Brevo — l’ex Sendinblue, ribattezzata nel 2023 — è una delle piattaforme di marketing più usate dalle PMI che vogliono mettere ordine in email, messaggi e contatti senza pagare cifre da multinazionale. Si presenta come una suite all-in-one: email marketing, SMS, WhatsApp, CRM, automazioni ed email transazionali, tutto sotto lo stesso tetto. In questa recensione guardiamo cosa fa davvero, quanto costa e — soprattutto — dove fa fatica.
Cos’è e a chi serve
Brevo è una piattaforma di marketing multicanale pensata per chi vuole gestire newsletter, automazioni e relazione coi clienti da un unico strumento. È adatta a piccole e medie imprese, e-commerce, professionisti e associazioni che oggi magari tengono i contatti su un foglio Excel e inviano email “a mano”.
La differenza chiave rispetto a molti concorrenti è il modello di prezzo: Brevo fattura in base alle email inviate al mese, non al numero di contatti archiviati. Tradotto: se hai una lista grande ma la contatti di rado, paghi meno; se invii tantissimo a una lista piccola, il vantaggio si riduce.
Funzioni principali
- Email marketing con editor drag-and-drop e libreria di template pronti.
- Automazioni di marketing: flussi a step (benvenuto, carrello abbandonato, follow-up) con segmentazione dei contatti.
- SMS e WhatsApp per campagne sui canali mobile.
- CRM integrato per gestire contatti, trattative e pipeline di vendita.
- Landing page e form per raccogliere iscritti.
- Email transazionali (conferme d’ordine, reset password) via interfaccia o API.
Il free di Brevo è tra i più generosi del settore: nessun limite ai contatti archiviati, circa 9.000 email al mese. In cambio: branding Brevo sulle email e automazioni, A/B test e landing page limitati o esclusi.
Fonte: Brevo — sito ufficiale, 16/06/2026
Pro
- Piano gratuito davvero usabile per partire: contatti illimitati e 300 email al giorno bastano a molte micro-imprese.
- Tutto in uno: email, SMS, WhatsApp, CRM e transazionali nello stesso account, senza incollare cinque tool diversi.
- Prezzo competitivo rispetto a Mailchimp, ActiveCampaign o GetResponse, soprattutto per liste ampie contattate poco.
- Interfaccia in italiano e supporto in italiano via ticket.
Contro (onesti)
- Deliverability su IP condivisi. Gli account che inviano da pool di IP condivisi hanno controlli di reputazione limitati. In test indipendenti di EmailToolTester il posizionamento in Posta in arrivo su Gmail si è aggirato intorno al ~72%: significa che, in certi scenari, circa 1 email su 4 può finire in spam. È un punto da valutare con attenzione, in particolare per le email transazionali, dove la consegna conta più di tutto.
- Supporto telefonico e chat solo sui piani alti. Nel gratuito hai la documentazione, l’assistenza via email arriva con i piani a pagamento e telefono/chat prioritari sono riservati ai livelli superiori: scomodo quando hai un problema urgente durante un invio.
- Editor e template meno raffinati. Il builder funziona per email standard ma diventa rigido sui layout molto personalizzati o “branded”, a volte richiede aggiustamenti in HTML; la varietà di template è più limitata rispetto alle piattaforme nate per il design.
- Reportistica essenziale. Le dashboard non sono profonde e flessibili come quelle dei concorrenti premium.
- Branding sul piano free. Tutte le email gratuite portano il logo Brevo: per un’immagine professionale serve passare a pagamento.
Brevo concentra molti strumenti a un prezzo accessibile, ma sulla deliverability degli IP condivisi e sul supporto pronto chiede un compromesso. Per le email che devono assolutamente arrivare (transazionali), valuta IP dedicato e un piano superiore.
Prezzi
I prezzi cambiano spesso e dipendono dal volume di email mensili e dall’area geografica, quindi prendili come ordine di grandezza e verifica sempre il listino aggiornato sul sito ufficiale:
- Free: gratis, 300 email/giorno (~9.000/mese), contatti illimitati, con branding Brevo e funzioni avanzate limitate.
- Starter: a partire da ~9 €/mese, toglie il limite giornaliero e aggiunge reportistica di base e supporto email.
- Business: a partire da ~49 €/mese, con automazioni avanzate, A/B test e supporto prioritario (telefono/chat).
- BrevoPlus / Enterprise: su preventivo, per grandi volumi ed esigenze enterprise.
Attenzione: il costo reale sale con i volumi di invio, e alcune funzioni utili (come l’IP dedicato per migliorare la deliverability) sono add-on o riservate ai piani superiori.
Per chi sì / per chi no
Per chi sì:
- Micro-imprese e professionisti che partono da zero e vogliono un free serio.
- Aziende con liste grandi contattate di rado, premiate dal modello “paghi le email inviate”.
- Chi vuole email, SMS/WhatsApp e CRM in un solo strumento senza spendere troppo.
Per chi no (o con cautela):
- Chi manda molte email transazionali critiche e non può tollerare un calo di deliverability su IP condivisi: serve almeno un piano con IP dedicato e configurazione curata.
- Brand molto attenti al design delle email, che troveranno l’editor limitante.
- Team che hanno bisogno di supporto immediato (chat/telefono) fin da subito, senza salire ai piani alti.
- Chi cerca analisi e reportistica avanzate come leva principale.
Verdetto
Brevo è una scelta solida e dal buon rapporto qualità-prezzo per la PMI media: mette insieme email, SMS, CRM e automazioni con un piano gratuito tra i più generosi in circolazione. I limiti, però, sono reali e vanno messi in conto: la deliverability su IP condivisi (placement Gmail intorno al ~72% in test indipendenti), il supporto pronto solo sui piani alti e un editor/reportistica meno raffinati dei migliori specialisti. Se i tuoi invii sono soprattutto marketing e cerchi un tutto-in-uno economico, è un ottimo punto di partenza. Se vivi di email transazionali o di design curato, fai una prova mirata prima di impegnarti.