Il 20 luglio 2026 la Banca d’Italia ha pubblicato l’aggiornamento al secondo semestre 2025 del suo Rapporto sulle operazioni di pagamento fraudolente in Italia. Il numero che fa da titolo e’ rassicurante: il tasso di frode complessivo resta contenuto e stabile, pari allo 0,003% del valore transato, cioe’ circa 3 euro ogni 100.000 euro di pagamenti. Ma per chi vende online il dato interessante non e’ la media: e’ dove quelle poche frodi si concentrano e come stanno cambiando.
L’e-commerce resta il canale piu’ esposto
Il rapporto distingue i canali di utilizzo, e la fotografia e’ netta: le transazioni e-commerce mostrano un rischio di frode superiore rispetto ai pagamenti al POS fisico. Il divario si e’ ridotto per le carte e la moneta elettronica, ma la direzione resta la stessa: comprare e vendere a distanza espone di piu’ di un pagamento in negozio, dove carta e cliente sono fisicamente presenti.
A questo si aggiunge un secondo asse: le operazioni cross-border (verso l’estero) presentano un rischio significativamente piu’ alto di quelle domestiche, soprattutto per carte e moneta elettronica. Chi vende anche fuori dall’Italia lavora quindi sul segmento piu’ delicato.
Il tasso di frode complessivo sul valore transato nel secondo semestre 2025: contenuto e stabile. Ma la frode non si distribuisce in modo uniforme.
La leva che funziona: l’autenticazione forte
Il rapporto conferma un punto pratico: i pagamenti che passano per l’autenticazione forte del cliente (SCA, quella che ti fa confermare l’acquisto con l’app della banca o un secondo fattore) mostrano livelli di rischio ridotti rispetto alle operazioni non autenticate. L’effetto e’ ancora piu’ marcato sulle transazioni internazionali.
Tradotto per un piccolo e-commerce: il 3D Secure e la SCA non sono un intralcio al checkout, sono la prima difesa. Disattivarli o aggirarli per ridurre l’abbandono del carrello sposta il rischio dalla parte sbagliata.
Le frodi cambiano natura: dal furto dei dati alla manipolazione delle persone
Il passaggio piu’ importante per chi gestisce un’attivita’ e’ questo. Il rapporto distingue le frodi per strumento, e i due mondi non si difendono allo stesso modo:
- Su carte e moneta elettronica prevalgono le operazioni non autorizzate: qualcuno usa dati o strumenti rubati. Qui contano i presidi tecnici (SCA, monitoraggio, tokenizzazione).
- Sui bonifici prevale invece la manipolazione del pagatore: non viene “bucato” un sistema, viene ingannata una persona e indotta a disporre lei stessa il pagamento. E’ il terreno del social engineering, delle finte comunicazioni urgenti, del fornitore che cambia IBAN.
C’e’ anche una buona notizia da leggere in controluce: rispetto al semestre precedente la frode cala su moneta elettronica e bonifici istantanei, anche grazie alle misure di verifica del beneficiario (la verifica che il nome del destinatario corrisponda all’IBAN). E’ la conferma che i controlli, quando ci sono, funzionano.
Due frodi diverse, due difese diverse.
Cosa fare lunedi’
Se vendi online o incassi pagamenti a distanza, il rapporto suggerisce tre controlli concreti, senza allarmismi:
- Verifica che la SCA / 3D Secure sia attiva e non aggirata sul tuo checkout. E’ la difesa che il rapporto associa a un rischio piu’ basso, in particolare sugli ordini dall’estero.
- Tratta i pagamenti verso l’estero come il segmento piu’ delicato: e’ li’ che il rischio e’ piu’ alto, quindi merita controlli e soglie di attenzione dedicate.
- Metti una procedura sui cambi di IBAN e sui pagamenti urgenti: una seconda conferma su un canale diverso (una telefonata al numero gia’ noto del fornitore) blocca la maggior parte delle truffe da manipolazione. Questa parte non si risolve con un software, si risolve con una regola condivisa in azienda.