Quanto costa un influencer nel 2026: il listino DeRev e dove conviene spendere

Il report DeRev 2026 su 5.000 profili e 865.000 post fissa i compensi per fascia: le celebrity calano per il terzo anno, mid-tier e macro crescono. Per chi compra una campagna è la guida per non pagare troppo e spostare il budget dove rende.

Se hai mai pensato di far promuovere la tua attività da un creator, la prima domanda è sempre la stessa: quanto costa, e non mi stanno chiedendo troppo? A inizio luglio è arrivata una risposta con i numeri. Il 2 luglio 2026 DeRev ha pubblicato la sesta edizione del suo indice sui compensi degli influencer in Italia, ripreso da ANSA, Il Sole 24 Ore e Il Mattino: un’analisi su circa 5.000 profili e 865.000 post tra il 15 giugno 2025 e il 15 giugno 2026. Al di là del gossip su quanto guadagnano i creator, per chi fa impresa è una cosa sola: un listino con cui trattare e capire dove mettere il budget.

Il mercato cresce, ma il valore si sposta

Il mercato italiano dell’influencer marketing arriverà a 425 milioni di euro nel 2026, in aumento del 10,4% sui 385 milioni del 2025 — la crescita più forte dal 2023. Ma il dato che conta per chi compra è un altro: i soldi si stanno spostando dalle celebrity ai creator di fascia media.

Per il terzo anno consecutivo i compensi delle celebrity calano su tutte le piattaforme: -9,5% su Instagram, -8,6% su TikTok, -18,8% su Facebook, -2,4% su YouTube. Nello stesso periodo salgono i mid-tier (50mila-300mila follower: +9,2% su Instagram, +7,1% su TikTok) e i macro (+7,1% su Instagram, +7,6% su TikTok). Tradotto: il grande nome costa ancora tantissimo ma rende di meno, mentre il creator medio, più vicino alla sua nicchia, guadagna terreno.

Il listino per fascia (Instagram)

Ecco i valori di riferimento per un post su Instagram secondo DeRev, utili per capire se un preventivo è in linea o gonfiato:

  • Mini (5mila-10mila follower): 100-300 euro a post; 50-150 euro per un set di storie.
  • Micro (10mila-50mila): 300-1.600 euro a post.
  • Mid-tier (50mila-300mila): 1.600-5.500 euro a post; 350-1.100 euro per un set di storie.
  • Celebrity (oltre 3 milioni): 12.500-35.000 euro a post; 4.000-7.000 euro per un set di storie.

Le fasce macro e mega, che stanno tra il mid-tier e le celebrity, sono proprio quelle in crescita più marcata: il report le indica come il segmento su cui il valore si sta concentrando, senza però fissare un range unico. Regola pratica per una PMI: se un micro-creator della tua zona o della tua nicchia ti chiede cifre da mid-tier, hai un termine di paragone per rilanciare.

Dove si sposta il budget nel 2026

Le celebrity calano per il terzo anno di fila (-9,5% su Instagram), mentre i creator mid-tier e macro crescono (+9,2% e +7,1% su Instagram). Per chi compra una campagna, la fascia media è dove oggi il rapporto costo/resa è migliore.

Fonte: DeRev, Compensation Index 2026

Perché la fascia media conviene a chi fa impresa

Il motivo non è solo il prezzo più basso. Un creator con una nicchia stretta parla a un pubblico che gli somiglia e si fida, e per una PMI questo vale più della vanità di un grande nome. Con lo stesso budget di un post di una celebrity puoi ingaggiare più micro o mid-tier, testare messaggi diversi e presidiare più nicchie — un approccio da portafoglio che riduce il rischio del singolo contenuto andato male.

Non è un caso che i settori che investono di più siano proprio quelli dove conta la fiducia di prossimità: Fashion & Beauty (27%), Food & Beverage (18%), Gaming & Tech (13,5%) e Travel & Lifestyle (13,5%). Se sei in uno di questi, il mercato di creator disponibili è profondo; se non lo sei, la logica non cambia — cerca chi parla già ai tuoi clienti.

Il rischio che ricade anche su di te: la trasparenza

C’è un dato del report che un imprenditore deve leggere come un avviso, non come una curiosità: su TikTok solo lo 0,78% dei post con più interazioni contiene un’indicazione di contenuto sponsorizzato. Significa che la stragrande maggioranza delle collaborazioni non viene dichiarata come pubblicità.

Il problema è che l’obbligo di segnalare il contenuto pubblicitario (con diciture chiare tipo #adv o “in collaborazione con”) non riguarda solo il creator: ricade anche sul brand che commissiona. Se paghi una campagna e quella campagna non è dichiarata, il rischio di contestazione è anche tuo. Metti la clausola nero su bianco nel contratto: il creator deve indicare esplicitamente la natura pubblicitaria del contenuto.

0,78%
dei post TikTok più visti dichiara di essere pubblicità

Quasi nessuno segnala la collaborazione: l'obbligo di trasparenza però ricade anche sul brand che paga. Una clausola di dichiarazione nel contratto ti protegge.

Fonte: DeRev, Compensation Index 2026

In breve

Il report DeRev 2026 dice tre cose utili a chi compra, non a chi vende: il mercato cresce (425 milioni, +10,4%), il valore si sposta dalle celebrity in calo ai creator mid-tier e macro in crescita, e la trasparenza è quasi assente ma resta un obbligo anche per il brand. Per una PMI la mossa pratica è usare il listino per non pagare oltre il dovuto, concentrare il budget sulla fascia media più vicina alla propria nicchia, e blindare per contratto la dichiarazione di contenuto pubblicitario.

Fonti consultate

  1. DeRev — Influencer marketing in Italia: compensi degli influencer 2026 (6ª edizione) · report
  2. ANSA — Business degli influencer in Italia vale 425 milioni, compensi calati per le celebrity · press
  3. Il Sole 24 Ore — Influencer marketing: a 425 million market in Italia, with fees for celebrities on the decline · press
  4. Il Mattino — Report DeRev 2026: compensi influencer, crollo delle celebrity e creator medi in crescita · press