HubSpot parte da listini accessibili, poi cresce in fretta. Il piano Starter gestisce le esigenze base, ma il momento in cui ti serve davvero la marketing automation, i workflow e i report avanzati sei già nel piano Professional, dove la spesa per il pacchetto marketing + sales supera comodamente i 1.000€ al mese. E quel prezzo spesso include un onboarding obbligatorio a pagamento e un numero di contatti che si esaurisce in fretta.
Per molte PMI italiane da 3 a 30 persone questo è denaro buttato. Non perché HubSpot sia un brutto prodotto: è uno dei migliori sul mercato. Ma perché paghi per una piattaforma all-in-one quando ti serve, in concreto, un posto ordinato dove tenere contatti, trattative e qualche automazione email. È come comprare un furgone con sponda idraulica per portare la spesa.
Questo articolo è una recensione onesta di sei alternative reali, con prezzi 2026 in euro, per-chi-è e per-chi-no, cosa perdi rispetto a HubSpot e quanto è ripida la curva di apprendimento. Niente classifica “i 15 migliori CRM” copiata dalle altre. Solo criteri di scelta concreti per chi sta valutando di lasciare HubSpot o di non entrarci proprio.
Prima domanda: ti serve un CRM o una piattaforma di marketing?
Quasi tutti gli errori di scelta nascono qui. HubSpot vende un prodotto modulare (Marketing Hub, Sales Hub, Service Hub, CMS) e il marketing spinge il bundle completo. Ma le PMI italiane di solito hanno bisogno di una cosa sola alla volta.
Esistono due famiglie di strumenti che spesso vengono confuse:
- CRM sales-first: tengono ordinate le trattative commerciali. Pipeline, fasi, attività, promemoria. Chi vende B2B con cicli di vendita medio-lunghi e un commerciale (anche uno solo) vive qui dentro. Pipedrive, Folk, Attio.
- CRM con marketing integrato: oltre ai contatti gestiscono email, automazioni e form. Chi vive di lead inbound, newsletter e nurturing vuole questo. Brevo, EngageBay, in parte Zoho.
HubSpot fa entrambe le cose bene, ed è proprio per questo che costa. Se ti serve solo una delle due, stai pagando metà piattaforma per niente. Tieni a mente questa distinzione mentre leggi: cambia completamente quale alternativa è giusta per te. Per il quadro più ampio degli strumenti digitali che servono davvero a una piccola impresa, vedi la guida ai migliori strumenti digitali per PMI 2026.
Le 6 alternative, recensite onestamente
1. Pipedrive — il CRM commerciale che non ti mette i bastoni tra le ruote
Pipedrive nasce da venditori per venditori. È costruito attorno alla pipeline: vedi le trattative come schede che trascini da una fase all’altra, e tutto il resto (attività, email, promemoria) gira intorno a quello. Zero fronzoli da reparto marketing.
- Prezzo 2026 (range plausibile): circa 14-19€/utente/mese per i piani base, 39-59€/utente/mese per i piani avanzati con automazioni e report più ricchi. Fatturazione annuale più conveniente di quella mensile.
- Per chi è: team commerciali piccoli (1-15 persone) che vendono B2B e hanno un processo di vendita ripetibile. Chi vuole che i venditori aggiornino davvero il CRM perché è veloce da usare.
- Per chi non è: chi cerca marketing automation seria, newsletter di massa o un sito/blog integrato. Pipedrive ha qualche add-on marketing, ma non è il suo mestiere.
- Cosa perdi rispetto a HubSpot: l’ecosistema marketing nativo (landing page, form sofisticati, lead scoring evoluto, CMS). Pipedrive copre la vendita, non l’attrazione.
- Curva di apprendimento: bassa. Un commerciale è operativo in mezza giornata. È forse il CRM più “intuitivo al primo colpo” della lista.
Pipedrive è la risposta giusta per la maggior parte delle PMI italiane orientate alla vendita diretta. Se passi a HubSpot solo perché “lo usano tutti” e il tuo bisogno è gestire trattative, stai sovradimensionando.
2. Brevo — quando il vero bisogno è l’email marketing, non il CRM
Brevo (ex Sendinblue, azienda di origine francese, molto diffusa in Italia) nasce come piattaforma di email marketing e ha aggiunto un CRM leggero. La logica è inversa rispetto a Pipedrive: il cuore è la comunicazione di massa e automatica verso i contatti, il CRM è il complemento.
- Prezzo 2026 (range plausibile): il CRM e i contatti illimitati sono gratuiti; paghi sull’invio email. Piani a partire da circa 7-9€/mese, con i piani Business intorno ai 18-65€/mese a seconda del volume di email mensili. Il prezzo scala con gli invii, non con gli utenti: vantaggio enorme se hai un team numeroso ma poche email.
- Per chi è: PMI ed e-commerce che vivono di newsletter, automazioni email e SMS, e che vogliono un CRM “quanto basta” nello stesso posto. Chi fa lead nurturing inbound.
- Per chi non è: team commerciali puri con pipeline complesse. Il CRM di Brevo è funzionale ma essenziale: poche personalizzazioni sulle fasi di vendita, reportistica commerciale limitata.
- Cosa perdi rispetto a HubSpot: la profondità del CRM (gestione trattative avanzata, sales analytics) e alcune automazioni cross-canale molto sofisticate. In compenso il rapporto prezzo/funzioni email è nettamente migliore.
- Curva di apprendimento: media. L’editor email e le automazioni richiedono un po’ di pratica, ma niente di proibitivo.
Se il tuo “problema HubSpot” è che paghi tanto soprattutto per mandare email e fare automazioni, Brevo è spesso la mossa più intelligente. Abbiamo confrontato Brevo con altri strumenti editoriali nell’articolo Brevo vs Beehiiv vs Substack per newsletter B2B, utile se la newsletter è centrale per te.
3. Zoho CRM — l’ecosistema completo a prezzo da PMI
Zoho è una suite enorme: CRM, email, fatturazione, help desk, progetti, firma digitale, e decine di altre app, tutte sotto lo stesso tetto e a prezzi aggressivi. Il CRM è solido e si personalizza molto.
- Prezzo 2026 (range plausibile): circa 14-20€/utente/mese per i piani Standard/Professional, 40-52€/utente/mese per Enterprise. Esiste anche Zoho One, il bundle con quasi tutte le app, intorno ai 37-45€/utente/mese: per chi vuole davvero un ecosistema completo è il vero affare.
- Per chi è: PMI che vogliono ridurre il numero di fornitori e tenere CRM, fatture, helpdesk e progetti in un unico ambiente. Chi ha esigenze di personalizzazione (campi, moduli, workflow) ma budget limitato.
- Per chi non è: chi vuole un’esperienza ultra-curata e immediata. Zoho è potente ma l’interfaccia è più “ingegneristica” e a tratti datata; alcune integrazioni di terze parti sono meno fluide rispetto a HubSpot.
- Cosa perdi rispetto a HubSpot: la pulizia dell’esperienza utente e la qualità dell’ecosistema di app esterne e community. Guadagni invece un’ampiezza funzionale enorme a una frazione del prezzo.
- Curva di apprendimento: media-alta. La potenza si paga in complessità di configurazione iniziale. Mettere in piedi Zoho One come si deve richiede tempo o una mano esperta.
Zoho è la scelta razionale per chi è già stanco di pagare cinque abbonamenti diversi e accetta un po’ di lavoro di setup in cambio di un risparmio sostanziale. Sul tema del controllo della spesa software vale la pena leggere come impostare un budget software per piccole imprese.
4. Folk — il CRM relazionale per agenzie, studi e consulenti
Folk è un CRM moderno pensato per chi lavora a relazioni più che a pipeline industriali: agenzie, studi professionali, consulenti, fondi, recruiter. L’idea è centralizzare contatti e conversazioni senza la pesantezza di un CRM enterprise, con un’estensione che cattura profili (es. da LinkedIn) in un clic.
- Prezzo 2026 (range plausibile): circa 18-25€/utente/mese per i piani standard, con piani superiori intorno ai 30-40€/utente/mese (spesso quotati in dollari). Verifica il listino e il cambio.
- Per chi è: realtà piccole e relazionali che gestiscono molti contatti diversi (clienti, partner, prospect, fornitori) e vogliono uno strumento bello da usare, collaborativo e veloce da popolare.
- Per chi non è: team con processi di vendita molto strutturati e reportistica commerciale spinta, o chi ha bisogno di automazioni di marketing. Folk è volutamente leggero.
- Cosa perdi rispetto a HubSpot: praticamente tutto il lato marketing automation e l’analitica di vendita avanzata. Folk non vuole competere lì: punta sulla gestione relazioni semplice e gradevole.
- Curva di apprendimento: bassa. Interfaccia pulita, logica vicina a un foglio di contatti potenziato. Si parte in poche ore.
Folk è un’ottima risposta per chi trova HubSpot non solo caro ma anche soffocante: troppi campi, troppe sezioni, troppo per un’agenzia di sei persone.
5. Attio — il CRM flessibile e “data-first” per chi vuole costruirselo su misura
Attio è il CRM di nuova generazione più discusso: parte da un’impostazione simile a un database modellabile (vicino, come logica, a strumenti tipo Notion o Airtable) e ci costruisce sopra un CRM. Estremamente flessibile, moderno, con automazioni e arricchimento dati.
- Prezzo 2026 (range plausibile): esiste un piano gratuito limitato; i piani a pagamento partono da circa 30-35€/utente/mese e salgono per le funzioni avanzate. Listini spesso in dollari: verifica e converti.
- Per chi è: startup e PMI digitali, team tech-friendly che vogliono modellare il CRM esattamente sul proprio processo invece di adattarsi a uno schema preconfezionato. Chi ama avere il pieno controllo della struttura dati.
- Per chi non è: chi vuole accendere e usare senza pensare. La flessibilità di Attio è anche il suo costo: devi decidere tu come strutturarlo, e questo richiede testa.
- Cosa perdi rispetto a HubSpot: la marketing automation matura e la quantità sterminata di integrazioni e template pronti. Attio è più giovane: l’ecosistema cresce ma non è ancora ai livelli di HubSpot.
- Curva di apprendimento: media. Non difficile in sé, ma richiede una fase di progettazione iniziale. Chi ha già usato Notion o Airtable si trova a casa.
Se ti piace l’idea di un CRM che si piega al tuo processo e non viceversa, Attio merita una prova. È il più “fai-da-te intelligente” della lista. Se questa logica ti attrae, l’articolo sulle alternative a Notion per imprese italiane ragiona sulla stessa filosofia di strumenti flessibili.
6. EngageBay — l’all-in-one economico che imita HubSpot
EngageBay è, di fatto, il tentativo più diretto di offrire “HubSpot in piccolo” a un prezzo da PMI: CRM, marketing automation, email, landing page, live chat e help desk in un’unica piattaforma low cost.
- Prezzo 2026 (range plausibile): piano gratuito disponibile; i piani a pagamento vanno da circa 12-14€/utente/mese (Basic) fino a 50-65€/utente/mese (Pro), con prezzi calcolati anche sul numero di contatti. Spesso in dollari: verifica.
- Per chi è: PMI che vogliono davvero l’esperienza all-in-one tipo HubSpot (sales + marketing + service in un posto solo) ma non possono permettersi i listini HubSpot. Chi vuole un solo strumento e un solo abbonamento.
- Per chi non è: chi cerca il top assoluto di ogni singolo modulo. EngageBay copre tanto, ma ogni funzione è “buona”, non “la migliore della categoria”.
- Cosa perdi rispetto a HubSpot: maturità, raffinatezza dell’interfaccia, ricchezza delle integrazioni native e dimensione della community/documentazione. È un compromesso prezzo/ampiezza, e lo si sente.
- Curva di apprendimento: media. Avendo molte funzioni, c’è qualcosa da imparare, ma resta più semplice di HubSpot Professional.
EngageBay è la scelta giusta per chi vuole esattamente il modello HubSpot ma a un decimo del costo, accettando che ogni singola funzione sia meno levigata.
Tabella comparativa
| Tool | Prezzo/mese (range 2026) | Ideale per | Limite principale |
|---|---|---|---|
| Pipedrive | 14-59€/utente | Team commerciali B2B sales-first | Marketing automation quasi assente |
| Brevo | Gratis + 7-65€ su volume email | PMI/e-commerce con email marketing centrale | CRM essenziale, poca analitica vendite |
| Zoho CRM | 14-52€/utente (o ~40€ One) | Chi vuole ecosistema completo low cost | Setup complesso, UX più tecnica |
| Folk | 18-40€/utente | Agenzie, studi, consulenti, relazioni | Niente marketing, no pipeline complesse |
| Attio | Gratis + da ~30€/utente | Startup/PMI tech che vogliono su misura | Richiede progettazione, ecosistema giovane |
| EngageBay | Gratis + 12-65€/utente | Chi vuole “HubSpot in piccolo” all-in-one | Ogni funzione buona ma non eccellente |
I prezzi sono per utente/mese salvo Brevo, che fattura sul volume di email. Verifica sempre il listino aggiornato e la differenza tra fatturazione mensile e annuale.
Quando invece HubSpot ha senso davvero
Sarebbe disonesto liquidare HubSpot come “troppo caro e basta”. Ci sono casi in cui è la scelta giusta, e pagarlo è razionale:
- Vendi inbound su larga scala e marketing + sales devono parlarsi nativamente. Se generi molti lead da contenuti, form e campagne, e il passaggio marketing→vendite deve essere fluido e tracciato end-to-end, l’integrazione nativa di HubSpot vale il prezzo. Mettere insieme tre tool separati per ottenere lo stesso risultato costa tempo e attriti.
- Hai un team che usa davvero le funzioni avanzate. Lead scoring evoluto, attribution reporting, workflow complessi, A/B test: se hai chi li sa usare e ne ha bisogno, li sfrutti. Se invece nessuno li toccherà mai, stai pagando potenza inutilizzata.
- Vendi a clienti enterprise dove l’integrazione conta. In contesti dove i tuoi interlocutori sono strutturati, avere reportistica e processi solidi e riconoscibili è un vantaggio competitivo, non un vezzo.
- Stai scalando in fretta e vuoi una piattaforma che regge la crescita. Se prevedi di triplicare il team e i volumi in 12-18 mesi, partire già su una piattaforma scalabile evita una migrazione dolorosa dopo.
La regola pratica: HubSpot ha senso quando userai davvero la parte che lo rende caro (l’integrazione marketing-sales-service e le automazioni avanzate). Se la userai al 20%, stai pagando l’80% per niente.
Decision tree: quale scegliere in 5 domande
Rispondi in ordine. Fermati alla prima che descrive la tua situazione.
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Il tuo bisogno principale è gestire trattative commerciali B2B, con poco o nullo marketing? → Sì: Pipedrive. È fatto per questo ed è il più rapido da adottare.
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Il tuo cuore è l’email marketing / le newsletter / le automazioni, e il CRM è secondario? → Sì: Brevo. Paghi sugli invii, non sugli utenti, e hai un CRM “quanto basta”.
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Vuoi ridurre il numero di fornitori e mettere CRM + fatture + helpdesk + progetti in un solo posto, con budget contenuto? → Sì: Zoho (valuta Zoho One). Accetti più setup in cambio di risparmio e ampiezza.
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Lavori a relazioni (agenzia, studio, consulenza) e vuoi uno strumento leggero, bello e collaborativo? → Sì: Folk. Niente sovrastruttura, parti in poche ore.
-
Sei un team tech che vuole modellare il CRM sul proprio processo, oppure vuoi davvero l’all-in-one tipo HubSpot ma economico? → Su misura e flessibile: Attio. All-in-one low cost: EngageBay.
E se a nessuna di queste hai risposto sì perché il tuo scenario è “marketing inbound serio + sales + service che devono integrarsi nativamente e ho il team per usarli”? Allora la risposta onesta è: resta (o vai) su HubSpot. Hai trovato il caso in cui vale il prezzo.
Matrice consigliato per profilo
| Profilo PMI | Consigliato | Budget mensile indicativo (10 persone) |
|---|---|---|
| Team commerciale puro B2B | Pipedrive | 140-590€ |
| PMI/e-commerce con email marketing | Brevo | 20-120€ (su volume email) |
| PMI con ecosistema multi-tool | Zoho CRM / Zoho One | 140-450€ |
| Agenzie / studi / consulenti | Folk | 180-400€ |
| Startup/PMI tech, CRM su misura | Attio | da ~300€ |
| Vuole all-in-one economico | EngageBay | 120-650€ |
| Marketing inbound + sales integrati seri | HubSpot | 1.000€+ |
I budget sono stime indicative per orientare il confronto, non preventivi. Brevo scala sul volume email e non sul numero di utenti, quindi con 10 persone resta spesso il più economico.
Errori frequenti nella scelta del CRM
Cambiare CRM o adottarne uno nuovo è una di quelle decisioni dove si sbaglia quasi sempre allo stesso modo. Ecco i passi falsi più comuni nelle PMI italiane.
1. Scegliere per lista di feature invece che per processo. Si apre la pagina “confronto piani”, si contano le funzioni e si prende quello che ne ha di più. Sbagliato. Il 70% di quelle funzioni non le userai mai. Parti dal tuo processo reale (come arriva un lead, chi lo lavora, quali passaggi fa) e scegli il tool che lo rispecchia con meno attrito.
2. Sottovalutare il costo della migrazione e dell’adozione. Il prezzo dell’abbonamento è solo una parte. Esportare i dati, ripulirli, reimportarli, riconfigurare le automazioni e soprattutto convincere il team a usarlo davvero: questo è il costo vero. Un CRM economico che nessuno aggiorna costa più di uno caro usato bene.
3. Comprare per la crescita immaginata, non per quella reale. “Prendiamo HubSpot così siamo pronti quando scaleremo.” Poi la scala non arriva nei tempi previsti e per due anni paghi una piattaforma al 20%. Compra per l’azienda che sei oggi e per i prossimi 12 mesi credibili, non per il pitch deck.
4. Confondere CRM e gestionale/fatturazione. Sono cose diverse. Il CRM gestisce la relazione commerciale prima della vendita; il gestionale gestisce fatture, magazzino e adempimenti dopo. Pretendere che un CRM faccia bene anche la fatturazione elettronica italiana (o viceversa) porta a scelte frustranti. Eventualmente si integrano, non si sostituiscono.
5. Non coinvolgere chi lo userà ogni giorno. Se il CRM lo sceglie l’imprenditore da solo e poi lo impone ai commerciali, finirà inutilizzato. Chi vende deve provare il tool e dire la sua prima dell’acquisto. L’adozione si gioca qui.
6. Accumulare strumenti invece di sostituirli. Si aggiunge il CRM nuovo ma si tengono anche i fogli Excel, il vecchio gestionale contatti e le note sparse. Risultato: i dati si frammentano e nessuna fonte è affidabile. Se adotti un CRM, deve diventare l’unica fonte di verità. Sul tema del proliferare incontrollato di software abbiamo scritto come evitare il tool overload nelle PMI.
FAQ
HubSpot ha un piano gratuito: non basta quello? Il CRM gratuito di HubSpot è ottimo per partire e per molte micro-imprese è più che sufficiente. Il problema nasce quando ti servono le funzioni a pagamento (automazioni serie, rimozione del branding, limiti più alti): lì il salto di prezzo verso i piani Professional è netto. Se stai bene nel free, restaci. Questo articolo serve a chi sente che il free non basta più ma il Professional è troppo.
Posso migrare i miei dati da HubSpot a un altro CRM senza perderli? Sì. Praticamente tutti i CRM importano contatti e aziende da file CSV, e diversi offrono importatori dedicati o connettori. La parte delicata non sono i contatti ma le automazioni, i campi personalizzati e lo storico delle attività: vanno ricostruiti o rimappati a mano. Pianifica qualche giorno di lavoro e fai pulizia dei dati durante la migrazione, è l’occasione giusta.
Qual è l’alternativa più economica in assoluto? Per costo puro, Brevo e i piani gratuiti di Zoho, Attio ed EngageBay sono i punti di partenza più bassi. Ma “economico” dipende dallo scenario: Brevo conviene se hai molti utenti e poche email; Zoho One conviene se sostituisce davvero più abbonamenti. Calcola il costo annuo sul tuo caso reale, non il prezzo di listino del piano base.
Pipedrive o HubSpot per una PMI che vende B2B? Se il tuo bisogno è gestire trattative e far lavorare bene i commerciali, Pipedrive quasi sempre. È più economico, più rapido da adottare e fatto apposta per la vendita. Vai su HubSpot solo se ti serve anche la macchina di marketing inbound integrata e hai chi la usa.
Un CRM in italiano è meglio per una PMI italiana? Avere interfaccia e supporto in italiano aiuta l’adozione del team, ma non è il criterio decisivo. Brevo e Zoho hanno buona localizzazione; gli altri sono prevalentemente in inglese ma con interfacce semplici. Pesa di più che il tool si adatti al tuo processo. Per una panoramica focalizzata sul mercato locale, vedi la comparazione dei CRM per piccole imprese italiane.
Ogni quanto cambiano i prezzi di questi tool? Spesso: ritocchi di listino, nuovi piani, modifiche ai limiti di contatti capitano più volte l’anno. I valori in questo articolo sono range plausibili 2026 per orientarti, non quotazioni ufficiali. Prima di decidere, apri il sito ufficiale del tool, scegli il piano che ti serve davvero e fai il conto annuo sul tuo numero reale di utenti e contatti.
In sintesi
La maggior parte delle PMI italiane non ha bisogno di HubSpot Professional. Ha bisogno di un posto ordinato dove tenere contatti e trattative, e a volte di qualche automazione email. Pipedrive copre benissimo la vendita, Brevo l’email marketing, Zoho l’ecosistema, Folk le relazioni, Attio la flessibilità, EngageBay l’all-in-one a basso costo.
HubSpot resta la scelta giusta in un caso preciso: marketing inbound serio + sales + service che devono integrarsi nativamente, con un team che usa davvero le funzioni avanzate. Se non è il tuo caso, paghi l’80% per niente.
Parti dal processo, non dalla lista di feature. Prova due candidati con dati veri per una settimana. E fai sempre il conto annuo sul tuo scenario reale prima di firmare.
Per il quadro completo degli strumenti che servono a una piccola impresa, vedi la guida ai migliori strumenti digitali per PMI 2026.