Se hai un’impresa in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna o Sicilia e da mesi rimandi la formazione dei tuoi dipendenti perché costa e non sai se rientri in qualcosa, questa è una finestra concreta: il MIMIT ha riaperto lo sportello della misura Sviluppo competenze, e le domande si presentano dal 10 settembre al 21 dicembre 2026 sulla piattaforma Invitalia.
Il provvedimento è il decreto direttoriale del 13 luglio 2026. Non è una notizia dell’ultimo minuto — la raccontiamo adesso perché il momento utile per muoversi non è il 10 settembre, ma le settimane che lo precedono. Il perché sta più avanti, ed è la parte che conta di più.
I numeri, senza la parte gonfiata
Qui serve subito una precisazione, perché molte riprese di questo bando sbagliano il dato più importante.
I 50 milioni di euro che leggerai quasi ovunque sono la dotazione complessiva della misura, quella stanziata sull’Azione 1.4.1 del Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività 2021-2027. Non sono i soldi di questo sportello. Le risorse effettivamente destinate al secondo giro sono le residue del primo: circa 12,4 milioni di euro — dato riportato in modo concorde dalle fonti di stampa specializzate — eventualmente incrementabili con ulteriori somme non utilizzate.
Non è un dettaglio contabile. Cambia il calcolo delle probabilità: il piatto è meno di un quarto di quello iniziale, e la selezione è a graduatoria.
La misura Sviluppo competenze vale 50 milioni di euro complessivi sull'Azione 1.4.1 del PN Ricerca, Innovazione e Competitività 2021-2027. Il primo sportello, aperto dal 21 aprile al 23 giugno 2026, ha assorbito la maggior parte delle risorse: al secondo sportello restano circa 12,4 milioni, cioè meno di un quarto della dotazione iniziale. Con una procedura valutativa a graduatoria, questo significa che la qualità del progetto pesa più della velocità nel presentarlo.
Quanto ti rimborsano, e a quali condizioni
I progetti finanziabili valgono tra 10.000 e 60.000 euro di spese ammissibili per beneficiario. Sul contributo, attenzione a come viene raccontato:
- 50% delle spese ammissibili è la percentuale base, quella che si applica normalmente. Su un progetto da 60.000 euro fa 30.000 euro di contributo;
- si sale di 20 punti percentuali — quindi al 70%, fino a 42.000 euro — se sei una micro o piccola impresa, ma solo nei progetti integrati sovraregionali;
- si sale di 10 punti — al 60%, fino a 36.000 euro — per le medie imprese, sempre nei progetti integrati sovraregionali.
Le due cose che decidono se ha senso provarci
Prima di investire tempo nella domanda, due filtri secchi.
Primo: se hai già presentato domanda al primo sportello, sei fuori. L’esclusione vale anche se questa volta presenteresti un percorso formativo completamente diverso. È il punto che fa risparmiare più tempo a chi lo scopre adesso invece che a settembre.
Secondo: la sede. Servono unità locali in una delle sette regioni ammesse — Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia. Fuori da lì la misura non si applica, punto.
C’è poi una terza cosa che non esclude nessuno ma sposta le probabilità: il 40% delle risorse è riservato alle filiere automotive e moda, tessile e arredamento. Se sei in una di quelle due, giochi anche su un binario meno affollato. Se non lo sei, competi sulla quota restante.
Perché il mese giusto è agosto, non settembre
Questa è la parte che vale la lettura.
Non è un click day. La procedura è valutativa a graduatoria: non vince chi clicca per primo alle 12 del 10 settembre, vince chi presenta il progetto migliore. Il che ribalta completamente la strategia. In un click day l’unica cosa che conta è essere pronti al secondo esatto; in una graduatoria, i giorni prima dell’apertura sono quelli in cui si costruisce il vantaggio.
Con meno di un quarto delle risorse iniziali e una selezione sul merito, presentare un piano formativo generico scritto in tre giorni è il modo più efficiente per sprecare il tempo speso a compilarlo.
In un click day il progetto serve solo a essere ammissibile e tutto si gioca sulla velocità di invio: ci si prepara nelle ore precedenti. In una procedura valutativa a graduatoria, come questo secondo sportello, la domanda viene giudicata nel merito e la data di invio non dà punteggio: ci si prepara nelle settimane precedenti, lavorando su obiettivi formativi, coerenza con le tecnologie ammesse e qualità del fornitore. Con 12,4 milioni disponibili e la selezione sul merito, arrivare il 10 settembre con un piano scritto in fretta serve a poco.
Quello che va letto sul decreto
Diciamolo con onestà, perché qui si parla di soldi e di scadenze:
- gli orari puntuali di apertura e chiusura (le ore 12 del 10 settembre e del 21 dicembre) e la dotazione residua provengono dalle fonti di stampa specializzate, non dal testo del decreto che abbiamo potuto leggere direttamente: la pagina MIMIT rinvia al PDF allegato;
- il perimetro esatto delle spese ammissibili e la definizione di progetto integrato sovraregionale vanno letti nel decreto e nella modulistica Invitalia, non in una guida;
- restano fuori i settori esclusi dal Regolamento UE 2021/1058.
In breve
Il secondo sportello di Sviluppo competenze apre le domande il 10 settembre 2026 e le chiude il 21 dicembre, su piattaforma Invitalia, per le PMI con unità locali in sette regioni del Mezzogiorno. Si finanziano piani formativi tra 10.000 e 60.000 euro, con contributo base del 50% che sale al 70% per micro e piccole imprese solo nei progetti integrati sovraregionali.
Le risorse effettive sono circa 12,4 milioni, non i 50 della misura intera, e chi ha già presentato domanda a giugno non può ripresentarla. Non essendo un click day ma una graduatoria, il lavoro utile è tutto nelle settimane che precedono l’apertura: chi arriva il 10 settembre con un piano formativo costruito sul fabbisogno reale dell’azienda parte davanti a chi arriva con un preventivo generico.