Due autorità indagano Microsoft sul rinnovo di Microsoft 365 con Copilot: cosa controllare nel tuo abbonamento

La britannica CMA ha aperto l'indagine il 29 luglio, l'italiana AGCM è al lavoro da giugno. Contestano lo stesso punto: il piano più caro con Copilot attivato come opzione predefinita, e il piano «Classic» non mostrato con chiarezza a chi rinnovava.

Il 29 luglio la CMA, l’autorità britannica per la concorrenza e i mercati, ha aperto un’indagine formale su Microsoft. L’oggetto non è il prezzo in sé, ma il modo in cui è stato comunicato: se Microsoft abbia dato ai clienti informazioni chiare sulle opzioni di abbonamento a Microsoft 365 quando ha modificato i piani aggiungendo Copilot, e se i clienti siano stati indotti a pagare di più.

La parte che interessa a chi lavora in Italia è un’altra: sullo stesso comportamento l’AGCM ha aperto un’istruttoria il 26 giugno, il procedimento PS13129, nei confronti di Microsoft Ireland Operations Ltd e Microsoft S.r.l. Non è una faccenda britannica: è già arrivata qui, un mese prima.

Cosa contestano, in concreto

Le due autorità guardano lo stesso meccanismo da due giurisdizioni.

La CMA esamina i piani Personal e Family, mensili e annuali. I prezzi britannici citati nel comunicato: Personal da 59,99 a 84,99 sterline l’anno, Family da 79,99 a 104,99 sterline. E guarda in particolare come è stato presentato il piano «Classic», l’opzione a tempo limitato che permetteva di mantenere le funzionalità precedenti.

L’AGCM è più esplicita sul come. Secondo l’Autorità, l’informazione sull’aumento è stata presentata in modo frammentato, senza evidenziare adeguatamente che Microsoft 365 era stato integrato con i servizi di intelligenza artificiale Copilot e Designer; e il nuovo piano, più costoso, sarebbe stato imposto come opzione predefinita salvo che il cliente esercitasse il diritto di recesso. Il rilievo è di non aver dato agli utenti elementi sufficienti per capire cosa stava cambiando e decidere se rinnovare.

Perché riguarda comunque moltissime partite IVA

Se i piani coinvolti sono quelli consumer, perché parlarne su una testata per imprenditori? Perché la realtà degli abbonamenti software nelle microimprese italiane è questa: una quota enorme di partite IVA, professionisti e ditte individuali lavora con un Microsoft 365 Personal o Family. Costa meno, si attiva in due minuti, fa quello che serve. Formalmente è un abbonamento per uso personale; sostanzialmente è lo strumento con cui si emettono preventivi e si tiene la posta di lavoro.

Ed è proprio in quella zona che si apre il problema meno comodo di questa vicenda.

Le tre verifiche da fare, oggi, in cinque minuti

Indipendentemente da come finiranno le istruttorie, il controllo conviene farlo comunque, perché il denaro è già in uscita.

1. Guarda quale piano stai pagando e quando si rinnova. Entra nell’account Microsoft, sezione servizi e abbonamenti. Ti servono due informazioni: il nome esatto del piano e la data di rinnovo automatico. Se il rinnovo è vicino, la finestra per intervenire è corta.

2. Se non usi Copilot, chiedi il passaggio al piano precedente — per iscritto. L’esistenza e le modalità di accesso all’opzione «Classic» vanno verificate nel proprio account e con l’assistenza, perché sono cambiate nel tempo e non sono uguali per tutti. La parte che aggiunge valore è il per iscritto: usa la chat di assistenza o un’email, e conserva la conversazione. Se dai procedimenti dovesse emergere un ripristino o un rimborso, avere una richiesta datata è diverso dall’averla solo pensata.

3. Estendi il controllo a tutto il resto. Microsoft 365 è il caso più visibile, non l’unico: negli ultimi dodici mesi decine di software gestionali, CRM, suite di posta e strumenti di produttività hanno aggiunto funzioni di intelligenza artificiale attivandole per default e ritoccando il prezzo al rinnovo. Prendi l’estratto conto della carta aziendale, isola gli abbonamenti software e per ognuno chiediti: il prezzo è cambiato negli ultimi dodici mesi? E qualcuno in azienda usa la funzione AI per cui sto pagando in più?

Il conto che quasi nessuno fa

Il singolo aumento su un abbonamento sembra irrilevante: qualche decina di euro l'anno. Il problema è che questi rincari sono arrivati in blocco su più fornitori nello stesso periodo, e sempre al rinnovo automatico, cioè nel momento in cui nessuno guarda. Su una microimpresa con sei o sette abbonamenti software attivi, un ritocco medio al rinnovo su ciascuno diventa una voce di costo annuale che non è mai stata decisa da nessuno: è stata semplicemente non rifiutata.

La lezione che vale oltre Microsoft

Il punto su cui insistono entrambe le autorità non è «il software costa troppo». È il consenso implicito: una modifica del servizio con relativo aumento, applicata come opzione predefinita, dove il cliente per restare dov’era deve compiere un’azione attiva entro una finestra di tempo.

Questo schema — l’AI aggiunta di default, il prezzo che si adegua, l’opzione precedente disponibile ma poco visibile — è diventato il modo standard in cui l’intelligenza artificiale viene venduta agli abbonati esistenti nel software gestionale. Chiunque abbia un abbonamento in rinnovo automatico ci passerà, se non ci è già passato.

Due modi di gestire i rinnovi automatici

Gestione passiva: gli abbonamenti si rinnovano da soli, la carta viene addebitata, il prezzo lo si scopre a consuntivo guardando l'estratto conto mesi dopo. È la modalità in cui il default del fornitore diventa la tua decisione. Gestione attiva: una volta l'anno, mezz'ora di calendario, si aprono gli account dei software principali, si annotano le date di rinnovo e si verifica cosa è cambiato nel piano. Non serve competenza tecnica, serve solo che sia in agenda: è l'unico modo perché la scelta resti tua.

Cosa fare lunedì

  • Apri l’account Microsoft e annota piano attivo e data di rinnovo automatico.
  • Se Copilot non lo usa nessuno, chiedi all’assistenza il passaggio al piano senza AI e conserva la richiesta scritta.
  • Metti in agenda le date di rinnovo di tutti gli abbonamenti software aziendali, non solo di questo.
  • Se usi un piano consumer per lavoro, valuta con il consulente se il piano corretto per la tua attività non sia un altro: al di là del prezzo, è una questione di licenza d’uso.

In breve

Il 29 luglio 2026 la CMA britannica ha aperto un’indagine su Microsoft riguardo alla chiarezza delle informazioni date ai clienti sui piani Microsoft 365 Personal e Family dopo l’aggiunta di Copilot e i relativi aumenti di prezzo. In Italia l’AGCM indaga sullo stesso comportamento dal 26 giugno con il procedimento PS13129, contestando un’informazione frammentata sull’integrazione di Copilot e Designer e l’applicazione del piano più costoso come opzione predefinita salvo recesso.

Entrambi i procedimenti sono aperti e non accertano alcuna violazione. I piani Business restano fuori. Per chi lavora con un piano consumer conviene comunque verificare oggi piano e data di rinnovo, chiedere per iscritto il passaggio all’opzione senza AI se Copilot non viene usato, ed estendere il controllo a tutti gli abbonamenti software con funzioni di intelligenza artificiale attivate per default.

Fonti consultate

  1. GOV.UK — CMA investigates Microsoft over marketing of subscription plans · primary
  2. AGCM — PS13129, avviata istruttoria sull'aumento del prezzo di abbonamento al servizio «Microsoft 365» · primary
  3. ANSA — Antitrust, istruttoria su aumento prezzo abbonamento al servizio «Microsoft 365» · press