ChatGPT scende sotto il 50% di quota di mercato: cosa significa per le PMI

Per la prima volta ChatGPT è sotto il 50% di quota tra gli assistenti AI: Gemini e Claude recuperano terreno. Resta il più usato, ma il mercato si sta diversificando. Perché una PMI non dovrebbe legarsi a un solo strumento.

Per la prima volta da quando esiste, ChatGPT è sceso sotto il 50% di quota di mercato tra gli assistenti AI. Lo riportano il 16 giugno TechCrunch e altre testate, sulla base dei dati di società di analisi come Sensor Tower e Apptopia. Resta di gran lunga il più usato, ma il messaggio di fondo conta più del singolo dato: il mercato dell’AI si sta diversificando.

I numeri, in sintesi

Secondo i dati citati, la quota di ChatGPT sarebbe scesa a circa il 45%, dal 69% di inizio 2025. In termini di utenti resta comunque il leader assoluto, con oltre 1,1 miliardi di utenti mensili, seguito da Gemini di Google (circa 662 milioni) e da Claude di Anthropic (circa 245 milioni).

Le cause indicate: l’integrazione di Gemini dentro l’ecosistema Google (Gmail, Documenti, Android) e la reputazione di Claude sui casi d’uso di produttività. Tra i fattori citati anche un aumento delle disinstallazioni dopo un accordo di OpenAI con il Dipartimento della Difesa statunitense.

~45%
quota stimata di ChatGPT (da ~69% a inizio 2025)

Per la prima volta sotto il 50%. ChatGPT resta il più usato con oltre 1,1 miliardi di utenti mensili, ma Gemini e Claude recuperano terreno. Dati di app-tracker.

Fonte: TechCrunch, Apptopia, Sensor Tower — giugno 2026

Un dato da leggere con prudenza

Prima delle conclusioni, una cautela: si tratta in larga parte di dati di “app-tracker”, cioè misurazioni dell’uso tramite app mobili. Non fotografano l’intero mercato — esclusi molti usi via browser, via API o integrati in altri software. Vanno quindi letti come un indicatore di tendenza, non come la quota assoluta esatta. La direzione, però, è coerente tra le fonti: non più un dominio quasi totale, ma una concorrenza vera.

Perché interessa una PMI italiana

Quando un mercato passa da monopolio di fatto a oligopolio, per chi adotta lo strumento è una buona notizia: più concorrenza significa più innovazione, più scelta e, spesso, prezzi più competitivi. Ma cambia anche il modo di decidere.

La lezione pratica per una piccola impresa non è “cambiare assistente”, bensì non legarsi ciecamente a un solo fornitore. Strumenti diversi eccellono in compiti diversi — scrittura, analisi di documenti, integrazione con la posta e i fogli di calcolo — e l’equilibrio tra loro può cambiare in fretta.

Scegli per compito, non per moda

In un mercato che si diversifica, la domanda giusta non è 'qual è il migliore in classifica', ma 'quale fa meglio il lavoro che mi serve'. E quanto è facile cambiare se domani cambiano gli equilibri.

Come muoversi, in pratica

  1. Valuta per caso d’uso reale, non per popolarità: prova lo stesso compito su due assistenti e confronta i risultati.
  2. Evita il lock-in: tieni i tuoi prompt e i tuoi flussi il più possibile portabili, così cambiare strumento non costa mesi di lavoro.
  3. Rivaluta una volta all’anno: in un mercato che si muove così in fretta, la scelta migliore di oggi può non esserlo tra dodici mesi.

In breve

ChatGPT è sceso sotto il 50% di quota per la prima volta: resta leader, ma Gemini e Claude recuperano e il mercato AI si fa competitivo. Sono dati di app-tracker, da leggere come tendenza più che come fotografia esatta. Per una PMI la mossa giusta non è inseguire la classifica, ma scegliere lo strumento in base al compito ed evitare di legarsi a un solo fornitore in un settore che cambia equilibri di mese in mese.

Fonti consultate

  1. TechCrunch — ChatGPT's market share slips below 50% for first time · press
  2. Yahoo Finance — ChatGPT's market share is slipping as Google and rivals close the gap · press
  3. Yahoo Finance / Quartz — ChatGPT's market share slips below 50% for first time · press