Una PMI di Modena trasforma anni di dati aziendali in una startup AI: il modello Certego-Unimore per chi ha dati di settore

Certego, azienda cybersecurity del gruppo VEM, ha creato lo spin-off ReferoAI con l'Università di Modena e Reggio Emilia, tenendo il 67% del capitale. Un percorso per trasformare dati proprietari in un asset di innovazione senza perdere il controllo.

Molte PMI siedono su anni di dati accumulati nella propria attività — ordini, incidenti, richieste dei clienti, casistiche risolte — senza mai trasformarli in qualcosa di più di un archivio. Certego, azienda di cybersecurity modenese del gruppo VEM, ha appena mostrato un percorso concreto per farlo, senza perdere il controllo dell’azienda: uno spin-off con l’università.

L’8 luglio è stata annunciata la nascita di ReferoAI Srl, costituita da Certego insieme all’Università di Modena e Reggio Emilia (UniMORE). Certego mantiene il 67% del capitale; il resto va all’ateneo tramite il proprio veicolo di valorizzazione della ricerca.

Cosa fa ReferoAI

La startup sviluppa tecnologie AI per automatizzare l’analisi di incidenti informatici nei Security Operation Center (SOC): un assistente virtuale che esegue in pochi secondi il lavoro investigativo di routine, lasciando all’analista umano le decisioni critiche nei casi di escalation. Le tecnologie verranno integrate progressivamente nella piattaforma proprietaria di Certego (PanOptikon), con l’obiettivo dichiarato di renderle in futuro disponibili anche ad altri centri di cybersecurity, non solo interne.

67%
capitale mantenuto da Certego

Lo spin-off ReferoAI Srl è costituito con Certego azionista di maggioranza; il resto va all'Università di Modena e Reggio Emilia tramite il veicolo di valorizzazione della ricerca.

Fonte: BeBeez, ChannelCity, ImpresaCity — luglio 2026

Perché è un modello, non solo una notizia di settore

Il punto interessante per una PMI di qualunque settore non è la cybersecurity in sé, ma la struttura dell’operazione: un’azienda che non è una big tech ha preso dati e know-how accumulati in anni di attività operativa e li ha trasformati in un prodotto AI autonomo, con una società separata, mantenendo però la maggioranza del capitale. Non ha ceduto il proprio vantaggio competitivo a un partner esterno né si è affidata a un fornitore terzo per digitalizzare l’esperienza accumulata.

Il dato di settore come asset, non solo come archivio

Chiunque abbia anni di casistiche, incidenti risolti o pattern ricorrenti nel proprio settore ha una materia prima che un'università o un partner tecnico possono aiutare a trasformare in prodotto — a patto di negoziare bene la quota di controllo.

Cosa serve perché il modello funzioni anche altrove

  • Dati strutturati e accumulati nel tempo: senza una base di casi/incidenti/pattern raccolta con costanza, non c’è materia prima da trasformare in un modello AI utile.
  • Un partner tecnico-accademico, non necessariamente un investitore: le università hanno spesso veicoli dedicati alla valorizzazione della ricerca, pensati proprio per collaborazioni di questo tipo con le imprese del territorio.
  • Una struttura societaria che protegga il controllo: lo spin-off separato con quota di maggioranza mantenuta è la parte replicabile — evita di regalare anni di know-how in cambio di competenze tecniche che si potrebbero anche acquisire diversamente.

In breve

Certego mostra un percorso concreto — non teorico — per trasformare dati proprietari in un asset di innovazione: uno spin-off con un’università, mantenendo la maggioranza del capitale. Per una PMI che siede su anni di dati di settore non ancora sfruttati, è un modello da tenere presente prima di scartare l’idea come “roba da grandi aziende”.

Fonti consultate

  1. BeBeez — Certego crea ReferoAI insieme a UniMORE. La PMI modenese investe nell'AI applicata alla cybersecurity · press
  2. ChannelCity — Il Gruppo VEM continua a crescere, Certego lancia la startup ReferoAI · press
  3. ImpresaCity — L'AI entra nel SOC: Gruppo VEM e Certego lanciano ReferoAI · press