Automatizzare i lavori ripetitivi senza saper programmare: da dove partire con gli strumenti no-code

Gli strumenti no-code collegano le app che già usi e tolgono di mezzo i lavori noiosi: preventivi, promemoria, dati copiati a mano da un'app all'altra. Quali attività automatizzare per prime e come iniziare senza scrivere codice.

Ogni settimana un titolare rifà le stesse cose a mano: copia i dati di un ordine dal gestionale al foglio di calcolo, riscrive un preventivo cambiando due righe, si appunta su un post-it di richiamare il cliente giovedì. Nessuna di queste attività fa crescere l’azienda, eppure si mangia ore che potrebbero andare al lavoro vero. La buona notizia è che gran parte di questi lavori si può far fare a un software, senza assumere un programmatore e senza scrivere una riga di codice. Si chiamano strumenti no-code: collegano tra loro le app che usi già e fanno partire un’azione quando ne succede un’altra.

Non serve rivoluzionare niente. Serve togliere di mezzo, un pezzo alla volta, i lavori più meccanici della giornata.

Parti dai lavori noiosi, non da quelli difficili

Il primo istinto è sbagliato: si vorrebbe automatizzare la cosa più complicata, quella che dà più grattacapi. Meglio il contrario. Si comincia dalle attività più semplici e stupide, quelle che chiunque farebbe allo stesso modo.

Un lavoro è un buon candidato quando supera tre test. Primo, è ripetitivo: lo rifai identico molte volte a settimana. Secondo, segue regole chiare, del tipo “quando arriva questo, fai quest’altro”, senza bisogno di un giudizio ogni volta. Terzo, è a basso valore: se lo facesse un collega alle prime armi, il risultato sarebbe uguale.

Copiare i dati di un modulo di contatto dentro il gestionale passa tutti e tre i test. Decidere se concedere uno sconto a un cliente storico non ne passa nemmeno uno: lì serve la tua testa. Fai una lista delle cose che rifai ogni lunedì mattina e segna quelle noiose e meccaniche. Quella lista è la tua coda di lavoro.

76%
dei dipendenti di piccole e medie imprese sposta dati a mano ogni giorno

In un'indagine su 1.000 knowledge worker di PMI, il 76% ha dichiarato di passare da 1 a 3 ore al giorno solo a spostare dati da un programma all'altro. È esattamente il tipo di lavoro, ripetitivo e a regole fisse, che gli strumenti no-code tolgono di mezzo per primo.

Fonte: Zapier, indagine su 1.000 knowledge worker di PMI

Tre automazioni che ripagano subito

Tre esempi concreti, tutti realizzabili senza codice, tutti tra i primi da mettere in coda.

I preventivi. Se ogni preventivo nasce riaprendo il file del mese scorso e cambiando nome e cifre, stai facendo a mano un lavoro da modello. Con un template collegato a un modulo, quando un cliente compila la richiesta il documento si genera già compilato con i suoi dati e ti arriva pronto da rileggere e firmare. Tu controlli e invii; la parte meccanica sparisce.

I promemoria. I richiami che ti segni sui foglietti si dimenticano. Una regola automatica no: “tre giorni dopo aver inviato il preventivo, se il cliente non ha risposto, mandami un promemoria” oppure “il giorno prima della scadenza di una fattura, avvisa il cliente”. Il follow-up smette di dipendere dalla tua memoria e diventa una cosa che succede da sola.

I dati tra un’app e l’altra. È il classico copia-incolla che divora la mattina: il contatto dal modulo del sito va nel CRM, l’ordine dal negozio online va nel foglio di contabilità, l’iscritto alla newsletter va nella lista giusta. Uno strumento no-code fa questo passaggio al posto tuo ogni volta, senza errori di battitura e senza righe dimenticate.

Come iniziare senza scrivere codice

Ogni automazione, dietro le quinte, è la stessa cosa: un innesco e un’azione. Succede un evento (arriva una mail, si compila un modulo, scatta un orario) e il software esegue di conseguenza un’operazione (crea la riga, manda il messaggio, aggiorna la scheda). Se riesci a raccontare un tuo lavoro con la frase “quando succede questo, fai quello”, allora puoi automatizzarlo.

Gli strumenti che fanno da collante tra le app si usano trascinando blocchi sullo schermo, non programmando. I più diffusi tra le piccole imprese sono servizi come Zapier o Make: scegli l’app di partenza, l’evento che fa da innesco e l’azione da compiere, e provi il flusso su un caso vero prima di lasciarlo andare. La maggior parte offre un piano gratuito che basta e avanza per le prime automazioni: parti da lì, senza spendere finché non hai visto che il meccanismo ti serve davvero.

Innesco e azione: la regola di ogni automazione

Ogni flusso no-code funziona così: un evento fa da innesco e il software esegue un'azione conseguente. Arriva un modulo compilato, si crea la riga nel gestionale. Scatta una scadenza, parte il promemoria. Non devi saper programmare: devi solo saper descrivere il 'quando' e il 'cosa'.

Gli errori da evitare

Automatizzare non vuol dire spegnere il cervello. Due avvertenze prima di partire.

La prima: non automatizzare un processo che è già rotto. Se il modo in cui gestisci i preventivi è confuso, automatizzarlo ti darà solo confusione più veloce. Prima sistema il metodo a mano, poi lo affidi al software.

La seconda: tieni una persona sui punti che contano. Un’automazione che manda una mail al cliente sbagliato o che genera cento documenti errati fa danni alla stessa velocità con cui fa risparmiare tempo. Sui passaggi delicati, soprattutto quelli che finiscono davanti al cliente, lascia un controllo umano prima dell’invio.

In sintesi

Gli strumenti no-code lasciano fare al software i lavori ripetitivi che oggi svolgi a mano, senza bisogno di programmare. La mossa principale è una sola: prendi la lista delle cose noiose che rifai ogni settimana, scegli quella più meccanica che supera i tre test (ripetitiva, a regole chiare, a basso valore) e automatizza solo quella. Preventivi, promemoria e passaggio di dati tra app sono i tre punti di partenza che ripagano prima. Impostane una, controllala per una settimana, poi passa alla successiva. Mezza giornata spesa bene adesso ti restituisce ore, ogni settimana, per sempre.

Fonti consultate

  1. Zapier — Report: how office workers spend their time · primary
  2. McKinsey Global Institute — Jobs lost, jobs gained: what the future of work will mean for jobs, skills, and wages · secondary
  3. Zapier — How to automate your business · secondary