo in adempimenti.
Cosa fare adesso (ricordando che e’ una proposta)
Il punto che fa la differenza: il Tax Omnibus deve ancora essere negoziato e adottato da Parlamento europeo e Consiglio UE, e non c’e’ una data. Quindi lunedi’ mattina nessuno tocca un F24. L’azione concreta e’ di pianificazione, e riguarda chi ha i flussi cross-border descritti sopra.
Se nei prossimi mesi avete in programma un’operazione infragruppo intra-UE che sconterebbe la ritenuta — la chiusura di un giro di dividendi, un nuovo contratto di licenza con royalty, un finanziamento tra controllate — vale la pena parlarne con il commercialista prima di firmare: l’esenzione in arrivo potrebbe cambiare la convenienza fiscale dell’operazione, e in certi casi conviene non avere fretta. Per chi e’ indebitato, e’ invece il momento di chiedere come la semplificazione ATAD potrebbe incidere sulla deduzione degli interessi nei prossimi esercizi. Per tutti gli altri, e’ una notizia da archiviare nella cartella “direzione UE”: meno ritenute e meno burocrazia per chi opera tra Stati membri sono un segnale di dove sta andando il fisco europeo.
Su 8 miliardi l'anno di risparmi stimati dal Tax Omnibus, circa 5,3 derivano dalla sola esenzione della ritenuta alla fonte sui pagamenti cross-border di dividendi, interessi e royalty tra imprese UE collegate. La semplificazione ATAD sugli interessi passivi aggiunge oltre 500 milioni di minori oneri.
Fonte: Il Sole 24 Ore, Eunews — giugno 2026
In breve
Il Tax Omnibus e’ una proposta della Commissione, non una legge: nessun adempimento immediato. Ma per le PMI con flussi cross-border intra-UE — royalty su marchi e brevetti, interessi su finanziamenti infragruppo, dividendi a soci-societa’ di altri Paesi UE — l’esenzione della ritenuta alla fonte e’ una notizia che entra nella pianificazione: prima di chiudere operazioni di questo tipo, conviene valutare con il consulente se aspettare. Per chi e’ indebitato, la semplificazione sugli interessi passivi e’ un alleggerimento da monitorare. Per la PMI puramente nazionale, il beneficio diretto e’ modesto, ma la rotta — meno ritenute e meno burocrazia per chi opera in piu’ Stati membri — e’ chiara.