Dall'11 agosto in Francia non puoi più telefonare a un cliente che non ti ha detto sì prima

La Francia passa al consenso preventivo per il telemarketing e cancella il registro Bloctel. Chi chiama consumatori francesi senza una prova documentale del consenso rischia fino a 375.000 euro. La scadenza è lunedì prossimo.

Se la tua azienda non telefona a numeri francesi, questa notizia non ti riguarda e puoi saltarla. Se invece hai una rete commerciale, un call center interno o un’agenzia che lavora liste in Francia, hai fino a lunedi’ 10 agosto per mettere in ordine una cosa sola: la prova che ogni persona che chiami ti abbia detto di si’ prima.

Dall’11 agosto 2026 la Francia passa dall’opt-out all’opt-in. Lo prevedono la loi n. 2025-594 del 30 giugno 2025 e il decret n. 2026-662 del 23 luglio 2026, e la pagina ufficiale del governo francese e’ netta: si puo’ chiamare un consumatore solo se la telefonata riguarda un contratto gia’ concluso oppure se quella persona ha preventivamente acconsentito a essere contattata per fini commerciali.

Il Bloctel sparisce, e con lui il vecchio metodo

Fino a oggi il meccanismo francese somigliava al nostro: esisteva il registro Bloctel, chi non voleva chiamate si iscriveva, e le aziende dovevano ripulire le liste incrociandole con quel registro. Dall’11 agosto Bloctel cessa di esistere. Non c’e’ piu’ una lista da cui togliere i numeri: c’e’ una lista da costruire, fatta solo di persone che hanno detto si’.

Il consenso, precisa la fonte governativa, dura al massimo un anno, non si rinnova tacitamente e puo’ essere revocato in qualsiasi momento. Restano fuori dal divieto le chiamate legate a un contratto in essere e, tra le eccezioni indicate, la vendita di abbonamenti a giornali, periodici e riviste. Le chiamate consentite hanno anche una finestra oraria precisa: lunedi’-venerdi’, 10-13 e 14-20, con divieto il sabato, la domenica e i festivi salvo diverso accordo esplicito.

Prima e dopo l'11 agosto

Fino al 10 agosto: si può chiamare chiunque, salvo chi si è iscritto al registro Bloctel per non essere disturbato. Dall'11 agosto: non si può chiamare nessuno, salvo chi ha dato un consenso preventivo documentato o ha già un contratto in corso. È lo stesso ribaltamento logico che il GDPR ha già imposto sulle email.

Le tue liste, tradotte in tre casi

Chi ha una campagna outbound attiva verso la Francia si trova, in pratica, davanti a tre situazioni.

Clienti francesi gia’ contrattualizzati. Qui si continua a chiamare: la telefonata legata a un contratto in essere resta ammessa. E’ la parte del database che non crea problemi.

Contatti che hanno lasciato il numero con un consenso tracciato — modulo sul sito, fiera, landing page, con data, testo dell’informativa e prova conservata. Qui la chiamata regge, ma il consenso vale un anno e va poterlo dimostrare: se non trovi il file, per l’autorita’ francese quel consenso non esiste.

Liste comprate, scraping, database di terzi senza prova documentale. Questa e’ la parte che va spenta entro il 10 agosto. Ed e’ anche la conversazione da avere subito con il fornitore: chiedi la prova del consenso contatto per contatto, per iscritto. Se il fornitore non ti manda nulla o ti risponde che “sono numeri pubblici”, hai la tua risposta.

Le sanzioni sono la parte che rende la cosa non teorica: secondo l’analisi di The National Law Review, le ammende amministrative arrivano fino a 75.000 euro per le persone fisiche e 375.000 euro per le persone giuridiche. La pagina ufficiale del governo francese non riporta gli importi, quindi il dato va attribuito a quella lettura e non a una fonte primaria.

11 agosto 2026
Il giorno in cui cambia la regola

Da questa data in Francia serve il consenso preventivo per qualsiasi chiamata commerciale a un consumatore, il registro Bloctel viene chiuso e le chiamate ammesse sono confinate nelle fasce lunedì-venerdì 10-13 e 14-20.

Fonte: Service-Public.gouv.fr — loi n. 2025-594 e décret n. 2026-662

Un limite da dichiarare

Le fonti lette — la pagina governativa francese e l’analisi legale — parlano di consumatori e di persone fisiche. Nessuna delle due chiarisce se il nuovo regime si applichi anche alle chiamate B2B verso professionisti e imprese francesi. Chi fa outbound su aziende francesi non ha quindi il via libera: ha un punto aperto da far verificare al proprio consulente prima di lunedi’, non una conferma che possa continuare come prima.

In breve

Non e’ una notizia italiana e non cambia nulla per chi lavora solo sul mercato interno, dove restano in vigore GDPR, Codice privacy e Registro pubblico delle opposizioni. Ma segna una direzione che vale la pena guardare: dopo la multa da 95 milioni del Garante a un grande operatore per il telemarketing della rete di vendita, l’idea che una lista di numeri sia un asset commerciale sta diventando fragile ovunque. Chi costruisce contatti con il consenso in chiaro non deve rifare niente quando la regola cambia.

Fonti consultate

  1. Service-Public.gouv.fr — Démarchage téléphonique : ce qui change au 11 août 2026 · primary
  2. ANSA — La Francia mette al bando le telefonate commerciali selvagge · press
  3. The National Law Review — New Restriction on Telephone Canvassing in France · secondary