Per anni la regola dello store di Google è stata semplice e cara: vendi dentro un’app Android, paghi a Google una commissione che storicamente arrivava al 30%, e il pagamento passa per forza dal suo sistema. Da domani, 30 giugno 2026, in Europa, Regno Unito e Stati Uniti la regola cambia: gli sviluppatori possono usare sistemi di pagamento esterni o alternativi a quello di Google Play. Per chi — anche una piccola attività o un freelance — vende app, abbonamenti o servizi digitali via Android, è una leva diretta sul margine.
Come cambiano le commissioni
La nuova struttura descritta dalle fonti ribalta l’impostazione precedente:
- 10% di commissione di servizio sui primi circa 1 milione di dollari di ricavi annui, a prescindere dal sistema di pagamento usato.
- Sopra quella soglia: 20% sugli acquisti in-app e 10% sugli abbonamenti.
- Chi continua a usare il checkout di Google paga in più una billing fee di circa il 5%; chi instrada il pagamento fuori (sul proprio sito o un altro processore) evita quel 5%.
Per chi sta sotto il milione di ricavi annui la commissione di servizio è del 10 per cento. Usando il pagamento di Google si aggiunge circa il 5 per cento di billing fee; spostando il checkout fuori quel 5 per cento si evita. Si passa così da un mondo a 30 per cento verso un effettivo intorno al 10-15 per cento.
Quel 5% non è gratis da togliere
Qui sta la parte da valutare con la calcolatrice, non d’istinto. La billing fee del 5% non è un balzello fine a sé stesso: in cambio Google gestisce l’elaborazione del pagamento, gli aspetti di tasse e IVA, i resi e l’assistenza collegata. Spostando il checkout su un sistema esterno quei compiti tornano a te (o al tuo nuovo processore). Per molti il 5% risparmiato vale ampiamente la gestione in proprio; per altri — soprattutto chi vende in più paesi con regole IVA diverse — quel 5% «comprato» da Google può costare meno del tempo e del rischio di gestirlo da soli.
Cosa fare se incassi tramite un’app
- Stima dove sei rispetto alla soglia del milione: sotto, lavori comunque al 10% di servizio, e la vera leva è il 5% di billing fee.
- Fai il conto del 5%: quanto incassi via app in un anno, quanto pesa quel 5% in euro, e quanto ti costerebbe gestire pagamenti, IVA, resi e assistenza per conto tuo. Se il risparmio supera il costo e il rischio, sposta il checkout fuori; altrimenti tieni il sistema di Google.
- Verifica il perimetro paesi e il tipo di installazione: la novità copre UE, UK e USA, con la distinzione nuove/esistenti. Conta solo la quota di incasso che ricade davvero nelle nuove regole.
Non è una rivoluzione automatica: è un’opzione in più che, fatta bene, restituisce margine a chi finora subiva la commissione piena. La differenza tra chi ci guadagna e chi no è tutta in un conto fatto sui propri numeri, non sull’entusiasmo del titolo.
Contenuto informativo, non consulenza fiscale o legale. Percentuali, soglie, paesi coperti e condizioni operative dipendono dai termini ufficiali Google Play per sviluppatori e vanno verificati prima di cambiare il sistema di pagamento.