Il 23 luglio FEI, Cassa Depositi e Prestiti e Mediocredito Centrale hanno firmato un accordo che mette in moto 5,7 miliardi di euro di nuovi finanziamenti bancari a condizioni migliori per oltre 26.000 PMI italiane. La notizia buona, per chi fa impresa, è nascosta nel meccanismo: non è un bando. Niente domande da preparare, niente click day, niente graduatorie. Si accede come si è sempre acceduto al Fondo di garanzia per le PMI: chiedendo un finanziamento alla propria banca.
Come funziona la catena FEI-CDP-MCC
Il meccanismo è a leva, in tre passaggi. Il FEI (Fondo europeo per gli investimenti, Gruppo BEI) mette una contro-garanzia da 75 milioni nell’ambito del programma InvestEU. CDP la usa per offrire contro-garanzie per 3 miliardi al Fondo di garanzia per le PMI, gestito da Mediocredito Centrale per conto del Ministero delle Imprese. Il Fondo, con questa capienza aggiuntiva, può garantire più finanziamenti bancari: l’effetto stimato è appunto 5,7 miliardi di credito erogabile alle imprese.
Da 75 milioni di contro-garanzia FEI a 3 miliardi di contro-garanzie CDP al Fondo di garanzia PMI, fino a 5,7 miliardi di finanziamenti bancari: l'effetto leva dell'accordo firmato il 23 luglio 2026.
Fonte: CDP, ANSA, Teleborsa — 23 luglio 2026
Per la tua impresa la traduzione è semplice: quando la banca istruisce una richiesta di finanziamento assistita dalla garanzia del Fondo, ha più capienza di garanzia pubblica a disposizione. Più garanzia significa meno rischio per la banca, quindi più probabilità che la pratica venga deliberata e margini per un pricing migliore rispetto a un finanziamento non garantito.
Non è un esperimento: l’accordo amplia quello avviato nell’ottobre 2023, che ha già attivato oltre 5 miliardi per circa 68.000 aziende. Sommando le due operazioni, la finanza mobilitata da questa filiera supera complessivamente i 10 miliardi.
Cosa fare, in pratica
Se hai un investimento in stand-by — un macchinario rimandato, un ampliamento congelato, una linea di circolante da sistemare — i passi sono tre:
- Riprendi in mano il progetto e quantificalo: importo, durata, cosa finanzia. Le richieste generiche si deliberano male, quelle circostanziate bene.
- Chiedi alla banca un finanziamento con garanzia del Fondo PMI (canale MCC): è il canale ordinario, la banca lo conosce e istruisce lei la pratica verso il Fondo. Citare la nuova capienza non guasta: l’accordo è di questi giorni e non tutte le filiali lo hanno già sul radar.
- Fatti mettere a confronto le condizioni con e senza garanzia: la differenza di tasso e di importo deliberabile è il valore concreto dell’operazione — e vale la pena vederla nero su bianco prima di firmare.
Un bando ha dotazione, scadenza e graduatoria: si vince o si perde. Una garanzia pubblica potenziata lavora dentro il canale bancario ordinario: nessuna domanda diretta, nessun click day — conta arrivare in banca con un progetto quantificato.
Il momento, peraltro, non è casuale: con i rendimenti in risalita su tutta la curva e le banche più caute nel pricing, una garanzia pubblica più capiente è esattamente lo strumento che tiene aperto il canale del credito per le imprese piccole — quelle che per prime vengono razionate quando il denaro costa di più.
In breve
L’accordo FEI-CDP-MCC del 23 luglio attiva 5,7 miliardi di finanziamenti garantiti per oltre 26.000 PMI attraverso il Fondo di garanzia. Non c’è nessun bando da monitorare: si accede in banca, chiedendo un finanziamento assistito dalla garanzia MCC. La mossa giusta è portare in filiale il progetto rimasto nel cassetto, quantificato, e farsi mettere a confronto le condizioni con e senza garanzia.