La vicenda di Fable 5 e Mythos 5 continua a muoversi ogni giorno. Dopo l’ordine USA del 13 giugno (il fatto) e dopo che, il 14, l’UE ha iniziato a valutare le conseguenze mentre Anthropic portava i suoi tecnici a Washington (l’aggiornamento), oggi si apre un terzo fronte: quello degli esperti di sicurezza informatica. E la loro posizione è netta.
Oltre 40 firme per dire “ridateci i modelli”
Secondo quanto riportato da Axios, un gruppo informale di leader della cybersecurity — guidato da Alex Stamos, ex Chief Security Officer di Facebook — ha firmato una lettera aperta che chiede all’amministrazione statunitense di revocare le restrizioni su Fable 5 e Mythos 5.
Non sono nomi qualunque: tra i firmatari ci sono CISO e dirigenti di Adobe, Zoom e Sophos, il co-fondatore di Veracode Chris Wysopal, Katie Moussouris (Luta Security), Rachel Tobac (SocialProof Security), l’informatico Paul Vixie e un ricercatore di sicurezza di Nvidia. In poche ore la lettera ha superato i 40 firmatari.
Esperti di sicurezza firmatari
40+
Leader della cybersecurity — tra cui dirigenti di Adobe, Zoom, Sophos e Veracode — che chiedono di revocare il blocco di Fable 5 e Mythos 5.
Fonte: Axios — 15/06/2026
L’argomento: “così si colpiscono i difensori, non gli attaccanti”
Il cuore della tesi è ribaltato rispetto alla motivazione del blocco. Per gli esperti, togliere il primo modello di classe Mythos pubblicamente disponibile indebolisce chi difende — proprio mentre ci si prepara a un’ondata di attacchi potenziati dall’AI. Nella lettera si legge che la misura “ha tolto i modelli migliori ai difensori, creato incertezza nel mercato e messo a rischio la leadership americana sull’AI senza un rischio reale che lo giustifichi”.
C’è poi un punto tecnico che pesa: secondo i firmatari, il problema segnalato dai ricercatori di Amazon esisterebbe anche negli altri modelli AI di punta, non solo in quelli di Anthropic. Se è così, colpire un singolo fornitore non riduce il rischio complessivo — lo sposta soltanto.
Va detto con onestà: è la posizione di una parte in causa (la comunità della sicurezza, che quei modelli li usa per lavorare). Ma è una voce autorevole, e si aggiunge a chi — dall’UE alla stessa Anthropic — sta spingendo per riaprire.
Perché ci riguarda
Anche stavolta la lezione per chi fa impresa è concreta, al di là della politica:
- Non esiste la “sicurezza per decreto”. Se la stessa vulnerabilità vale per più modelli, bloccarne uno non ti mette al riparo. Conta come usi gli strumenti, non quale singolo nome è permesso oggi.
- La pressione per riaprire cresce (esperti + UE + l’azienda), ma il modello resta indisponibile nel frattempo. Tra “stanno trattando” e “è tornato” può passare tempo.
- La continuità è una tua responsabilità. Più la vicenda va avanti, più si vede: chi aveva un solo modello al centro di un processo critico è rimasto fermo per giorni, mentre i potenti litigavano.
La regola che resta
Quando persino gli esperti di sicurezza dicono che il rischio non è di un solo modello, la conseguenza pratica è una: la tua continuità non dipende dal 'modello giusto', ma dall'avere sempre un'alternativa pronta.
In breve
Oltre 40 leader della cybersecurity, con Alex Stamos in testa, chiedono agli Stati Uniti di revocare il blocco di Fable 5 e Mythos 5: a loro avviso danneggia i difensori più degli attaccanti, e la falla non sarebbe esclusiva di Anthropic. È il terzo fronte — dopo UE e trattativa di Washington — che spinge per riaprire. Per chi fa impresa, la sostanza non cambia: uno strumento può sparire (e forse tornare) per ragioni fuori dal tuo controllo. Tieni sempre pronta un’alternativa.