Dazi UE-USA, sì finale del Parlamento europeo: 15% sull'export. Cosa cambia per le PMI

Il 16 giugno il Parlamento europeo ha dato il via libera finale all'accordo dazi UE-USA: 15% sui beni esportati negli Stati Uniti, dazi azzerati su gran parte dell'industria americana. Per chi vende Made in Italy oltreoceano la regola diventa certa.

Il 16 giugno il Parlamento europeo ha dato il via libera finale all’atto legislativo che attua l’accordo commerciale UE-USA: 440 voti a favore, 151 contrari e 50 astensioni. Era il passaggio mancante per rendere operativa l’intesa raggiunta lo scorso anno a Turnberry.

In sostanza: l’Unione europea azzera i dazi su gran parte dei beni industriali americani, e in cambio l’export europeo verso gli Stati Uniti paga un dazio del 15%. Per chi vende Made in Italy oltreoceano, un’ipotesi diventa adesso una regola con cui fare i conti.

Cosa diventa certo

Fino a ieri il 15% era un numero “in attesa di conferma”. Da oggi è il riferimento operativo per chi esporta nei settori più esposti — agroalimentare, meccanica, moda, arredo. Significa che listini, preventivi e marginalità in dollari vanno ricalcolati su un dato stabile, non più su uno scenario in movimento.

15%
il dazio sui beni UE esportati negli Stati Uniti

Con il voto del 16 giugno l'aliquota diventa la regola operativa per le imprese europee che vendono negli USA.

Fonte: Euronews, Consiglio UE — giugno 2026

Ma il quadro resta reversibile

C’è un dettaglio che conviene tenere a mente. Il Parlamento ha inserito una clausola di salvaguardia: la Commissione può sospendere l’accordo — su richiesta del Parlamento o di uno Stato membro — se gli Stati Uniti non rimuovono i dazi su acciaio e alluminio entro fine 2026. In parallelo restano sul tavolo nuove tensioni commerciali (le minacce USA su vino e champagne legate alle digital tax).

Tradotto per un imprenditore: la regola è certa adesso, ma non blindata per sempre. Chi firma contratti di fornitura pluriennali con controparti americane farebbe bene a prevederlo.

Regola certa, non eterna

Il 15% è oggi un punto fermo per pianificare, ma la clausola acciaio/alluminio e le nuove tensioni rendono il quadro ancora soggetto a cambiamenti: meglio scriverlo nei contratti.

Tre verifiche pratiche

Per una PMI che esporta negli USA, l’accordo definitivo è il momento giusto per:

  1. Ricalcolare i margini in dollari sui prodotti destinati al mercato americano, con il 15% come costo certo.
  2. Rivedere i listini e capire quanto del dazio assorbire e quanto trasferire al cliente finale, senza perdere competitività.
  3. Inserire clausole di adeguamento nei contratti pluriennali, viste le possibili sospensioni o nuove tensioni commerciali.

In breve

Con il sì del Parlamento europeo, l’accordo dazi UE-USA è definitivo: 15% sull’export verso gli Stati Uniti, dazi azzerati su gran parte dell’industria americana. Per le PMI esportatrici è il segnale per passare dai conti su ipotesi ai conti su una regola — ricordando che una clausola di salvaguardia la tiene comunque reversibile.

Fonti consultate

  1. Euronews — MEPs approve EU-US trade deal despite Trump's new trade war threats · press
  2. Consiglio UE — EU-US trade: Council and Parliament strike a deal to implement the tariff elements · primary
  3. AOL — EU vote on US trade deal is set to bring tariff peace, but for how long? · press