C’è una voce di spesa che ogni negozio, bar, ristorante o artigiano conosce bene: le commissioni sulle transazioni con carta. Il 15 giugno, al Ministero dell’Economia e delle Finanze, è stato firmato un protocollo che punta proprio lì. Banche, operatori dei pagamenti e associazioni di categoria si sono impegnati a rendere i costi più chiari, comparabili e contenuti, con un’attenzione specifica ai piccoli esercenti.
Chi ha firmato e cosa prevede
Da una parte ABI, APSP e Assofin (banche e operatori dei pagamenti); dall’altra CNA, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti e FIPE (le associazioni degli esercenti). Il Protocollo d’intesa ha validità biennale, ha ottenuto parere favorevole dell’Antitrust e ruota attorno a tre obiettivi: aumentare diffusione e digitalizzazione dei pagamenti elettronici, rafforzare la concorrenza tra operatori e migliorare comprensibilità e comparabilità delle condizioni, in modo da mitigare i costi delle transazioni con carta.
Il dettaglio che interessa di più la micro-impresa: l’impegno a promuovere iniziative dedicate almeno agli esercenti con ricavi annui fino a 400.000 euro. È la soglia che inquadra la maggior parte di negozi di vicinato, pubblici esercizi e attività artigiane.
Il protocollo impegna le parti a promuovere misure rivolte almeno agli esercenti con ricavi annui fino a questa cifra. Validità biennale, parere favorevole dell'Antitrust.
Fonte: Milano Finanza, FIPE — 15/06/2026
Perché conta per la tua attività
Per un piccolo esercente le commissioni POS sono un costo fisso che si mangia un pezzo del margine, soprattutto su scontrini bassi. Un quadro più trasparente e competitivo può tradursi in due vantaggi concreti.
- Condizioni più leggibili. Comparare le offerte oggi è difficile: voci diverse, soglie, canoni nascosti. Più comparabilità significa poter scegliere davvero l’operatore più conveniente, invece di restare sul primo contratto firmato.
- Pressione sui costi. Più concorrenza tra operatori e impegni espliciti sulla mitigazione dei costi spingono, nel tempo, verso commissioni più sostenibili per i piccoli importi.
Il protocollo si inserisce inoltre in un anno in cui il collegamento tra POS e registratore telematico è diventato un tema centrale per gli esercenti: vale la pena affrontare i due aspetti — costi e obblighi tecnici — nello stesso momento, quando si rivede l’impianto degli incassi.
Accettare carte non è gratis: tra commissioni, canoni del terminale e condizioni poco trasparenti, il conto pesa di più sulle attività con scontrino medio basso. Rendere comparabili le offerte è il primo passo per ridurlo.
Cosa fare adesso
Il protocollo fissa impegni tra le parti: non taglia automaticamente le commissioni del tuo contratto. Ma è l’occasione giusta per fare ordine.
- Rileggi il tuo contratto POS. Individua commissione per transazione, canone del terminale, soglie e voci accessorie. È la base per capire quanto stai pagando davvero.
- Confronta almeno due-tre offerte, ora che la comparabilità è un obiettivo dichiarato: chiedi condizioni esplicite per la tua fascia di ricavi.
- Affronta insieme costi e obblighi tecnici (collegamento POS-registratore telematico), così da non intervenire due volte sullo stesso processo di incasso.
In breve
Il 15 giugno al MEF banche, operatori e associazioni di categoria hanno firmato un protocollo biennale per ridurre e rendere comparabili i costi dei pagamenti con carta, con iniziative dedicate agli esercenti fino a 400.000 euro di ricavi. Non è un taglio automatico delle commissioni, ma un quadro più trasparente: il momento giusto per rivedere il contratto POS e confrontare le offerte.