L'online corre al +26,7%, il negozio è fermo: il dato Istat che dice dove spostare il budget

A giugno le vendite al dettaglio sono ferme (-0,1%), ma il commercio elettronico cresce del 26,7% in valore e del 28% in volume. Il mercato va a due velocità: chi vende solo in negozio perde quota anche restando stabile a fatturato.

C’è un modo semplice per capire se la tua attività sta crescendo davvero o se sta solo seguendo i prezzi, e i dati Istat sul commercio al dettaglio di giugno — diffusi il 4 agosto 2026 — lo mettono in mostra meglio di qualsiasi analisi.

Il titolo del comunicato è deludente: vendite complessive -0,1% rispetto a maggio, sia in valore sia in volume, sotto le attese degli analisti che si aspettavano un più 0,3%. Ma sotto quella riga piatta il mercato si sta muovendo a due velocità molto diverse.

Il numero che conta: +26,7% contro +1,9%

Su base annua il commercio al dettaglio cresce del 3,1% in valore ma solo dell’1,9% in volume. La differenza fra i due numeri è la parte che si spiega con i prezzi: si incassa di più, si vendono meno pezzi di quanto il fatturato lasci pensare.

Il commercio elettronico gioca un’altra partita. Istat lo registra a +26,7% in valore e +28,0% in volume rispetto a giugno 2025, definendolo in ulteriore accelerazione. Qui il volume cresce più del valore: non è un effetto prezzo, sono pezzi in più venduti davvero.

Due mercati, non uno

Commercio al dettaglio nel complesso: valore +3,1%, volume +1,9% — cresce soprattutto il prezzo. Commercio elettronico: valore +26,7%, volume +28,0% — crescono i pezzi venduti. La distanza fra le due misure è il vero segnale.

Il resto del quadro è coerente. Gli alimentari perdono lo 0,4% in valore sul mese e restano fermi in volume su base annua: le promozioni non stanno portando più carrelli, stanno solo comprimendo il margine. I non alimentari vanno meglio, con +4,0% in valore e +3,1% in volume sull’anno, ma dentro quel dato ci sono differenze forti: elettrodomestici, radio e TV crescono del 14,2%, informatica e telecomunicazioni del 12,6%, mentre calzature e pelletteria arretrano dell’1,2%.

Perché ti riguarda anche se non vendi online

Il punto scomodo è questo: si può perdere quota di mercato restando perfettamente stabili a fatturato. Se il tuo giro d’affari è identico a un anno fa mentre il canale online cresce di oltre un quarto, il tuo peso relativo sul mercato è sceso, anche se il conto economico non lancia allarmi.

Confesercenti, commentando gli stessi dati, aggiunge il contorno: la grande distribuzione cresce dell’1,8% in valore ma solo dello 0,6% in volume, e le nuove aperture di negozi di vicinato sono scese a circa 23.934 nell’anno, contro le 43.324 del 2014 — quasi la metà, con un calo del 5,7% sul solo 2025.

Cosa fare prima della pianificazione autunnale

Agosto è il momento in cui si decidono budget e assortimenti per l’ultimo trimestre, quello che per molti vale metà dell’anno. Tre mosse concrete, in ordine di fatica crescente:

  • Calcola il tuo delta a volume, non solo a valore. Prendi i pezzi venduti a giugno 2026 e confrontali con giugno 2025, non gli euro. Se i pezzi sono fermi e il fatturato sale, stai vendendo la stessa roba a un prezzo più alto: è un margine fragile, che si sgonfia appena la concorrenza sconta.
  • Confrontati con la soglia giusta. Per la parte online il metro non è “sto crescendo”, è il +26,7% di sistema. Chi cresce del 5% online, in un mercato che corre a oltre il 26%, sta arretrando.
  • Guarda la tua categoria, non la media. Se vendi elettrodomestici, elettronica o informatica sei in un segmento a doppia cifra: ha senso presidiare adesso la scheda prodotto e la disponibilità, prima della stagione. Se vendi alimentari, i volumi piatti dicono che lo sconto non genera pezzi: meglio lavorare su mix e marginalità.
+28,0%
crescita in volume del commercio elettronico su giugno 2025

È il dato più significativo del comunicato: nel canale online non crescono solo gli incassi, cresce il numero di pezzi effettivamente venduti. Nel commercio al dettaglio complessivo, invece, i volumi si fermano a +1,9%.

Fonte: Istat — Commercio al dettaglio, giugno 2026

Non è la solita storia del negozio contro internet. È che il mercato ha smesso di crescere in modo uniforme, e la media nazionale — quel -0,1% che finisce nei titoli — nasconde chi sta guadagnando terreno e chi lo sta cedendo senza accorgersene. La differenza fra le due categorie, per una piccola impresa, si misura in un pomeriggio di lavoro sui propri numeri.

Fonti consultate

  1. Istat — Commercio al dettaglio, giugno 2026 (comunicato del 4 agosto 2026) · primary
  2. ANSA — Istat, a giugno vendite al dettaglio -0,1% su mese, in crescita su anno · press
  3. Teleborsa — Istat, vendite al dettaglio giugno rallentano contro le attese · press
  4. Confesercenti — I dati evidenziano un quadro di luci e ombre: crescono grande distribuzione e online, i negozi di vicinato soffrono · secondary