Se la tua azienda consuma molto gas — cartiera, vetreria, ceramica, lavorazione alimentare, fonderia — probabilmente hai già notato che la bolletta non segue esattamente i prezzi che vedi citati sui giornali. C’è un motivo tecnico preciso, ed è tornato a peggiorare proprio in questi giorni: il differenziale tra il prezzo del gas olandese (TTF), il riferimento europeo, e quello italiano (PSV).
Assocarta, l’associazione dei produttori di carta, ha lanciato l’allarme il 7 luglio: lo spread ha raggiunto 4 euro per megawattora, pari a circa il 10% in più sulla bolletta rispetto a un’azienda che pagasse il prezzo di riferimento europeo. Non è un problema solo cartario: qualunque impresa con consumi gas rilevanti paga lo stesso sovrapprezzo strutturale.
Perché il gas italiano costa sempre di più di quello europeo
Il PSV (Punto di Scambio Virtuale) è l’hub italiano dove si scambia il gas; il TTF è l’hub olandese, il riferimento per tutta Europa. Da tempo il PSV tratta a un prezzo più alto del TTF, e il differenziale non è marginale: nel 2024 la media annua era di 2 euro/MWh, con un costo aggiunto per il sistema gas italiano superiore a 1,3 miliardi di euro; nel 2025 è salito a circa 2,5 euro/MWh. Il picco di 4 euro di questi giorni è quindi un ulteriore peggioramento.
È la quota aggiuntiva pagata da un'impresa gas-intensiva a causa del solo differenziale TTF-PSV, secondo la stima di Assocarta del 7 luglio 2026.
Fonte: Assocarta, Industria della Carta — luglio 2026
La misura che dovrebbe correggerlo parte solo il 1° ottobre
Il Decreto Bollette prevede all’articolo 10 un servizio di liquidità regolato da Arera, con un plafond di 200 milioni di euro, pensato proprio per calmierare questo differenziale. Il problema segnalato da Assocarta è il tempo di attuazione: la misura non entrerà in vigore prima del 1° ottobre 2026, lasciando scoperti quasi tre mesi in cui il sovrapprezzo resta interamente a carico delle imprese.
Tra oggi e il 1° ottobre non c'è alcuna misura attiva sul differenziale TTF-PSV: chi ha consumi gas rilevanti paga il sovrapprezzo per intero, salvo coprirsi da solo.
Cosa fare lunedì mattina se consumi molto gas
- Rivedi le coperture per l’autunno-inverno ora, non aspettare ottobre: con lo spread in salita, contratti a prezzo fisso o hedging parziale negoziati oggi possono costare meno di quelli negoziati a settembre in emergenza.
- Chiedi al tuo fornitore/trader come è indicizzato il tuo contratto: se è agganciato al PSV puro, stai pagando l’intero differenziale; alcuni contratti industriali permettono un’indicizzazione mista o clausole di revisione che vale la pena verificare.
- Segna in calendario il 1° ottobre: quando la misura di calmierazione entrerà in vigore, verifica se e come si applica automaticamente alla tua fornitura o se serve una richiesta.
In breve
Il differenziale TTF-PSV è tornato a salire e pesa oggi circa il 10% in più sulle bollette gas delle imprese energivore. La misura di sostegno del Governo non arriva prima di ottobre: chi ha consumi rilevanti ha tre mesi scoperti da gestire con le proprie coperture, non da subire passivamente.