Il 1° luglio una società italiana fa qualcosa che capita di rado: debutta al Nasdaq con l’IPO tecnologica più grande mai realizzata negli Stati Uniti da un’azienda del nostro Paese. Bending Spoons, fondata a Milano nel 2013, ha prezzato l’offerta a 29 dollari per azione, sopra la forchetta indicata, raccogliendo circa 1,68 miliardi di dollari per una valutazione vicina ai 17 miliardi di euro.
I numeri fanno notizia. Ma per chi manda avanti una piccola attività, la parte interessante non è la valutazione: è come ci sono arrivati.
Non hanno inventato quasi nulla (e va bene così)
Bending Spoons non è cresciuta lanciando il prodotto rivoluzionario che nessuno aveva mai visto. Il suo modello è diverso: compra piattaforme software già mature — nomi noti come Evernote, WeTransfer, Meetup — e le ottimizza, tagliando i costi, rimettendo a posto i conti e la tecnologia, migliorando la monetizzazione di una base utenti che già esisteva.
È il modello che nel mondo anglosassone si chiama buy-and-build: crescere per acquisizione ed efficienza operativa, non per «moonshot».
Inventare il prodotto nuovo che crea il mercato è una strada. Comprare qualcosa che già funziona e farlo funzionare meglio è l'altra: meno romantica, spesso più solida. Bending Spoons ha scelto la seconda.
La lezione che si scala anche in piccolo
Nessuna PMI comprerà Evernote. Ma il principio si applica a ogni dimensione, e ribalta un’idea diffusa — quella per cui «crescere» significhi per forza avere l’idea geniale.
- Crescere per acquisizione. Rilevare un concorrente più piccolo, un portafoglio clienti, un ramo d’azienda che qualcuno vuole cedere, può valere più di anni passati a costruire da zero. In molti settori maturi si comprano fatturato e clienti, non solo tecnologia.
- L’efficienza è una leva di crescita, non solo un taglio. Bending Spoons crea valore soprattutto rendendo più efficiente ciò che acquisisce. Anche in una piccola impresa, sistemare processi, prezzi e costi di un’attività che già gira può liberare margine più in fretta di un nuovo prodotto.
- Non serve reinventare per essere ambiziosi. Una società partita da un gruppo di ingegneri a Milano è arrivata a Wall Street facendo bene una cosa poco appariscente. È un permesso, per l’imprenditore, di puntare in alto anche senza l’idea da copertina.
Il debutto al Nasdaq è, per una volta, una bella notizia con passaporto italiano. Al netto dell’orgoglio, resta l’idea più utile: la crescita non premia solo chi inventa, ma anche chi sa comprare bene e gestire meglio.
Contenuto informativo, non una raccomandazione d’investimento sul titolo Bending Spoons né su altri strumenti finanziari.