Il decreto PNRR è legge: se hai lavori pubblici in corso puoi chiedere di congelare il recupero dell'anticipazione fino a dicembre

Approvato in via definitiva il 5 agosto. Chi ha un appalto pubblico aperto può chiedere di sospendere fino al 31 dicembre il recupero dell'anticipazione: liquidità che resta in cassa. La tassa sui pacchi extra-UE slitta al 1° ottobre.

Se hai un lavoro pubblico in corso, questa settimana c’è una lettera da scrivere alla stazione appaltante. Il 5 agosto 2026 il Senato ha confermato la fiducia in seconda lettura e il decreto PNRR è diventato legge in via definitiva: 104 voti favorevoli, 62 contrari, un astenuto. La Camera lo aveva approvato il 3 agosto. Nel passaggio parlamentare il testo è cresciuto da 16 a 25 articoli, e dentro ci sono tre misure che toccano la cassa di un’impresa, non la politica.

La misura che libera liquidità: stop al recupero dell’anticipazione

Funziona così. Quando un’impresa vince un appalto pubblico riceve un’anticipazione sul prezzo, che la stazione appaltante recupera progressivamente trattenendola dai successivi stati di avanzamento lavori. È denaro che rientra all’ente, un pezzo per volta, mentre il cantiere va avanti.

Il decreto consente ora di sospendere quel recupero per i lavori in corso, e comunque non oltre il 31 dicembre 2026. In pratica: le trattenute si fermano, e la parte che sarebbe rientrata alla stazione appaltante resta in cassa all’impresa da qui a fine anno. La misura nasce come risposta al rincaro dei materiali da costruzione.

Ci sono però due dettagli che decidono se la cosa ti riguarda davvero, e nei riepiloghi finiscono spesso in fondo.

Come si trasforma in cassa

Anticipazione ricevuta a inizio lavori, recuperata dall'ente trattenendo quote sui successivi stati di avanzamento. Con la sospensione, le trattenute si fermano su istanza dell'impresa fino al 31 dicembre 2026: l'importo non rientra all'ente entro l'anno e resta liquidità disponibile in cantiere.

Tre mesi in più prima della tassa sui pacchi

Seconda misura, per chi importa. Il contributo di 2 euro sui pacchi di valore fino a 150 euro provenienti da Paesi extra-UE, che sarebbe partito il 1° luglio 2026, è rinviato al 1° ottobre 2026. La motivazione dichiarata è dare più tempo agli operatori logistici e doganali per adeguare le procedure.

Per un e-commerce, un dropshipper o chiunque acquisti componenti e ricambi fuori dall’Unione, quei tre mesi sono la finestra per fare i conti prima che il costo entri nel prezzo di vendita. Attenzione a non confondere due cose diverse: questo è il contributo italiano da 2 euro, che è cosa distinta dal dazio forfettario europeo introdotto sulle spedizioni di basso valore. Chi è esposto a entrambi deve sommarli, non sceglierne uno.

Il calcolo da fare è banale ma va fatto sui propri numeri: due euro su un articolo che rivendi a quindici sono più di dieci punti di margine; su un articolo da centoventi sono rumore. Se il tuo assortimento è fatto di pezzi piccoli e frequenti, il 1° ottobre è una data da segnare adesso, insieme alla decisione se assorbire il costo, ribaltarlo sul prezzo o rinegoziare con il fornitore.

Cassa integrazione senza contributo addizionale per il caldo

Terza misura, per l’edilizia: quando l’attività viene sospesa per eventi climatici estremi — le ondate di calore che negli ultimi anni hanno fermato molti cantieri — è possibile ricorrere all’integrazione salariale senza versare il contributo addizionale. È la voce che normalmente rende costoso fermarsi, e che spingeva a lavorare comunque nelle ore peggiori.

Messa accanto alle ordinanze regionali che vietano il lavoro all’aperto nelle ore centrali quando il rischio è alto, la logica del quadro diventa coerente: fermarsi non è più una scelta che pesa solo sul bilancio dell’impresa.

31 dicembre 2026
termine ultimo della sospensione del recupero dell'anticipazione

Oltre quella data il recupero riprende. La finestra utile per presentare l'istanza alla stazione appaltante e ottenere l'effetto sui prossimi stati di avanzamento è quindi limitata ai prossimi mesi.

Fonte: Decreto PNRR convertito in legge il 5 agosto 2026

Cosa fare, in ordine

  • Verifica la fonte di finanziamento della commessa. Se il lavoro è finanziato anche solo in parte con risorse PNRR, la sospensione non si applica e l’istanza è tempo perso. Questa è la prima cosa da controllare, non l’ultima.
  • Se rientri, presenta l’istanza alla stazione appaltante. Va chiesta: nessun ente sospenderà le trattenute di sua iniziativa. Prima arriva la richiesta, più stati di avanzamento restano coperti entro il 31 dicembre.
  • Rifai il conto sui pacchi entro settembre. Prendi i dieci articoli che importi più spesso, aggiungi due euro al costo unitario e guarda cosa succede al margine. Hai tempo fino al 1° ottobre per decidere prezzo, fornitore o assortimento.
  • Parla col consulente del lavoro prima della prossima ondata di calore. L’accesso all’integrazione salariale senza contributo addizionale va gestito con le procedure corrette, non ricostruito a posteriori quando il cantiere è già fermo.

Vale anche la pena chiarire un equivoco che circola in questi giorni: le norme su silenzio-assenso in edilizia e conferenza di servizi accelerata appartengono a un altro provvedimento, il decreto convertito con la legge 50 del 2026. Non sono in questo testo, e attribuirle al decreto approvato oggi porta a costruire aspettative su tempi autorizzativi che non sono cambiati.

Fonti consultate

  1. Teleborsa/ANSA — Dl PNRR è legge: Senato approva fiducia · press
  2. Teleborsa — Dl PNRR è legge: Senato approva fiducia (5 agosto 2026) · press
  3. L'Indipendente — Senato, confermata la fiducia al decreto PNRR: è legge · press
  4. Affaritaliani — Dl Pnrr, dagli appalti alla tassa sui pacchi: il governo chiede il voto di fiducia al Senato · press
  5. Edilportale — Appalti pubblici, in arrivo lo stop al recupero dell'anticipazione del prezzo · secondary
  6. Ticonsiglio — DL PNRR 2026, testo approvato: cosa prevede in 10 punti · secondary