Dazio UE da 3 euro sui pacchi extra-UE sotto i 150 euro dal 1 luglio: cosa cambia

Dal 1 luglio 2026 arriva un dazio UE da 3 euro sui pacchi extra-UE sotto i 150 euro. In Italia può sommarsi al contributo nazionale da 2 euro. Attenzione: si applica per tipo di prodotto, non per pacco. Cosa cambia per chi importa e rivende.

Pacchi di piccole dimensioni in dogana: dal 1 luglio 2026 dazio UE forfettario da 3 euro sulle spedizioni extra-UE sotto i 150 euro

C’è una scadenza che riguarda da vicino chiunque, in Italia, importi o rivenda merce extra-UE di basso valore: dal 1 luglio 2026 entra in vigore un dazio forfettario UE da 3 euro sui pacchi provenienti da fuori dall’Unione europea sotto i 150 euro. La misura ha avuto il via libera politico il 12 dicembre 2025 ed è stata ratificata in via definitiva dal Consiglio UE l’11 febbraio 2026.

È una notizia spesso etichettata come “la stretta su Shein e Temu”, ma tocca un pubblico molto più ampio: dropshipper, micro-e-commerce, rivenditori su marketplace e chi acquista componenti o stock dalla Cina. E c’è un dettaglio tecnico che molti titoli sbagliano e che cambia il conto: il dazio non è per pacco, ma per tipo di prodotto.

Cosa è stato deciso, in breve

Secondo le fonti, gli elementi certi sono questi:

  • Dazio forfettario di 3 euro sui pacchi extra-UE di valore inferiore a 150 euro, applicato dal 1 luglio 2026.
  • È una misura temporanea: resterà in vigore fino all’abolizione della soglia de minimis dei 150 euro, oggi la soglia sotto cui questi pacchi non pagano dazi.
  • Il sistema permanente è atteso verso il 2028, con l’introduzione del Customs Data Hub europeo.

La logica dietro la misura emerge dai numeri: nel 2024 i pacchi e-commerce sotto i 150 euro entrati nell’UE sono raddoppiati, arrivando a 4,6 miliardi, con oltre il 90% in arrivo dalla Cina.

Pacchi sotto i 150 € nel 2024

4,6 miliardi

I pacchi e-commerce extra-UE sotto la soglia dei 150 euro entrati nell'Unione nel 2024, raddoppiati rispetto all'anno prima: oltre il 90% in arrivo dalla Cina.

Fonte: Il Post, Euronews — 2025

Il punto che cambia il conto: per tipo di prodotto, non per pacco

Qui sta la correzione importante. Il dazio non si applica una volta per ogni pacco, ma per ogni tipo di prodotto presente nella spedizione, identificato dal codice doganale a 6 cifre.

Tradotto con un esempio dalle fonti:

  • 10 paia di calze identiche in un pacco → un solo tipo di prodotto3 euro.
  • 5 paia di calze di lana + 5 di cotonedue tipi di prodotto6 euro.

È una differenza tutt’altro che accademica per chi assembla spedizioni miste o ordini multi-articolo: più la composizione del pacco è varia, più voci da 3 euro si sommano.

Italia: il rischio sommatoria fino a 5 euro

In Italia al dazio UE può aggiungersi un contributo nazionale da 2 euro, previsto dalla Legge di Bilancio 2026 e rinviato al 30 giugno. Dove i due si sovrappongono, il risultato è una possibile sommatoria fino a 5 euro a spedizione.

Le modalità e i tempi esatti del contributo italiano restano da confermare sulle fonti ufficiali: vanno verificati prima di rifare i listini. Quel che conta dal punto di vista operativo è l’ordine di grandezza: su un acquisto da 10-20 euro, un rincaro fisso di 3-5 euro non è un dettaglio, ma una voce che può ribaltare l’economia del dropshipping low-ticket.

Perché il low-ticket soffre di più

Un costo fisso pesa in proporzione inversa al valore dell'ordine: 3-5 euro su un prodotto da 10-20 euro è una quota enorme, su uno da 120 euro è marginale. Più basso è lo scontrino, più il margine si assottiglia.

Cosa fare

Senza riprogrammare l’azienda su una singola notizia, ci sono passi concreti da mettere in agenda prima del 1 luglio:

  • Mappa cosa importi sotto i 150 euro. Individua i prodotti e gli ordini che ricadono nella soglia: sono quelli direttamente interessati.
  • Conta i tipi di prodotto, non i pacchi. Verifica la composizione delle spedizioni: dove possibile, raggruppare articoli dello stesso tipo riduce il numero di voci da 3 euro.
  • Rifai i conti sui prodotti low-ticket. Su articoli da 10-20 euro un costo fisso di 3-5 euro può azzerare il margine: rivedi pricing, soglie di spedizione gratuita e bundle.
  • Valuta i fornitori UE. Per alcune categorie, approvvigionarsi dentro l’Unione può tornare competitivo: è una delle opportunità che la misura apre per chi produce o distribuisce in UE.
  • Verifica le fonti ufficiali sui tempi. Il dazio UE è ratificato; il contributo italiano da 2 euro è rinviato al 30 giugno e va confermato nelle modalità. Controlla prima di comunicare nuovi prezzi ai clienti.

In breve

Dal 1 luglio 2026 scatta il dazio UE da 3 euro sui pacchi extra-UE sotto i 150 euro, ratificato dal Consiglio UE l’11 febbraio. Il punto chiave, spesso riportato male, è che si paga per tipo di prodotto (codice a 6 cifre), non per pacco. In Italia può sommarsi un contributo da 2 euro rinviato al 30 giugno, fino a 5 euro a spedizione. Per chi importa o rivende merce di basso valore l’effetto è concentrato sul low-ticket: la mossa giusta è rivedere ora pricing e composizione delle spedizioni e valutare i fornitori UE.

Fonti consultate

  1. Consiglio UE (Consilium) — Customs duty rules for small parcels · primary
  2. Euronews — EU temporary 3 euro flat customs fee · press
  3. Il Post — Tassa pacchi UE import Cina · press