LinkedIn trasforma il profilo in un negozio: consulenze a pagamento prenotabili senza uscire dalla piattaforma

Con le 'Advice Sessions' un professionista offre consulenze 1-a-1 a pagamento dal proprio profilo: il cliente scopre l'offerta, prenota, paga e fa la videocall dentro LinkedIn. Per freelance toglie la frizione tra 'mi hai trovato' e 'ti ho pagato'.

Per chi vende consulenza, il momento piu’ fragile non e’ farsi trovare: e’ quello che succede dopo. Il potenziale cliente ti scopre su LinkedIn, e’ interessato, ma poi deve uscire verso un calendario per prenotare, poi verso un sistema di pagamento, poi verso uno strumento di videochiamata. A ogni passaggio una parte di persone si perde per strada. LinkedIn ha appena messo mano proprio a questo problema con una funzione chiamata Advice Sessions.

Cosa cambia

Con le Advice Sessions un professionista puo’ attivare sul proprio profilo la possibilita’ di offrire consulenze 1-a-1 a pagamento. Il cliente vede l’offerta, sceglie uno slot, paga e fa la videochiamata restando dentro LinkedIn. In pratica scoperta, prenotazione, pagamento ed erogazione vivono nello stesso posto in cui il cliente ti ha gia’ trovato.

Il rollout e’ partito a maggio 2026 sui piani Premium Business negli Stati Uniti, in espansione ai piani superiori, con un target dichiarato che comprende founder, solopreneur e liberi professionisti. Per ora e’ quindi una funzione USA-first e legata a un abbonamento a pagamento: tempi e modalita’ di arrivo in Italia non sono ancora confermati.

Dove si perdono i clienti, oggi

Il percorso tipico di una consulenza venduta online: il cliente ti scopre sul profilo, esce verso un calendario esterno per prenotare, esce di nuovo verso un sistema di pagamento, e infine verso uno strumento di videocall. Ogni 'salto' tra strumenti diversi e' un punto di abbandono. Le Advice Sessions comprimono questi passaggi dentro un'unica piattaforma.

Perche’ riguarda i liberi professionisti, non le grandi aziende

Una grande azienda ha un sito, un team commerciale, un sistema di prenotazione gia’ montato. Un libero professionista no: il suo asset di vendita piu’ grande e’ spesso proprio il profilo LinkedIn, gratuito e gia’ frequentato dai potenziali clienti. Trasformarlo da “biglietto da visita” a “punto vendita” significa monetizzare un canale che gia’ si possiede, senza costruire da zero un’infrastruttura.

L’altro punto e’ la conversione. In un percorso d’acquisto, meno passaggi ci sono, piu’ persone arrivano in fondo. Vendere la consulenza dove il cliente e’ gia’ presente, invece di rimbalzarlo tra tre strumenti diversi, e’ una leva concreta sul tasso di chiusura. La cautela: va fatto il conto tra il costo dell’abbonamento Premium necessario e il valore del primo cliente che si riesce a chiudere. Se anche una sola consulenza al mese ripaga l’abbonamento, il resto e’ margine.

Cosa fare (quando arriva, e nel frattempo)

Per chi opera negli Stati Uniti o ha un profilo idoneo, l’azione e’ diretta: definire un’offerta di consulenza chiara (durata, prezzo, a chi si rivolge) e attivarla dal profilo. Per chi e’ in Italia e aspetta il rollout, il lavoro utile da fare ora e’ a monte: rendere il profilo capace di vendere. Una headline che dice cosa risolvi e per chi, una descrizione orientata al problema del cliente (non al curriculum), prove concrete dei risultati. Quando la funzione arrivera’, un profilo gia’ costruito per convertire la sfruttera’ da subito; un profilo-curriculum no.

Fonti consultate

  1. Social Media Today — LinkedIn Will Enable Consultants to Book Business Direct From Their Profile · press
  2. Inc. — LinkedIn's New Premium Tools for Founders and Solopreneurs · press
  3. PPC.land — LinkedIn Adds Paid Consultations and AI Hiring Tools as US Founders Surge · press