Un documento ricevuto da un cliente può dire a Copilot di cambiarti i numeri, e le istruzioni finiscono nel file che generi dopo

Testo bianco su bianco in corpo 8 dentro un file Word: invisibile a te, leggibile da Copilot. La tecnica, divulgata il 28 luglio, altera i contenuti generati e si ricopia nei documenti successivi. Microsoft ha mitigato due volte, ma funziona ancora.

Se usi Microsoft 365 Copilot in Word per preparare preventivi, relazioni o business plan partendo da documenti che ti arrivano da fuori, questa notizia riguarda direttamente la qualità di quello che consegni ai clienti.

Il ricercatore Håkon Måløy ha divulgato il 28 luglio una tecnica che consente di nascondere istruzioni dentro un documento Word in modo che tu non le veda e Copilot invece le esegua. Il risultato: il contenuto generato viene alterato — per esempio cifre modificate — e le istruzioni nascoste vengono ricopiate e occultate nel file che Copilot produce.

Divulgazione arrivata 144 giorni dopo la segnalazione a Microsoft, che aveva confermato il comportamento il 31 marzo.

Come funziona, in termini comprensibili

Il trucco è banale e per questo funziona: testo bianco su fondo bianco, in corpo 8. Per un occhio umano non esiste. Ma quando chiedi a Copilot di lavorare sul documento, Word rimuove la formattazione prima di passare il testo al modello linguistico: il colore e la dimensione spariscono, il testo resta. Copilot legge quelle righe come istruzioni tue.

Da lì il payload fa due cose:

  • altera il contenuto che Copilot genera — la dimostrazione mostrava numeri dimezzati silenziosamente;
  • istruisce Copilot a ricopiare le stesse istruzioni nascoste nel documento in uscita, sempre invisibili.

Una precisazione che molti titoli si sono persi

Diverse testate hanno parlato di «worm» auto-propagante. La ricostruzione più circostanziata dice qualcosa di più preciso, e vale la pena riportarlo con esattezza: non c’è propagazione autonoma. Ogni passaggio della catena richiede un’altra operazione di redazione o modifica fatta con Copilot.

Tradotto: il file infetto non gira da solo per l’azienda. Avanza solo quando una persona chiede a Copilot di lavorarci sopra. È una differenza che conta, perché sposta la difesa dal software all’abitudine di lavoro — che è una buona notizia, perché sulle abitudini di lavoro hai controllo.

La catena si muove solo se la muovi tu

Un documento contiene istruzioni nascoste in testo bianco corpo 8, invisibili all'utente ma leggibili dal modello perché Word rimuove la formattazione prima di trasmettere il testo. Quando l'utente chiede a Copilot di elaborare quel documento, il contenuto generato viene alterato e le istruzioni vengono ricopiate nel file in uscita. Il passaggio successivo avviene solo se un'altra persona chiede a Copilot di lavorare su quel nuovo file: senza un'azione umana la catena si ferma.

Lo stato delle contromisure

Microsoft è intervenuta due volte: ha bloccato la formulazione originale del payload e ha aggiornato il modello sottostante. La tecnica risultava però ancora sfruttabile su versioni successive del modello al momento della divulgazione.

Detto senza giri di parole: non esiste una patch che chiuda il problema lato tuo. Non c’è un aggiornamento da installare che risolva. Restano le regole di lavoro.

Cosa fare in pratica

Non serve smettere di usare Copilot. Serve distinguere gli input.

Documenti di cui ti puoi fidare — quelli nati dentro la tua azienda, i tuoi modelli, i file che hai scritto tu o i tuoi collaboratori. Su questi Copilot lavora su materiale che controlli.

Documenti da trattare come non verificati — tutto ciò che arriva da fuori: allegati di clienti e fornitori, capitolati di gara, modelli scaricati da portali, bozze di contratto ricevute via email, file passati da consulenti esterni.

Se vuoi un controllo in più su un file sospetto, in Word puoi selezionare tutto il contenuto e forzare il colore del testo su nero: il testo nascosto in bianco diventa visibile. Non è una difesa sistematica, ma su un documento importante ricevuto da un contatto poco noto è un minuto ben speso.

Perché questa storia si ripeterà

Vale la pena inquadrarla, perché non è un incidente isolato. Ogni volta che un assistente AI legge un file per conto tuo, il contenuto di quel file diventa in parte un’istruzione. La distinzione tra «dati da elaborare» e «comandi da eseguire», che nei software tradizionali è netta, in questi strumenti è sfumata per costruzione.

Finché le cose stanno così, la regola sana per un’impresa non è la diffidenza verso lo strumento, ma la stessa cautela che già applichi altrove: la provenienza del file conta, e sui documenti che escono con il tuo nome sopra la verifica finale resta umana.

In breve

Istruzioni nascoste in testo bianco corpo 8 dentro un documento Word possono dirottare Microsoft 365 Copilot, alterando i contenuti generati e ricopiandosi nei file prodotti. Tecnica divulgata il 28 luglio, con due mitigazioni Microsoft già applicate ma ancora aggirabili e nessuna patch risolutiva.

Non c’è propagazione autonoma: la catena avanza solo se qualcuno chiede a Copilot di lavorare sul file infetto. Le due regole che servono: non dare in pasto a Copilot allegati esterni non verificati, e ricontrollare a mano ogni importo e ogni data nei documenti che escono dalla tua azienda.

Fonti consultate

  1. The Hacker News — Microsoft Copilot for Word Can Copy Hidden Instructions Into New Documents · press
  2. The Register — Word worm crawls into Copilot, spreads chaos · press
  3. CyberInsider — Microsoft Copilot for Word vulnerable to self-propagating worm-like attack · secondary