Se hai furgoni, mezzi pesanti, muletti, un gruppo elettrogeno o una cisterna aziendale a gasolio, questa è la notizia della settimana che tocca davvero i tuoi conti: da questa notte il gasolio costa 17 centesimi al litro in meno, e la finestra si chiude il 6 agosto.
Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto ieri sera, 27 luglio. La riduzione è operativa dalla mezzanotte.
I numeri esatti
L’aliquota di accisa sul gasolio è fissata temporaneamente a 532,90 euro per mille litri. In pratica:
- meno 14 centesimi al litro di sola accisa;
- meno 17 centesimi al litro considerando anche l’IVA correlata. Questa è la riduzione prevista dalla norma: quanto ne arrivi davvero a vedere al distributore è un’altra cosa, e l’aggiornamento del 31 luglio qui sopra spiega perché.
Su un pieno da 500 litri di una cisterna aziendale sono circa 85 euro. Su un furgone da 80 litri, poco meno di 14 euro a rifornimento.
Le date sono due, e vale la pena saperlo
Qui c’è un dettaglio tecnico che spiega perché leggerai date leggermente diverse a seconda della fonte. La riduzione è coperta da due strumenti normativi distinti:
- il 28 e 29 luglio sono coperti da un decreto interministeriale MEF-MASE;
- dal 30 luglio al 6 agosto vale il decreto-legge approvato in Consiglio dei ministri.
Per te che fai il rifornimento non cambia nulla: lo sconto c’è da stanotte fino al 6 agosto compreso. Ma se il tuo commercialista o il tuo fornitore ti dicono “il decreto parte il 30”, ora sai perché.
Dal 28 al 29 luglio la riduzione dell'accisa sul gasolio è disposta con decreto interministeriale MEF-MASE; dal 30 luglio al 6 agosto opera il decreto-legge approvato in Consiglio dei ministri il 27 luglio. L'effetto alla pompa è identico nei due periodi: aliquota a 532,90 euro per mille litri, pari a 14 centesimi al litro di accisa in meno e 17 centesimi considerando l'IVA correlata. La benzina resta fuori dalla misura.
La decisione pratica: anticipare o no
Per un’impresa la domanda non è “quanto risparmio a pieno”, ma quanto carburante riesco a comprare dentro la finestra.
Se hai una cisterna aziendale, riempirla dentro la finestra è la mossa ovvia. Se hai una flotta, vale la pena concentrare i rifornimenti in questi giorni invece di distribuirli come al solito, per quanto la logistica lo permette.
Attenzione a non farne una scommessa: il costo dell’operazione per lo Stato è di circa 125 milioni di euro per la prima tranche e di poco più di 200 milioni per la proroga, secondo le ricostruzioni di stampa, ed è una misura dichiaratamente temporanea. La proroga fino al 24 agosto è arrivata ed è ora in Gazzetta, ma un terzo rinnovo non è annunciato e dipenderà dall’andamento delle accise mobili. Programma sulla finestra che c’è, non su quella che speri: è esattamente l’errore che avrebbe fatto perdere soldi a chi, a fine luglio, avesse dato per scontata questa proroga.
Se fai autotrasporto, c’è una seconda misura
Il decreto contiene anche un contributo straordinario per l’autotrasporto, sotto forma di credito d’imposta. Il punto rilevante è che il periodo coperto è stato esteso a luglio 2026: prima si fermava a giugno.
Il calcolo si basa sulla maggiore spesa per acquisti di carburante nei mesi da marzo a luglio 2026, confrontata con i prezzi di febbraio 2026 presi come riferimento.
Cosa significa in concreto: cinque mesi di rincari già pagati diventano in parte recuperabili. Ma il credito si calcola sui documenti, e i documenti bisogna averli.
Aggiornamento del 28 luglio: il decreto è in Gazzetta
Quando abbiamo pubblicato questo pezzo, la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale non era ancora verificabile e lo avevamo scritto. Ora lo è: il provvedimento è il decreto-legge n. 133 del 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 172 del 27 luglio 2026 ed entrato in vigore il 28 luglio. In Gazzetta è uscito anche il decreto interministeriale che copre il 28 e 29 luglio.
Cosa cambia per te: nulla nelle date e negli importi, che restano quelli scritti sopra. Cambia però la solidità su cui appoggiare una decisione di spesa — non stai più programmando i rifornimenti su un comunicato stampa, ma su una norma in vigore. Se avevi rinviato il riempimento della cisterna in attesa di conferma, l’attesa è finita.
Lo stesso decreto stanzia inoltre fino a 100,5 milioni di euro per la continuità produttiva degli stabilimenti ILVA in amministrazione straordinaria.
Quello che ancora non si sa
Va detto con onestà, perché conta per chi deve decidere:
- i decreti attuativi per l’estensione a luglio del credito d’imposta autotrasporto non risultano emanati: la percentuale di copertura per quel mese non è quindi ancora determinata, e chi ha in mente il 70% del provvedimento precedente non può darlo per acquisito;
- entrambi i decreti-legge sono in conversione: perimetro e modalità attuative possono cambiare nei prossimi sessanta giorni;
- gli importi esatti stanziati dal decreto-legge n. 139 circolano in versioni non del tutto concordi tra le fonti di stampa e di categoria: li riportiamo come ordine di grandezza, non come cifra ufficiale;
- un terzo rinnovo oltre il 24 agosto non è annunciato: dal 25 torna il meccanismo delle accise mobili.
In breve
Dalla mezzanotte del 28 luglio e ora fino al 24 agosto l’accisa sul gasolio resta a 532,90 euro per mille litri: meno 17 centesimi al litro IVA inclusa, solo sul gasolio. Il decreto-legge n. 139 del 5 agosto, in Gazzetta e in vigore da oggi, ha prorogato una finestra che si sarebbe chiusa il 6 — ma la data di chiusura è il 24, non il 25 che ha circolato sulla stampa. Chi ha mezzi, flotte o cisterne ha quindi poco più di due settimane e mezzo per concentrare i rifornimenti, e conviene farlo senza contare su un ulteriore rinnovo che non è stato annunciato.
Chi fa autotrasporto ha in più un credito d’imposta il cui periodo di calcolo arriva ora fino a luglio 2026, con i prezzi di febbraio come riferimento: la cosa utile da fare subito non è aspettare il decreto attuativo, è raccogliere le fatture dei cinque mesi mentre sono ancora facili da trovare.