AI Act, la trasparenza non e' stata rinviata: dal 2 agosto chi usa l'AI per testi, immagini e video deve dichiararlo ai clienti

Gli obblighi sui sistemi ad alto rischio slittano al 2027-2028, ma l'articolo 50 dell'AI Act resta fermo al 2 agosto 2026: chi genera contenuti con l'AI verso il pubblico dovra' renderli riconoscibili. Ed e' uscito il Codice di condotta che spiega come farlo.

Negli ultimi mesi e’ passato un messaggio comodo ma fuorviante: “l’AI Act e’ stato rinviato, non c’e’ fretta”. E’ vero solo a meta’. Il pacchetto Digital Omnibus ha effettivamente spostato in avanti gli obblighi sui sistemi ad alto rischio, verso il 2027-2028. Ma c’e’ una scadenza che non e’ stata toccata e che riguarda molte piu’ imprese: l’articolo 50, quello sulla trasparenza dei contenuti generati dall’AI, diventa applicabile il 2 agosto 2026. E nei giorni scorsi e’ uscito il Codice di condotta che spiega, in pratica, come rispettarlo.

Cosa dice l’articolo 50 (e perche’ tocca anche voi)

L’articolo 50 impone che i contenuti generati o manipolati dall’intelligenza artificiale siano riconoscibili. Distingue due ruoli. I provider — chi fornisce i sistemi AI — devono fare in modo che gli output (audio, immagini, video, testo) siano marcati in un formato leggibile dalle macchine e rilevabili come artificiali. I deployer — cioe’ gli utilizzatori professionali, le aziende che usano questi strumenti — devono etichettare i contenuti quando si tratta di deepfake o di testi su temi di interesse pubblico, rendendo chiaro all’utente che dietro c’e’ l’AI.

Qui sta il punto che spesso sfugge: “deployer” non vuol dire solo grande piattaforma tecnologica. E’ deployer anche la piccola impresa che usa l’AI generativa nei processi rivolti al cliente — chi genera testi di marketing, immagini per i social, video promozionali, risposte automatiche del customer care. Le PMI beneficiano di sanzioni ridotte, ma non sono esentate dagli obblighi sostanziali. La trasparenza vale per tutti.

Rinviato non vuol dire tutto

Il Digital Omnibus ha rinviato gli obblighi sui sistemi ad alto rischio (verso il 2027-2028). L'articolo 50 sulla trasparenza dei contenuti generati dall'AI e' un piano diverso e resta fermo al 2 agosto 2026. Confondere i due significa arrivare impreparati a una scadenza che e' vicina.

Il Codice di condotta: lo strumento operativo gratuito

Per evitare che ognuno interpreti gli obblighi a modo suo, e’ stato pubblicato un Codice di condotta sulla trasparenza dei contenuti generati da AI, e l’AI Office ha invitato provider e deployer ad aderirvi. L’adesione e’ volontaria, ma non e’ un dettaglio: il Codice definisce cio’ che le autorita’ di sorveglianza considereranno lo “stato dell’arte” tecnologico. In parole povere, seguirlo e’ il modo piu’ semplice per dimostrare di essersi mossi nel modo giusto, se mai dovesse arrivare una verifica. Per una PMI e’ un riferimento pratico a costo zero, da usare come checklist invece di affidarsi a interpretazioni fai-da-te.

Le tre cose da fare adesso

Non serve un progetto di compliance da grande azienda. Bastano tre passi, e tre mesi sono sufficienti se si parte ora.

Primo: censire dove si usa l’AI generativa nei processi rivolti al cliente. Marketing, social, sito, customer care, materiali commerciali: fare la lista di cosa e’ prodotto o ritoccato con l’AI. Secondo: predisporre le disclosure — una formula chiara che segnali quando un contenuto e’ generato o assistito dall’AI, dove serve. Terzo: usare il Codice di condotta come riferimento per capire quali contenuti vanno marcati tecnicamente e come, evitando di reinventare la ruota.

2 ago 2026
Quando scatta la trasparenza obbligatoria

L'articolo 50 del Regolamento UE 2024/1689 diventa applicabile dal 2 agosto 2026: i contenuti generati o manipolati dall'AI verso il pubblico vanno resi riconoscibili. Le PMI hanno sanzioni ridotte ma non sono esentate. Il Codice di condotta pubblicato dall'AI Office e' il riferimento operativo.

Fonte: AI Act Service Desk (Commissione UE), Agenda Digitale, Confindustria — giugno 2026

In breve

La trasparenza dell’AI Act non aspetta il 2027. Dal 2 agosto 2026 chi usa l’AI per produrre contenuti verso i clienti deve renderlo riconoscibile, e il Codice di condotta appena uscito dice come. Per una PMI la cosa peggiore sarebbe credere — sulla scia delle notizie di rinvio — che non ci sia nulla da fare. C’e’, ed e’ alla portata: una lista dei processi che usano l’AI, una formula di disclosure e il Codice come guida. Mezza giornata di lavoro adesso vale piu’ di una corsa a fine luglio.

Fonti consultate

  1. Agenda Digitale — AI Act, dal 2 agosto scatta la trasparenza obbligatoria: cosa cambia (e per chi) · press
  2. AI Act Service Desk (Commissione Europea) — Articolo 50: obblighi di trasparenza per fornitori e deployer · documentation
  3. Confindustria L'Aquila — L'AI Office invita provider e deployer ad aderire al codice sulla trasparenza dei contenuti generati dall'IA · press
  4. Truescreen — Articolo 50 AI Act: obblighi etichettatura dal 2 agosto 2026 · secondary